L’Onu al collasso finanziario: liquidità esaurita ad agosto, in attesa di donazioni per sopravvivere
L’organizzazione, che ha approvato una modifica al regolamento per non rimborsare i debitori, chiuderà l’anno “a zero”. I mancati pagamenti di Stati Uniti e Cina, che pesano per il 42 per cento sul bilancio, mettono a rischio le missioni di pace e gli stipendi dei dipendenti.
New York. Le Nazioni Unite esauriranno le risorse finanziarie di cassa nel corso del mese di agosto e per poter proseguire le attività oltre settembre contano esclusivamente sulle donazioni degli Stati membri. È quanto dichiarato martedì da Chandramouli Ramanathan, sottosegretario generale per la pianificazione dei programmi, le finanze e il bilancio, durante un briefing con la stampa. “Non abbiamo liquidità oltre agosto e settembre. I soldi sono finiti”, ha affermato il funzionario, aggiungendo che l’organizzazione è destinata a “chiudere l’anno a zero, il che significa sopravvivere a stento con un bilancio ridotto”.
L’allarme arriva a poche settimane dall’approvazione di una modifica al regolamento finanziario interno, varata martedì scorso, con la quale l’Assemblea generale ha deciso di sospendere per i prossimi quattro anni il meccanismo di rimborso degli importi non spesi agli Stati membri morosi. Una misura definita urgente per tamponare una crisi di liquidità che, secondo un rapporto diffuso a maggio, rischiava di tradursi in un “collasso finanziario” dell’organizzazione.
La stretta sui rimborsi
Al centro della modifica regolamentare c’è la cosiddetta “ridistribuzione” dei fondi non utilizzati a fine anno. In precedenza, l’ONU era tenuta a restituire a tutti gli Stati membri, compresi quelli in debito, una quota percentuale pari al loro contributo teorico al bilancio. Poiché gli Stati Uniti versano il 22 per cento del budget totale e la Cina il 20 per cento, la restituzione dei soldi non spesi finiva per premiare anche i Paesi che non avevano onorato i propri impegni finanziari.
Con la nuova regola, in vigore fino al 2030, i rimborsi saranno erogati solo ai Paesi che risultano in regola con i pagamenti. L’operazione consentirà all’organizzazione di risparmiare centinaia di milioni di dollari l’anno, sottraendo risorse ai debitori per destinarle al funzionamento ordinario. La misura vale per tutte le voci di bilancio: contributi ordinari, operazioni di peacekeeping e tribunali internazionali.
Conti in rosso
Secondo i dati ufficiali aggiornati a maggio, gli Stati Uniti vantano il debito più consistente nei confronti dell’ONU, pari a circa 4,3 miliardi di dollari. Di questi, 2 miliardi riguardano i contributi ordinari, altri 2 miliardi le missioni di pace e 44 milioni i tribunali internazionali. La Cina, secondo contributore, deve 1,3 miliardi di dollari, suddivisi in 429 milioni per il bilancio ordinario, 870 milioni per il peacekeeping e 9 milioni per i tribunali.
Altri Paesi membri presentano esposizioni debitorie, ma di entità decisamente inferiori. L’insieme dei ritardi, tuttavia, ha ridotto la capacità operativa dell’organizzazione, costringendo la dirigenza a licenziamenti, tagli alle spese di gestione delle sedi di New York e Ginevra, ritardi nei pagamenti ai Paesi che forniscono contingenti militari e una riduzione generale dell’impegno umanitario sul campo.
Le ragioni di Pechino e Washington
Le cause dei ritardi sono eminentemente politiche. L’amministrazione Trump, che a gennaio 2026 ha ritirato gli Stati Uniti da decine di organizzazioni internazionali, considera l’ONU uno spreco di risorse e un limite alla sovranità nazionale. Il presidente ha più volte invocato una riforma dell’istituzione, senza però mai specificare i termini, e ha promosso strutture parallele, anch’esse in difficoltà di finanziamento.
Il comportamento della Cina è diverso ma ugualmente orientato a fini politici. Pechino non ha mai manifestato ostilità aperta verso l’ONU e alla fine salda sempre i propri debiti, ma lo fa con ritardi prolungati che impediscono all’organizzazione di utilizzare tempestivamente le risorse. Una strategia, secondo gli osservatori, finalizzata a esercitare pressione negoziale all’interno dell’Assemblea generale e a promuovere le proprie priorità strategiche.
