Trump presenta il nuovo Air Force One ricevuto dal Qatar tra polemiche e simboli
Redazione 19 Giugno 2026
Donald Trump ha presentato alla Joint Base Andrews, nel Maryland, il nuovo Air Force One destinato a entrare nella disponibilità del Presidential Airlift Group. Si tratta di un jet donato dal Qatar e successivamente adattato per l’impiego istituzionale. La visita del presidente americano all’interno dell’hangar militare è stata accompagnata da una forte componente simbolica. Dopo essere sceso dall’aereo davanti a circa duecento militari, Trump ha illustrato il velivolo definendolo un progetto in linea con le sue preferenze estetiche. “La fattura di questo aereo è incredibile, fatto a mio gusto”, ha dichiarato.
Secondo una nota dell’Aeronautica militare statunitense, il VC-25B Bridge è stato formalmente assegnato al gruppo responsabile del trasporto presidenziale e inizierà a breve i primi voli di collaudo. L’aereo rappresenta una soluzione transitoria in attesa dell’entrata in servizio dei nuovi Boeing VC-25B, prevista nel 2028.
Una scelta che divide
L’accettazione del velivolo da parte dell’amministrazione Trump ha suscitato discussioni negli Stati Uniti. Le perplessità riguardano soprattutto l’opportunità politica e la compatibilità giuridica di un dono proveniente da un governo straniero. La Casa Bianca ha però difeso l’operazione, sostenendo che l’aereo verrà impiegato esclusivamente nell’ambito delle attività istituzionali.
Trump ha inoltre ribadito una posizione già espressa in passato: una volta concluso il mandato presidenziale, il jet non entrerà nella sua disponibilità personale ma verrebbe destinato a una futura biblioteca presidenziale. Resta comunque aperto il dibattito sulle implicazioni di una scelta che coinvolge direttamente uno dei simboli più riconoscibili della presidenza americana.
Dal punto di vista tecnico, l’Aeronautica ha stimato che gli interventi necessari per adeguare il velivolo agli standard di sicurezza richiesti costeranno meno di 400 milioni di dollari. Una cifra significativa, ma inferiore rispetto a quella che sarebbe stata necessaria per accelerare la consegna dei nuovi aerei ordinati a Boeing.
Il ritorno della livrea voluta
Uno degli elementi più visibili del nuovo Air Force One è la livrea. Il velivolo abbandona infatti il tradizionale blu chiaro introdotto durante l’amministrazione di John Kennedy per adottare una combinazione di blu navy, rosso e bianco. La parte inferiore della fusoliera è dipinta in blu scuro, attraversata da una fascia rossa, mentre sulla coda campeggia una grande bandiera americana. Sul lato sinistro compare il sigillo presidenziale.
La scelta richiama direttamente il progetto promosso da Trump durante il suo primo mandato. All’epoca il presidente aveva chiesto che i futuri Air Force One adottassero colori molto simili a quelli del suo aereo privato. Nel marzo 2023 l’amministrazione di Joe Biden aveva però revocato quella decisione dopo una revisione tecnica dell’Aeronautica militare. Gli studi avevano suggerito che tonalità più scure potessero aumentare i costi e rallentare il programma di consegna.
Con il ritorno alla Casa Bianca, Trump ha ripristinato il progetto originario. La nuova combinazione cromatica non sarà limitata al solo aereo presidenziale, ma verrà progressivamente estesa anche ad altri velivoli governativi utilizzati dai principali esponenti dell’amministrazione.
La gestione della futura flotta
Il nuovo jet non sostituirà immediatamente gli attuali VC-25A, gli aerei oggi impiegati come Air Force One. Un portavoce dell’Aeronautica ha confermato che entrambi resteranno operativi fino all’arrivo dei Boeing di nuova generazione.
La strategia delineata dal Pentagono prevede una flotta composta da più piattaforme disponibili contemporaneamente. Sia il velivolo proveniente dal Qatar sia gli attuali VC-25A potranno essere utilizzati in funzione delle esigenze operative. Sarà il Presidential Airlift Group a individuare di volta in volta l’aereo più adatto per ciascuna missione.
La presentazione del nuovo Air Force One rappresenta così un passaggio intermedio nel lungo processo di ammodernamento del trasporto presidenziale americano. Un progetto che unisce esigenze operative, scelte simboliche e valutazioni politiche, destinato a rimanere al centro del dibattito fino all’arrivo della nuova generazione di velivoli prevista per il 2028.
