Bangladesh, il “miracolo” del bufalo Trump: l’animale albino che ha fermato il sacrificio dell’Eid

bufalo albino

Un bufalo albino dalla folta chioma bionda, ribattezzato “Donald Trump” per la somiglianza della sua criniera con la capigliatura del presidente degli Stati Uniti, è stato sottratto al sacrificio rituale dell’Eid al-Adha su disposizione del ministero dell’Interno del Bangladesh.

Il governo ha rimborsato l’acquirente e ordinato il ritorno dell’animale alla fattoria di origine, a Narayanganj, nella provincia di Dacca.

Un fenomeno virale prima del sacrificio

Il bovino appartiene all’allevatore Zia Uddin Mridae. Per tutto il mese di maggio, famiglie, influencer e curiosi si sono recati nella sua fattoria per fotografare e filmare l’animale. Alcuni hanno raggiunto la proprietà persino in barca.

Nei video circolati sui social si vedono gli addetti versare secchi d’acqua fresca sulla testa del bufalo e spazzolarne con cura il pelo tra le lunghe corna ricurve: un rito quotidiano ripetuto quattro volte al giorno per mantenere la criniera in condizioni presentabili prima dell’arrivo dei visitatori.

La popolarità del bufalo ha conosciuto un’accelerazione nelle settimane precedenti all’Eid al-Adha, la festa islamica che commemora la disponibilità di Abramo a sacrificare il figlio Ismaele in obbedienza a Dio: uno dei momenti del calendario religioso in cui il rito della macellazione è più praticato e simbolicamente più carico.

Settecento chili di rarità genetica

I funzionari del Dipartimento dei servizi zootecnici del Bangladesh hanno confermato che i bufali albini sono casi eccezionali, conseguenza di una produzione di melanina significativamente ridotta. L’esemplare di Narayanganj pesa 700 chilogrammi.

Il proprietario ha dichiarato che l’animale ha mostrato segni di indebolimento nelle ultime settimane, sotto la pressione dell’affluenza continua e dell’attenzione ricevuta, tanto da rendere necessaria una limitazione dell’accesso al pubblico. La misura non ha però scoraggiato i visitatori provenienti dalle zone limitrofe.

L’intervento del ministero e il rimborso

Di fronte al rischio concreto di disordini, il ministro dell’Interno Salahuddin Ahmed ha scelto di intervenire direttamente. L’acquirente che aveva già pagato il bufalo per il sacrificio rituale è stato rimborsato; all’animale è stato garantito il ritorno nella fattoria.

Il soprannome “Donald Trump” – nato spontaneamente tra i bengalesi per via della criniera e rimbalzato poi su scala internazionale – ha contribuito a trasformare quella che in origine era una curiosità locale in un caso mediatico con una dimensione geopolitica implicita, sufficiente a rendere la vicenda delicata sul piano dell’ordine pubblico. In Bangladesh, paese di oltre 170 milioni di abitanti, più di 12 milioni di animali vengono macellati ogni anno in occasione dell’Eid al-Adha, una delle festività più importanti dell’islam.