Ai sindacati Descalzi non convince. Domani audizione Ars

21 luglio 2014

Le dichiarazioni dell’ad di Eni, Claudio Descalzi, arrivate dal Mozambico dove la societa’ si accinge a investire ben 50 miliardi, non convincono i circa duemila lavoratori e sindacati, che stamane sono scesi in piazza a Gela, nel nisseno, per protestare contro i piani di ridimensionamento del petrolchimico. “In discussione – denuncia Maurizio Bernava, segretario generale regionale Cisl – e’ il futuro della Sicilia nell’assetto strategico della chimica e della raffinazione, in Italia. Descalzi non se ne puo’ uscire con battute estemporanee fatte all’altro capo del pianeta. Per di piu’, dopo quindici giorni di proteste”. In sostanza, al sindacato di Bonanni “l’annuncio di Descalzi di puntare a investire 2,1 milioni in non meglio precisati progetti di trasformazione del sito in raffineria verde, non ci piace”. E così la Cisl ritorna a bussare alle porte del premier Renzi al fine di dare una positiva svolta alla vertenza.

Intanto, l’amministratore delegato dell’azienda Carlo Guarrata, diverse sigle sindacali, il presidente della Regione Rosario Crocetta, l’assessore per le attività produttive Linda Vancheri, il presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante e quello dell’area centro-Sicilia Carmelo Turco, domani saranno ascoltati dai deputati della commissione Attività produttive di palazzo dei Normanni per fare il punto sulla situazione e sondare le effettive intenzioni dell’azienda. Anche l’Ugl Chimici Sicilia è sul campo di battaglia. ”Non ci fermeremo fino a quando non avremo risposte certe e adeguate da Eni sul futuro della Raffineria di Gela: siamo pronti a valutare i progetti di raffinazione verde annunciati dall’ad Descalzi solo se costituiranno un’integrazione dell’accordo del 19 luglio 2013. ”L’azienda – ribadiscono il sindacato – deve mantenere gli impegni contenuti nell’intesa siglata lo scorso anno in merito alla riconversione e agli investimenti. Non accetteremo che il prodotto locale, estratto dai nostri giacimenti, venga raffinato altrove”. Infine, il sindacato annuncia che “oltre allo sciopero del comprensorio del 28 luglio e a quello nazionale del 29, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per difendere il futuro di un sito fondamentale per l’economia del nostro territorio”.

 

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