Alitalia, ok da Bruxelles a conferimenti a Ita: non sono aiuti di Stato

Alitalia, ok da Bruxelles a conferimenti a Ita: non sono aiuti di Stato
11 settembre 2021

La Commissione europea ha concluso che Italia Trasporto Aereo S.p.A., Ita, “non è il successore economico di Alitalia e quindi non è responsabile del rimborso degli aiuti di Stato illegali ricevuti da Alitalia”. Quindi “ha concluso che i conferimenti di capitale pari a 1,35 miliardi di euro a favore della nuova compagnia sono conformi alle condizioni di mercato e non si configurano quindi come aiuti di Stato ai sensi delle norme Ue”, secondo quanto recita un comunicato. La Commissione, si legge, ha concluso che sulla base del piano dell’Italia relativo alla nuova compagnia e delle condizioni alle quali determinate attività saranno trasferite da Alitalia a Ita, vi sia “una discontinuità economica. Di conseguenza – afferma l’esecutivo Ue – Ita non sarà responsabile dei 900 milioni di euro, maggiorati degli interessi, che Alitalia dovrà rimborsare all’Italia ai sensi dell’odierna decisione distinta della Commissione”.

Il piano elaborato dall’Italia comprende una serie di elementi volti a garantire la discontinuità economica tra le due imprese. Sul settore volo (aviation), Ita avrà un perimetro di attività notevolmente ridotto e gestirà meno della metà della flotta di aeromobili di Alitalia, concentrandosi sulle rotte redditizie e abbandonando quelle in perdita. L’Italia si è inoltre impegnata a utilizzare solo un numero di slot di decollo e atterraggio di Alitalia commisurato alla capacità di volo di Ita. Ita sarà in grado di rilevare soltanto porzioni limitate delle attività di assistenza a terra e manutenzione di Alitalia. Tali attività saranno vendute mediante gare d’appalto aperte, trasparenti, non discriminatorie e incondizionate.

Ita, poi, potrà presentare offerte per le attività di assistenza a terra presso l’aeroporto di Roma Fiumicino soltanto in quanto azionista di maggioranza e per quanto riguarda l’attività di manutenzione di Alitalia, soltanto come socio di minoranza. Il brand Alitalia sarà ceduto al miglior offerente mediante gara aperta, trasparente, non discriminatoria e incondizionata, cui Ita potrà partecipare in concorrenza con altri offerenti. Il programma di fidelizzazione di Alitalia (MilleMiglia) sarà venduto nell’ambito di una gara aperta, trasparente, non discriminatoria e incondizionata, alla quale Ita non potrà partecipare, in modo da impedire il trasferimento diretto di clienti tra le due società. Analogamente, rilva l’Ue, Ita non si farà inoltre carico dei biglietti prepagati che i passeggeri hanno già acquistato da Alitalia.

Leggi anche:
Operazione Ita, tensione alta tra i lavoratori: "Problema sociale di dimensioni enormi"

A tale riguardo, per evitare un impatto negativo sui passeggeri e garantirne la protezione, l’Italia ha accettato di rimborsare i biglietti prepagati che Alitalia non avrà onorato al momento della cessazione delle sue attività. Rispetto ad Alitalia, riporta ancora il comunicato dell’Ue, Ita sarà caratterizzata da una struttura dei costi più sostenibile, in termini di flotta e di contratto di lavoro. Essa assumerà un numero notevolmente ridotto di personale proveniente dal mercato, Alitalia compresa, ma con un nuovo contratto di lavoro conforme alle condizioni del mercato. Ita modernizzerà inoltre la propria flotta attraverso la digitalizzazione e l’acquisto di aeromobili di nuova generazione efficienti sotto il profilo del consumo di carburante. Gli obblighi di servizio pubblico (Osp) di Alitalia non saranno trasferiti a Ita. I contratti relativi agli Osp saranno aggiudicati sulla base di gare d’appalto aperte, trasparenti, non discriminatorie e incondizionate.

