Aut aut Di Maio a Zingaretti, Conte premier. Dialogo prosegue ma strada in salita

Aut aut Di Maio a Zingaretti, Conte premier. Dialogo prosegue ma strada in salita
Giuseppe Conte
23 agosto 2019

La trattativa continua ma è appesa un filo. Quantomeno uno stallo. Il colloquio tra Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio avrebbe riportato sul tavolo veti che, in qualche modo, sembravano essere meno stringenti. Primo tra tutti la riproposizione di Giuseppe Conte per palazzo Chigi. Ipotesi che il segretario Pd ha ribadito come non ‘compatibile’ con la nascita di un governo di svolta. Un irrigidimento delle posizioni che tuttavia non certifica la fine del dialogo. La nota diffusa da fonti dem al termine del colloquio tra Zingaretti e Di Maio si chiude appunto con la conferma che il confronto continuerà nelle prossime ore. In un clima però che trova i dem non compatti sul no al Conte bis. L’area renziana non è pregiudizialmente contraria al ritorno del premier uscente a palazzo Chigi e per il quale, Di Maio ha lanciato l’aut aut a Nicola Zingaretti. Preceduto dalle parole del cofondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che intima: Conte e’ “l’elevato”, non si puo’ liquidare via cosi’ come una qualsiasi “figurina dal mazzo”.

In serata, i due leader si vedono per un faccia a faccia di un’ora, nel quale il capo politico del Movimento 5 stelle mette sul tavolo il nome di Conte per la premiership. Una conditio sine qua non che spiazza il Pd, fermo sin dall’inizio alla precondizione della netta discontinuita’ rispetto all’esecutivo gialloverde. Insomma, i dem non ci stanno a prestarsi a fare i semplici sostituti della Lega, viene spiegato da diverse fonti in tono categorico. Ma l’aut aut di Di Maio non blocca la trattativa, tanto che i due leader si rivedranno “nelle prossime ore”, fanno sapere fonti Pd. Ma i 5 stelle tengono il punto: “Reggiamo l’accordo con il Pd solo con Conte presidente del Consiglio”, scandiscono autorevoli fonti parlamentari pentastellate che tengono a ricordare il lavoro fatto da Conte in questi mesi, considerato una risorsa importante della quale non si puo’ fare a meno.

Insomma, se la strada della trattativa sull’agenda del programma di un possibile governo giallorosso sembrava meno impervia, dopo l’incontro tra le due delegazioni M5s e Pd, al termine del quale la parola d’ordine e’ stata “nessun ostacolo insormontabile”, adesso la mossa di Di Maio complica e non di poco la situazione. Certo, fonti dem descrivono il primo faccia a faccia tra Di Maio e Zingaretti come “molto cordiale”, ma poi aggiungono: il segretario dem ha “ribadito la necessita’ di un governo di svolta, non per una questione personale, ma per rimarcare una necessaria discontinuita’”. La trattativa subisce, quindi, una frenata. Ma non una rottura, si rimarca da ambo le parti. Ed e’ davvero prematuro, viene sottolineato, mettere sul tavolo altre e diverse ipotesi, come quella di una controproposta per un ruolo di rilievo a Conte nella squadra di governo o di un premier terzo da indicare in casa M5s. Non se ne e’ parlato, si e’ fermi al nome di Conte fatto da Di Maio, si precisa. Cosi’ come non e’ stata assolutamente affrontata la questione del commissario Ue e, soprattutto, precisano ancora sia dal Pd che da M5s, non vi e’ stata alcuna proposta relativa all’ex premier Paolo Gentiloni.

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