Abusi sessuali, la Chiesa si francese si prepara a un rapporto choc

Abusi sessuali, la Chiesa si francese si prepara a un rapporto choc
1 ottobre 2021

La Chiesa cattolica francese si prepara alla pubblicazione, martedì prossimo 5 ottobre, di un rapporto che si annuncia “scioccante” sugli abusi sessuali compiuti da sacerdoti e religiosi d’Oltralpe su minorenni nel corso degli ultimi settant’anni. “Credo che i cattolici ne saranno scioccati come tutti”, ha detto l’arcivescovo di Digione, mons. Roland Minnerath, incontrando a Roma un gruppo di giornalisti dopo un’udienza dal papa. “Bisogna far capire che non è una perversione specifica del clero cattolico”, ha detto il presule, sottolineando che “molte vittime e moltissimi autori sono morti”. I vescovi francesi stanno concludendo la loro periodica visita “ad limina apostolorum” e la coincidenza temporale ha fatto sì che uno dei temi al centro dell’incontro con Francesco sia stato il prossimo rapporto sulla pedofilia nella Chiesa d’Oltralpe. Un testo che si annuncia “severo”, ha detto il presidente della conferenza episcopale francese, l’arcivescovo di Reims mons. Eric de Moulins Beaufort. L’indagine indipendente è stata affidata nel 2018 dalla conferenza episcopale e dalla conferenza dei religiosi e delle religiose ad una “Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa” (Ciase) presieduta dal giudice Jean-Marc Sauvé. Tra giugno del 2019 e ottobre del 2020 la commissione ha ascoltato circa 6.500 persone. Lo scorso 2 marzo, quando sono stati pubblicati i primi risultati, Sauvé ha detto che ci potrebbero essere “almeno 10mila vittime si settant’anni”.

Martedì Sauvé consegnerà il rapporto al presidente della conferenza episcopale, mons. De Moulins Beaufort, e al presidente della conferenza dei religiosi, suor Veronique Margron, poi ne illustrerà i contenuti alla stampa, che potrà poi intervistare lo stesso Sauvé, i due responsabili religiosi, nonché i rappresentanti delle vittime che saranno presenti alla conferenza stampa. I vescovi si sono poi detti disponibili ad incontrare i giornalisti nelle rispettive diocesi alcuni giorni dopo, quando avranno avuto modo di leggere il rapporto che si annuncia voluminoso. Per prepararsi anticipatamente alla pubblicazione del rapporto, diversi vescovi hanno già incontrato il clero e i fedeli della propria diocesi. In tutte le parrocchie di Francia, inoltre, sabato e domenica prossimi verrà letta una specifica intenzione di preghiera. “Ti affidiamo tutti coloro che hanno subito violenze e aggressioni sessuali nella Chiesa: possano sempre contare sul tuo sostegno e sul nostro sostegno nei momenti di prova. Possiamo noi, come tuo Figlio, prenderci cura dei più piccoli e fragili per rendere la nostra Chiesa una ‘casa sicura’. Donaci il tuo Spirito di umiltà per vivere nella speranza nei giorni a venire. Ti affidiamo tutti coloro che hanno subito violenze e aggressioni sessuali nella Chiesa: possano sempre contare sul tuo sostegno e sul nostro sostegno nei momenti di prova”.

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“Attendiamo con impazienza questo rapporto, da quel che sappiamo sarà severo”, ha detto mons. De Moulins-Beaufort, “ne abbiamo parlato in questi giorni con la Curia romana e oggi con il Papa, con il quale abbiamo concordato che sarà una croce ma servirà a fare luce”. Il vescovo di Lille, mons. Laurent Ulrich, si è detto consapevole che il rapporto contiene “notizie terribili”. Per il vescovo di Besancon, mons. Jean-Luc Marie Maurice Louis Bouilleret, “è importante che si liberi la parola dei fedeli”. I preti, ha aggiunto, “saranno molto colpiti”. Tutti i vescovi hanno concordato sull’importanza di avere affidato uno studio sugli abusi sessuali del clero ad una commissione indipendente, che formulerà anche delle raccomandazioni. “Sono raccomandazioni, non ordini”, ha precisato il presidente della conferenza episcoapel, “ma penso che saranno raccomandazioni che sarà possibile realizzare: la commissione è composta da persone che conoscono bene la Chiesa”. Il presidente dei vescovi francesi ha detto di aver lasciato al papa una nota, “perché possa studiare la questione in anticipo”, sebbene il vescovo abbia precisato di non essere a conoscenza del contenuto del rapporto. Mons. De Moulins-Beaufort ha detto ai giornalisti di non sapere se nei giorni successivi il papa interverrà sulla quesitone, ma ha comunque espresso la speranza che da Francesco giunga “una parola di verità, di incoraggiamento, per la Chiesa e per le vittime”.

Secondo il presidente della conferenza episcopale d’Oltralpe, ad ogni modo, “gli abusi purtroppo avvengono anche in famiglia: questo non scusa gli abusi compiuti dai sacerdoti, ma è fondamentalmente un problema umano. Purtroppo ogni relazione di auorità può facilmente pervertirsi”. Il vescovo di Digione, mons. Roland Minnerath, ha sottolineato da parte sua che “purtroppo è un problema diffuso in tutta la Chiesa del mondo”, e non solo in Francia. Quanto all’ipotesi di riparazioni finanziarie per le vittime, mons. De Moulins-Beaufort ha precisato che “se un prete è vivo, ci sarà un processo e verranno determinati gli eventuali indennizzi”. L’episcopato intende “portare alle vittime tutto il proprio supporto”. In questa prosettiva è stato creato un fondo specifico al quale potranno contribuire i credenti: “Chiediamo ai fedeli di contribuire perché nessuno può ritenere che il problema non lo riguardi”. Se a partire da un rapporto analogo la conferenze episcopale tedesca ha avviato da un paio d’anni un percorso sinodale, i vescovi francesi non hanno preso in considerazione l’ipotesi di avviare a loro volta un sinodo nazionale “nell’immediato”: “Sappiamo che sta per partire un percorso sinodale voluto dal papa per la Chiesa mondiale. speriamo di poter raccogliere i frutti che matureranno già con questo processo, dal quale ad ogni modo emergeranno indicazioni per tappe ulteriori”.

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Nel corso dell’incontro con il papa, hanno riferito i vescovi, Francesco ha toccato diversi altri temi: tra gli altri, l’importanza di ricostituire un “patto educativo” – che si è rotto – tra famiglie, scuola e Stato; l’Europa, che “deve essere unita spiritualmente, e non solo unita per le direttive politiche”; l’importanza che la Chiesa tutta abbracci uno stile sinodale, che sinora è stato incentrato sui vescovi ma ora entra in una nuova fase; la necessità di non guardare con “nostalgia” a un passato visto come “glorioso”, ma andare avanti; l’opportunità che la Chiesa francese coltivi la propria “creatività” senza cadere in una eccessiva “inquietudine”; e la necessità dei vescovi di essere “vicini”: a Dio, tra di loro, ai preti e ai fedeli. Tutti i vescovi hanno percepito un cambio di passo rispetto al passato, percependo una Curia romana con la quale è possibile dialogare ed ascoltarsi reciprocamente. “Ci siamo sentiti in linea con il Papa”, ha riferito mons. De Moulins-Beaufort, “e abbiamo visto una Curia che a sua volta è in linea con il Papa”.

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