L’Ita pagherà un prezzo di mercato per le attività che acquisterà da Alitalia (direttamente o tramite gare d’appalto). Sulla base di quanto precede, la Commissione ha concluso che ITA sarà una compagnia diversa da Alitalia e che vi è una discontinuità economica tra Alitalia e Ita. “Ita – rileva la Commissione – non sarà quindi responsabile del rimborso degli aiuti di Stato ricevuti da Alitalia”. La Commissione ha inoltre valutato se i conferimenti di capitale per un importo di 1,35 miliardi che lo Stato italiano destinerà a Ita nei prossimi tre anni (di cui 700 milioni quest’anno) saranno effettuati a condizioni di mercato, senza configurarsi pertanto come aiuti di Stato.

La Commissione ha constatato che l’investimento in Ita garantirà allo Stato italiano un rendimento che anche un investitore privato avrebbe accettato. Il piano industriale di Ita dimostra che sarà una compagnia aerea redditizia, sostiene Bruxelles, che attuerà una strategia commerciale basata su una rete di rotte ridotta e redditizia, su una maggiore efficienza in termini di costi, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità ambientale grazie a una flotta di nuova generazione efficiente sotto il profilo del consumo di carburante, con conseguente riduzione dei costi di manutenzione e dei costi del carburante.

Leggi anche:
La Bce spinge su euro digitale: sarà certamente offerto a cittadini

Su tale base, la Commissione ha constatato che il tasso interno di rendimento atteso dell’investimento in Ita risulta superiore al costo del capitale proprio. Tale valutazione è stata inoltre confermata da tre relazioni di esperti indipendenti, che hanno analizzato in dettaglio vari aspetti dell’operazione proposta. Di conseguenza, la Commissione ha concluso che i conferimenti di capitale dell’Italia in Ita saranno effettuati a condizioni di mercato in linea con le regole e che, pertanto, essi “non costituiscono aiuti di Stato ai sensi delle norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato”.

“Abbiamo due punti fermi su Alitalia – afferma il vice ministro dell`Economia e delle Finanze, Laura Castelli, al termine dell`incontro con le rappresentanze sindacali del comparto aereo -. Da un lato garantire l`avvio della nuova società, nel rispetto degli impegni presi con la Commissione Europea, e dall`altro assicurare a tutti i dipendenti di Alitalia un percorso di politiche attive, finalizzate al reinserimento di queste professionalità nel mercato del lavoro. In questa direzione c`è il mio impegno e quello del Ministero dell`Economia e delle Finanze”.

La Castelli fa sapere di aver parlato con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, “sul tema delle politiche attive e degli ammortizzatori sociali per i dipendenti Alitalia”. “Su questo, la prossima settimana, attiveremo un tavolo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – prosegue il vice ministro dell`Economia – e lato MEF, abbiamo ricevuto rassicurazioni dalla società ITA sul fatto che, nei prossimi giorni, convocherà nuovamente i sindacati, sulla base dei testi distribuiti, per proseguire le interlocuzioni relative all`assunzione del nuovo personale”.

Leggi anche:
Operazione Ita, tensione alta tra i lavoratori: "Problema sociale di dimensioni enormi"

Ma i sindacati sono sempre sul piede di guerra. L’Usb “registra da un lato l`attenzione del Mef, ma chiede di superare quel formalismo che finora ha reso il confronto parziale e che non è in grado di fornire certezze alle migliaia e migliaia di lavoratori interessati, anche alla luce dei paletti illustrati da Castelli e Giansante. Occorre un impegno concreto per risolvere davvero i problemi occupazionali della crisi Alitalia e superare l`assurda pretesa che un`azienda interamente costruita con i soldi pubblici non applichi il contratto collettivo di lavoro”. “La crisi rimane aperta e in attesa di soluzioni. La mobilitazione dei lavoratori Alitalia continua. Altre manifestazioni seguiranno a quelle di oggi a piazza del Popolo, a piazza San Silvestro, al Mef e a Porta Pia”, conclude la Usb.

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti