Alzheimer, gli ospedali francesi avviano sperimentazione clinica dei robot dotati di IA
Ospedali e case di cura in Francia hanno avviato la sperimentazione di robot e dispositivi dotati di intelligenza artificiale per il trattamento e il supporto terapeutico delle persone affette dal morbo di Alzheimer e da altri disturbi neurodegenerativi. La misura riguarda strutture sanitarie specializzate ed è indirizzata a contrastare una classe di patologie che registra una crescita costante a livello globale.
Tecnologie avanzate per la stimolazione sensoriale
Le apparecchiature introdotte negli istituti francesi comprendono automi programmati per stimolare la conversazione negli anziani e sistemi avanzati in grado di riprodurre i timbri vocali dei familiari. I dispositivi agiscono come stimoli sensoriali e cognitivi integrati, progettati per sollecitare la memoria e mantenere attive le funzioni residue del linguaggio nei soggetti ospedalizzati.
Secondo i dati del Rapporto Mondiale 2026 diffuso da ADI – Alzheimer’s Disease International in occasione della XXXIII Giornata Mondiale dell’Alzheimer, oltre 57 milioni di persone convivono con una forma di demenza. La malattia di Alzheimer rappresenta la causa prevalente di questo quadro clinico, attestandosi tra il 60 e il 70 percento dei casi totali censiti dall’organizzazione.
Integrazione clinica e percorsi di riabilitazione
I protocolli adottati nelle strutture d’Oltralpe definiscono il ruolo dell’intelligenza artificiale all’interno del percorso di cura. Il robot non opera in autonomia ma è impiegato come supporto durante i trattamenti prescritti dai medici specialisti.
“Il nostro obiettivo principale è il loro utilizzo terapeutico, con il robot che funge da facilitatore, che aiuta a coinvolgere i pazienti nelle sessioni terapeutiche, può aiutare a livello di stimolazione cognitiva ma anche per la riabilitazione, come logopedia, fisioterapia o terapia psicomotoria”, ha dichiarato Maribel Pino, ricercatrice di psicologia cognitiva e direttrice di ricerche presso il Broca Living Lab.
Il confine etico tra macchina e assistenza
L’introduzione della robotica solleva interrogativi sulla gestione dell’assistenza continuativa e sul bilanciamento tra efficienza tecnologica e presenza professionale. Non sono stati ancora resi noti i dettagli economici relativi all’acquisto dei macchinari e all’estensione del programma a tutte le strutture pubbliche del territorio francese.
L’orientamento della comunità scientifica esclude tuttavia qualsiasi ipotesi di sostituzione del personale medico ed infermieristico con sistemi automatizzati. “Non credo che la robotica debba essere vista come uno strumento sostitutivo”, ha precisato Maribel Pino. “Si tratta pur sempre di strumenti, per quanto sofisticate possano diventare le loro capacità conversazionali o la loro presenza, non sostituiranno né forniranno mai le relazioni umane essenziali di cui le persone hanno bisogno”.
