L’AfD supera il 44% in Sassonia-Anhalt e costringe Berlino a fare i conti con il voto. Merz ammette la sconfitta: “Uno spostamento nel sistema dei partiti”
Polonia e Francia definiscono il successo della destra nazionalista “molto preoccupante”, mentre Orban, Wilders, Trump e Dmitriev salutano l’esito delle urne.
Friedrich Merz
L’AfD ha superato il 44% dei voti nelle elezioni in Sassonia-Anhalt, imponendosi nel Land orientale tedesco e aprendo una crisi politica che Friedrich Merz ha definito la più pesante degli ultimi anni, forse decenni. Il cancelliere ha escluso però ogni arretramento della linea del governo. Il risultato obbliga inoltre il partito guidato in Sassonia-Anhalt da Ulrich Siegmund a cercare una maggioranza parlamentare, dopo il rifiuto degli altri principali partiti di governare con la formazione nazionalista.
Merz riconosce la portata della sconfitta
Il cancelliere tedesco ha definito il risultato elettorale una rottura che Berlino non può trattare come una normale battuta d’arresto. In conferenza stampa, Merz ha parlato della “sconfitta elettorale più pesante” degli “ultimi anni, o decenni” e ha ammesso che il risultato ha lasciato “tutti profondamente scioccati”.
“Non ci aspettavamo che andasse a finire così”, ha dichiarato il cancelliere, descrivendo il voto come “uno spostamento tettonico nel nostro sistema dei partiti”. Per Merz, il governo federale non può quindi “tornare alla normalità” dopo un risultato di questa portata.
Il dato politico che preoccupa Berlino è la dimensione del consenso raccolto dalle forze che contestano l’attuale assetto politico. “Quando quasi il 60% degli elettori vota per partiti politici che mettono in discussione le istituzioni democratiche del nostro Paese, si tratta di un risultato elettorale che non possiamo semplicemente ignorare come se nulla fosse accaduto”, ha affermato Merz, aggiungendo che il voto “avrà delle ripercussioni”.
Il cancelliere ha comunque escluso che il risultato possa tradursi in una crisi di governo nazionale o nelle sue dimissioni. “Sono consapevole della mia responsabilità personale nei confronti del nostro Paese. Sono determinato a essere all’altezza di questa responsabilità”, ha precisato.
La maggioranza resta da costruire
Il problema immediato riguarda ora il governo del Land. Siegmund dovrà trovare una coalizione capace di garantire la maggioranza parlamentare, ma i principali partiti tedeschi hanno escluso accordi con l’AfD.
La formazione nazionalista ha quindi rivolto l’attenzione alla Bsw, formazione nata dalla scissione di sinistra e guidata da Sahra Wagenknecht. Con circa il 5% dei voti, la Bsw potrebbe diventare decisiva per la formazione di una maggioranza regionale, qualora i numeri parlamentari rendessero praticabile un’intesa.
La questione non è soltanto aritmetica. Il rifiuto degli altri partiti di collaborare con l’AfD mantiene in piedi il cordone politico che, a livello regionale e federale, impedisce alla formazione di Weidel di trasformare automaticamente il consenso elettorale in responsabilità di governo.
Il risultato modifica però i rapporti di forza. Con oltre quattro elettori su dieci dalla propria parte, l’AfD dispone di un peso politico che Berlino non può più considerare marginale.
La linea costituzionale di Berlino
Merz ha collegato il risultato alla difesa delle istituzioni democratiche. In una democrazia, ha spiegato, possono cambiare i rapporti di forza e le maggioranze, ma “c’è una cosa che non è oggetto di voto: le regole della nostra convivenza e i valori della nostra Legge fondamentale”.
“Da noi il potere viene conferito, non conquistato. La minoranza non è nemica della maggioranza”, ha aggiunto il cancelliere, tracciando una distinzione tra la competizione elettorale e il rispetto dei principi costituzionali.
Il passaggio segnala il terreno sul quale Berlino intende reagire all’avanzata dell’AfD: non un cambiamento della linea politica per assecondare il risultato, ma la difesa dell’ordinamento e dell’attuale collocazione europea della Germania.
Merz ha infatti ribadito che Berlino manterrà “sempre saldi il nostro ordinamento politico e il nostro ancoraggio all’Europa”. Ha inoltre escluso qualsiasi ripensamento sul sostegno all’Ucraina: la Germania, ha assicurato, non si discosterà “nemmeno di un millimetro” dalla propria posizione.
Mosca saluta l’avanzata nazionalista
È proprio sulla guerra in Ucraina che il voto assume una dimensione internazionale. Nel corso della conferenza stampa, Merz ha attribuito alla Russia un interesse diretto per il risultato tedesco.
