Manovra, l’intesa sul deficit potrebbe non bastare a Bruxelles

Manovra, l’intesa sul deficit potrebbe non bastare a Bruxelles
3 ottobre 2018

L’intesa nel governo sull’aggioramento del Def porta a limare al ribasso il deficit per il 2020 e 2021 mantenendo il 2,4% solo per il 2019. Al tempo stesso il governo accelera sulla riduzione del debito al 130,9% già l’anno prossimo. Le modifiche rispetto al 2,4% di deficit per il triennio tuttavia potrebbero non essere sufficienti per scongiurare la bocciatura della prossima manovra da parte della Commissione europea. Il commissario agli affari Economici Pierre Moscovici oggi ha sottolineato che in in Europa ci sono “regole abbastanza precise, che non sono stupide e che dicono che il deficit nominale deve essere contenuto sotto il 3% e che il deficit strutturale deve migliorare”.

Il 2,4% fissato dall’Italia per l’anno prossimo potrebbe comportare il rischio possibile che “il deficit strutturale non sia nella traiettoria fissata dal patto di stabilità e crescita”. Fonti comunitarie inoltre hanno ricordato che la valutazione della Commissione sulla manovra italiana riguarderà solo le cifre sui conti pubblici relative al 2018 e gli obiettivi di bilancio per il 2019 in base al documento (“draft budgetary plan”) che il governo dovrà inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre. In altre parole, i piani di riduzione del deficit pubblico o del debito a partire dal 2020 non avrebbero influenza sul parere che l’esecutivo comunitario emetterà entro fine mese sulla manovra per il 2019.

Una prima valutazione sugli obiettivi di bilancio e le previsioni di crescita per il 2020 la Commissione potrebbe tuttavia produrla con le sue “Previsioni economiche d’autunno”, che saranno pubblicate nella seconda settimana di novembre. Per il 2021, invece, bisognerà aspettare almeno le “Previsioni economiche di primavera”, il prossimo mese di maggio. Tuttavia il commissario Moscovici aveva giudicato un buon segnale l’intenzione del governo italiano di rivedere al ribasso gli obiettivi di deficit per il 2020 e il 2021.

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