Licenziamenti e tagli
La crisi finanziaria ha già prodotto effetti concreti. Nei mesi scorsi l’ONU ha avviato piani di riduzione del personale che hanno portato al licenziamento di migliaia di dipendenti, ha sospeso investimenti in manutenzione e logistica e ha compresso le spese operative delle principali missioni diplomatiche. Il rischio, secondo quanto anticipato da Ramanathan, è che senza un flusso di donazioni adeguato a partire da settembre l’organizzazione possa trovarsi costretta a ridurre ulteriormente le attività, compromettendo le operazioni di pace in corso e l’assistenza umanitaria in zone di crisi.
“Anche con il bilancio ordinario, stiamo operando con pochissime risorse finanziarie”, ha ribadito il sottosegretario. “È molto probabile che chiuderemo l’anno a zero”. La sopravvivenza dell’ONU, nei prossimi mesi, dipenderà quindi dalla capacità di attrarre donazioni volontarie e dal rientro nei pagamenti dei grandi debitori. La nuova norma sui rimborsi, pur offrendo un sollievo temporaneo, non risolve il problema strutturale della dipendenza dai contributi di pochi Stati sovrani.
Ecco cosa è l’Onu
| Categoria | Elemento | Dettaglio | Note | Riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Identificazione | Denominazione | Organizzazione delle Nazioni Unite | Acronimo: ONU (UN in inglese) | Carta ONU, Art. 1 |
| Identificazione | Fondazione | 26 giugno 1945 | Carta di San Francisco | Sede: New York |
| Identificazione | Stati membri | 193 paesi | Ultimo membro: Sud Sudan (2011) | Art. 4 Carta ONU |
| Leadership | Segretario Generale | António Guterres | Portogallo – In carica dal 2017 | Art. 97 Carta ONU |
| Leadership | Mandato SG | 2022-2026 | Secondo mandato (riconfermato) | Nomina: Assemblea Generale |
| Finanze | Budget ordinario | ~3,4 miliardi USD | Contributi basati sul PIL nazionale | Art. 17 Carta ONU |
| Finanze | Peacekeeping | >10 miliardi USD | Finanziamento separato | Risoluzione AG 1948 |
| Comunicazione | Lingue ufficiali | 6 lingue | Arabo, Cinese, EN, FR, RU, ES | Regolamento AG |
| Missione | Obiettivo 1 | Pace e sicurezza | Ruolo principale del Consiglio di Sicurezza | Art. 1 Carta ONU |
| Missione | Obiettivo 2 | Diritti umani | Dichiarazione Universale (1948) | Art. 1, par. 3 |
| Missione | Obiettivo 3 | Sviluppo sostenibile | Agenda 2030 (17 SDGs) | Risoluzione AG 2015 |
| Missione | Obiettivo 4 | Aiuti umanitari | Coordinamento emergenze | OCHA – Risoluzione AG |
| Missione | Obiettivo 5 | Ambiente | Conferenze COP sul clima | UNFCCC 1992 |
| Struttura | Assemblea Generale | 193 Stati membri | Un paese = un voto | Art. 9 Carta ONU |
| Struttura | Consiglio di Sicurezza | 15 membri | 5 permanenti + 10 non permanenti | Art. 23 Carta ONU |
| Struttura | Membri permanenti | P5 | USA, Russia, Cina, Francia, UK | Art. 23 Carta ONU |
| Struttura | Segretariato | Staff internazionale | Guidato dal Segretario Generale | Art. 97 Carta ONU |
| Struttura | Corte Internazionale | Sede all’Aia | Risolve dispute tra Stati | Art. 92 Carta ONU |
| Struttura | ECOSOC | Consiglio Economico-Sociale | Coordina agenzie specializzate | Art. 61 Carta ONU |
| Struttura | Consiglio Fiduciario | Inattivo | Mandato completato | Art. 75 Carta ONU |
| Agenzie | UNICEF | Infanzia | Protezione diritti dei bambini | Fondato 1946 |
| Agenzie | OMS | Salute | Coordinamento salute globale | Fondata 1948 |
| Agenzie | UNESCO | Cultura/Educazione | Patrimonio mondiale dell’umanità | Fondata 1945 |
| Agenzie | FAO | Alimentazione | Lotta alla fame nel mondo | Fondata 1945 |
| Agenzie | UNHCR | Rifugiati | Protezione e assistenza rifugiati | Fondato 1950 |
| Curiosità | Giornata ONU | 24 ottobre | Data entrata in vigore Carta (1945) | Risoluzione AG 1947 |