“Voglio dirlo in modo molto esplicito: a 2.500 chilometri a est da qui, c’è una gioia particolarmente grande per questo risultato elettorale”, ha affermato il cancelliere, riferendosi a Mosca. Merz ha quindi richiamato le forze che, a suo giudizio, hanno cercato di favorire il successo elettorale dell’AfD.
“Quindi, sotto questo aspetto, sappiamo con chi abbiamo a che fare”, ha concluso, ribadendo che “arrendersi non è un’opzione”.
Da Mosca è arrivata una risposta coerente con questa lettura. Kirill Dmitriev, inviato presidenziale russo, ha definito il risultato una “vittoria storica” per l’AfD, sottolineando il carattere pragmatico della formazione tedesca. Il sostegno russo si lega anche alle posizioni dell’AfD sulla guerra e alla sua opposizione alla politica di sostegno militare a Kiev perseguita dal governo federale.
Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha collegato il tema della sicurezza nazionale alle interferenze russe e alle posizioni filorusse presenti nella politica tedesca. “La libertà in Germania è minacciata dall’esterno dai droni russi nei nostri cieli e dall’interno dagli ideologi di Mosca che si muovono a bassa quota nei nostri parlamenti”, ha dichiarato durante un comizio in Baviera.
Parigi e Varsavia chiedono una risposta
Il risultato ha prodotto reazioni immediate anche nelle altre capitali europee. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha reagito con durezza, sostenendo che “in Polonia, solo gli idioti o i traditori possono gioire del trionfo dell’AfD in Germania”.
Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha definito l’esito “molto preoccupante”. La posizione di Varsavia riflette anche la particolare sensibilità polacca verso la sicurezza europea e il rapporto con la Russia, in una fase nella quale la guerra in Ucraina resta al centro della politica continentale.
Da Parigi, il ministro per gli Affari europei Benjamin Haddad ha definito la vittoria dell’AfD “un momento importante per l’Europa”, ma ha respinto nazionalismo e xenofobia come possibili risposte alle difficoltà del continente.
“Dobbiamo ascoltare con umiltà la rabbia, le preoccupazioni, le paure e rispondere ad esse”, ha aggiunto Haddad, richiamando la responsabilità della classe dirigente europea e il significato storico dell’integrazione franco-tedesca.
Anche il ministro delle Finanze francese Roland Lescure ha parlato di una “sfida importante di fronte a un’ondata populista” che attraversa l’Europa.
I nazionalisti europei festeggiano
Di segno opposto le reazioni provenienti dai principali esponenti della destra nazionalista europea. Viktor Orban ha salutato il risultato come “una notte memorabile per la Germania e per l’Europa”, aggiungendo: “Allacciate le cinture. Questo è solo l’inizio!”.
Da Praga, Tomio Okamura, presidente del Parlamento ceco e leader del partito di destra radicale SPD, ha attribuito il successo dell’AfD alla “cattiva politica degli attuali partiti liberali e favorevoli all’Ue”.
Geert Wilders, leader della destra populista olandese, ha invece reagito pubblicando sui social uno screenshot di un quotidiano tedesco accompagnato dalla parola “Congratulazioni”.
Anche Donald Trump ha celebrato il risultato, condividendo sul proprio profilo Truth la proiezione che indicava la vittoria dell’AfD. Il post è stato poi rilanciato da Dmitriev, che ha definito l’esito una “vittoria storica”.
Berlino ora deve spiegare il voto
Il successo dell’AfD apre dunque due questioni distinte per la Germania. La prima è istituzionale e riguarda la possibilità di formare un governo regionale senza un accordo con il partito nazionalista. La seconda riguarda la capacità dei partiti tradizionali di interpretare le ragioni di un consenso che ha raggiunto una dimensione tale da modificare gli equilibri politici.
Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung ha richiamato la necessità per la classe politica di interrogarsi sulle proprie responsabilità dopo il risultato, distinguendo però questa riflessione dall’ipotesi di un “cambio di sistema” sostenuta da esponenti dell’AfD durante la campagna elettorale.
Il punto, secondo il giornale, resta il rispetto dello Stato di diritto democratico e della Legge fondamentale. È su questo terreno che Merz ha fissato la propria risposta: riconoscere la portata del voto senza modificare i principi costituzionali, l’orientamento europeo della Germania e la politica di sostegno all’Ucraina.
Il risultato della Sassonia-Anhalt resta intanto un problema concreto di maggioranza per Siegmund e un segnale politico per Berlino. L’AfD ha conquistato un consenso che non le consente, da solo, di governare il Land, ma le attribuisce un ruolo centrale nella prossima fase della politica regionale tedesca.
