Ceuta, la Spagna minaccia l’Italia sui migranti ma Palazzo Chigi conferma i controlli
Sanchez ha interrotto le ferie per coordinare la risposta all’invasione dei migranti nellà citta autonoma e ha accusato Roma di aver adottato una misura unilaterale contraria alle regole europee sulla libera circolazione.
Pedro Sanchez e Giorgia Meloni
Il governo spagnolo ha chiesto all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli reintrodotti alle frontiere con Madrid dopo la crisi migratoria di Ceuta, dove oltre 70.000 migranti hanno raggiunto la città autonoma spagnola dal 30 luglio. L’esecutivo guidato da Pedro Sanchez ha annunciato che, in caso di mancato passo indietro, adotterà “misure proporzionate” per tutelare gli interessi dei cittadini spagnoli.
La richiesta è arrivata dopo una riunione di coordinamento convocata dal premier Sanchez, che ha interrotto il periodo di ferie a Lanzarote per affrontare l’emergenza. Il governo spagnolo ha assicurato che utilizzerà “tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari” per riportare Ceuta alla “piena normalità”.
Madrid contesta la decisione italiana
Al centro del confronto c’è il ripristino dei controlli italiani alle frontiere con la Spagna deciso il primo agosto. Madrid sostiene che la misura abbia creato difficoltà a migliaia di passeggeri nel pieno della stagione estiva e accusa Roma di aver agito senza preavviso e in modo unilaterale.
Secondo il governo Sanchez, la decisione italiana non sarebbe giustificata dalle regole europee. La Spagna sostiene che i migranti entrati a Ceuta non abbiano acquisito il diritto di circolare nello spazio Schengen, perché la città autonoma mantiene uno status particolare dal 1991.
Madrid richiama inoltre la collaborazione con il Marocco, sostenendo che “praticamente tutti” i migranti entrati nella città siano già rientrati nel Paese nordafricano.
La posizione spagnola si basa anche sul confronto dei dati europei. Secondo il governo Sanchez, citando informazioni di Frontex, negli ultimi anni l’Italia avrebbe registrato il numero più elevato di attraversamenti irregolari tra gli Stati membri, con cifre superiori a quelle spagnole.
La replica di Palazzo Chigi
Roma conferma la validità della scelta sui controlli e respinge l’accusa di aver adottato una misura contro la Spagna. Palazzo Chigi precisa che il provvedimento è stato deciso “senza pregiudizio nei confronti di un Paese amico come la Spagna”, ricordando che decisioni analoghe sono state prese in passato anche nei confronti della Slovenia e che altri governi europei hanno adottato misure simili verso l’Italia e la stessa Spagna.
L’esecutivo italiano sottolinea che la sospensione temporanea dei controlli non limita la libera circolazione dei cittadini spagnoli ed europei. “Le autorità di frontiera italiane faranno di tutto per garantire la massima agibilità ai cittadini spagnoli ed europei che non sono interessati dal ripristino dei controlli ai confini aerei e marittimi”, afferma Palazzo Chigi.
Il governo aggiunge che il confronto con Madrid potrà proseguire in modo costruttivo quando verranno meno le condizioni che hanno portato alla decisione.
Piantedosi difende la misura sulla sicurezza
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rivendica la scelta italiana e richiama il quadro giuridico europeo. “Quelle come la sospensione del Trattato di Schengen sono delle misure consentite dai regolamenti e dai trattati dell’Unione come misure sicuramente di carattere eccezionale, straordinario, che vanno adottate con ponderazione e con adeguatezza e, come sempre, come extrema ratio”, ha dichiarato intervenendo a Sorrento al tour di Fratelli d’Italia “Bar Italia”.
Secondo il titolare del Viminale, però, la situazione attuale rientra tra quelle che possono giustificare un intervento. “È difficile non immaginare che queste condizioni non sussistano adesso, tenendo presente che noi la sospensione con la Spagna l’abbiamo adottata per un mese, in considerazione di quello che si è visto e di quello che si dice potrebbe essere il 15 agosto”, ha aggiunto.
Il riferimento è alla previsione di nuovi movimenti migratori durante la giornata di Ferragosto, indicata dal governo come uno dei momenti di maggiore attenzione per i controlli.
La maggioranza attacca Sanchez
La linea del governo italiano trova il sostegno dei partiti della maggioranza, che accusano Madrid di aver sottovalutato il problema migratorio.
Il leader della Lega Matteo Salvini ha criticato direttamente il premier spagnolo. “Il premier spagnolo farebbe miglior figura a tacere e a controllare i suoi confini invece che minacciare il governo italiano. Stiamo bloccando negli aeroporti in queste ore decine di irregolari in arrivo dalla Spagna”, ha dichiarato a margine del direttivo della Lega a via Bellerio.
Salvini ha difeso la sospensione delle regole Schengen, sostenendo che la decisione italiana sia stata necessaria dopo gli arrivi a Ceuta. “Ha fatto benissimo l’Italia a sospendere le regole di Schengen dopo l’invasione di Ceuta, dove sono presenti ancora migliaia di persone provenienti dall’Africa subsahariana, quindi non dal Marocco, che non si sono allontanate e che rappresentano un problema per tutta l’Europa”, ha affermato.
Anche Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, ha sostenuto la necessità di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza. “Notizie di fonte spagnola parlano del rischio di infiltrazioni jihadiste tra queste persone. Quindi la vigilanza e l’attenzione sono indispensabili”, ha dichiarato.
Gasparri ha citato anche il respingimento di 15 persone arrivate dalla Spagna prive dei requisiti per entrare in Italia e ha espresso apprezzamento per le forze di polizia che hanno fermato un giovane di Como accusato di essersi avvicinato all’islam radicale.
Un nuovo fronte europeo
Lo scontro tra Roma e Madrid si inserisce nel dibattito europeo sulla gestione delle frontiere interne e sulla distribuzione delle responsabilità migratorie. La Spagna accusa l’Italia di aver violato lo spirito della libera circolazione, mentre il governo italiano richiama il diritto degli Stati membri ad adottare misure temporanee quando ritengono compromessa la sicurezza nazionale.
Madrid contesta inoltre all’Italia il mancato rispetto del Regolamento di Dublino dal 2022, sostenendo che questa posizione abbia aumentato la pressione sugli altri Paesi europei.
La crisi di Ceuta aggiunge così un nuovo elemento di tensione tra due Paesi mediterranei chiamati a confrontarsi sul tema migratorio. Il termine fissato dalla Spagna per domenica rappresenta il primo passaggio di una disputa che potrebbe ora spostarsi anche nelle sedi europee.
