Cinecittà compie novant’anni e si racconta in un documentario presentato a Cannes

Il regista Roland Sejko dirigerà nel 2027 un film sul più celebre studio cinematografico d’Italia, annunciato in anteprima al Festival con la partecipazione dell’ad Manuela Cacciamani.

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Novant’anni di storia italiana racchiusi in un documentario. È il progetto di Girato a Cinecittà, diretto da Roland Sejko e presentato all’Italian Pavilion di Cannes: un viaggio nell’identità degli studi romani attraverso archivi, testimonianze e riprese inedite, mentre l’azienda prepara celebrazioni aperte al pubblico nel 2027. Cannes, non a caso, è il palcoscenico scelto per annunciare il progetto.

L’anteprima si è tenuta all’Italian Pavilion del Festival, dove il regista Roland Sejko ha illustrato l’impianto narrativo del documentario che nel 2027 celebrerà i primi novant’anni degli studi romani. Dal 1937 ad oggi, Cinecittà ha ospitato oltre tremila produzioni. Registi, divi, artigiani e maestranze di ogni nazionalità ne hanno attraversato i teatri di posa, costruendo un immaginario che va ben oltre i confini del cinema italiano.

Un racconto più largo del cinema

Sejko ha inquadrato il progetto in termini precisi: “Io credo che la storia di Cinecittà sia una storia italiana più che solo cinematografica. C’è un mondo da raccontare, praticamente, è di sicuro difficile perché è molto largo ma di sicuro merita di essere raccontato”. La struttura del documentario si articolerà su tre livelli: le riprese contemporanee all’interno degli studi, i materiali d’archivio e le testimonianze di registi, attori, produttori e professionisti, italiani e internazionali, che di Cinecittà hanno fatto parte in modi diversi.

L’ambizione è alta. Raccontare dall’interno quasi un secolo di produzioni significa confrontarsi con una stratificazione storica che attraversa il fascismo, la ricostruzione postbellica, la stagione d’oro del cinema italiano, i kolossal americani degli anni Cinquanta e Sessanta, la crisi degli anni Ottanta e la recente rinascita produttiva. Un arco temporale che coincide, quasi per intero, con la storia della Repubblica.

La nuova stagione degli studi romani

Cinecittà non è solo un archivio da celebrare. Gli studi vivono oggi una fase di rilancio concreta: teatri ristrutturati, lavorazioni internazionali in corso, una presenza stabile nel mercato delle grandi produzioni in lingua inglese. L’amministratrice delegata Manuela Cacciamani, presente a Cannes, ha anticipato il programma di eventi che accompagnerà il novantesimo anniversario: “Stiamo immaginando appuntamenti istituzionali e non, apriremo le porte di Cinecittà soprattutto ai più piccoli, agli amanti di cinema, agli appassionati, agli studenti universitari. Per cui sarà un momento di confronto, di generazioni a confronto, di maestranze giovani e acclamate, artisti. Insomma siamo in grande fermento”.

Le parole di Cacciamani segnalano una scelta strategica precisa: fare del 2027 non soltanto un’occasione celebrativa, ma un momento di apertura e trasmissione. Portare le nuove generazioni dentro i teatri di posa, mettere a confronto le maestranze storiche con i tecnici emergenti, costruire una memoria condivisa che non resti confinata nei cineforum o negli archivi accademici. Il documentario di Sejko sarà, in questo senso, la punta visibile di un progetto più ampio.