Vigevano come caso nazionale: la Lega licenzia il provinciale pavese e nomina Centinaio commissario. Vannacci affila il coltello
Matteo Salvini
La Lega paga il conto salato di Vigevano. Il partito di Salvini, che al primo turno delle amministrative si è fermato al 9,55%, corre ai ripari con un commissariamento lampo: Gian Marco Centinaio assume i pieni poteri sulla Provincia di Pavia, mentre il segretario uscente Jacopo Vignati e l’intero consiglio direttivo vengono azzerati con effetto immediato. Sullo sfondo, la provocazione di Roberto Vannacci che trasforma la débâcle leghista in propaganda per il suo movimento.
Imperizia e danno politico
La motivazione del provvedimento, firmato dal segretario regionale Massimiliano Romeo, è chirurgica nella sua severità. Le scelte in merito alla composizione della lista elettorale per Vigevano, si legge nella nota, “hanno prodotto effetti lesivi per l’immagine del Movimento, arrecando un evidente danno politico all’azione della Lega, con ripercussioni non circoscritte al solo ambito locale, ma estese al livello regionale e nazionale”.
La lista, aggiunge Romeo, è stata “redatta con imperizia, superficialità e in totale contrasto con la linea politica del movimento”. A sostegno formale dell’atto, il segretario regionale richiama l’articolo 6, comma 2 dello Statuto del partito, che riserva alle sezioni comunali la proposta delle candidature a sindaco e alla lista collegata, con approvazione della sezione provinciale competente: un meccanismo che, nella lettura di Romeo, non ha funzionato.
Il rebus del secondo turno
Al ballottaggio si sfideranno Rossella Buratti, candidata del centrosinistra, e Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia ma non dall’asse Fdi-Lega-Noi Moderati, che aveva puntato su Riccardo Ghia. Quest’ultimo si è fermato al 21,45%: un bacino di voti ora decisivo nella partita del secondo turno.
Ugualmente rilevante la posizione di Furio Suvilla – il candidato espresso da Futuro Nazionale, il movimento di Vannacci – che ha raccolto il 14,21%, sorpassando proprio la Lega. È questo sorpasso, nella lettura di Romeo, il segnale che ha reso insostenibile la continuità dell’attuale dirigenza provinciale: la “mancata vigilanza” della segreteria su come è stata costruita la lista ha prodotto un risultato che pesa ben oltre le mura di Vigevano.
Vannacci affila il coltello
Non si lascia sfuggire l’occasione Roberto Vannacci. L’ex generale, già vicesegretario della Lega prima della rottura con Salvini, commenta il commissariamento con un post su Instagram che è a metà strada tra l’ironia e il regolamento di conti. “Centinaio commissario dopo il terremoto di Vigevano. La conseguenza del grande risultato ottenuto dal candidato Furio Suvilla sostenuto da Futuro Nazionale evidentemente ha lasciato il segno”.
E poi il colpo basso, calibrato: Centinaio è “quello che diceva che ‘un generale toscano con l’ideale della Decima MAS non ha niente a che fare con il Nord'” e che “pochi giorni fa dichiarava: ‘Vannacci? Mai stretto neanche la mano. Calenda? Non avrei problemi a dialogare con lui'”. La chiusa è una battuta di stile mussoliniano nel ritmo, difficile da fraintendere: “Noi, invece, le idee le abbiamo chiare, alle Centinaia preferiamo le Decime. Sempre”.
