Coronavirus, “6 lettere diverse fra ceppo italiano e cinese”

Coronavirus, “6 lettere diverse fra ceppo italiano e cinese”
8 aprile 2020

“Il nuovo coronavirus possiede 29mila lettere che caratterizzano la sua sequenza genetica. Per un confronto, l’uomo ne possiede 3,3 miliardi, i batteri qualche milione. Sono proprio come lettere messe in sequenza dalla prima all’ultima, che abbiamo potuto ‘contare’ e studiare per schedarne ogni caratteristica, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità. E’ il suo codice genetico, attraverso il quale il virus si replica. E abbiamo scoperto che il ceppo di provenienza è unico, ma in Italia si sono registrate alcune variazioni. Sono informazioni importanti soprattutto per studiare un vaccino efficace”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è il direttore del dipartimento scientifico del Policlinico Militare del Celio, il Colonnello dell’Esercito Florigio Lista, in campo dall’inizio dell’emergenza Covid-19 in stretta sinergia con l’Istituto superiore della sanità. L’Iss, in particolare, ha isolato in laboratorio il coronavirus e poi il dipartimento scientifico lo ha sequenziato e analizzato.

Lo studio del Sars-Cov-2, pubblicato su ‘Eurosurvelliance’ insieme a una serie di altri autori da varie istituzioni sanitarie italiane, è avvenuto attraverso “l’analisi di tamponi positivi – evidenzia Lista – dai quali si estrae l’Rna e si sequenzia. In questo caso abbiamo confrontato i campioni del paziente 1 di Codogno e della coppia di coniugi cinesi provenienti da Wuhan, ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma. In entrambi i casi, nella sequenza genetica virale, ci sono delle variazioni: 4 variazioni che differenziano il ceppo di Codogno da quello di riferimento cinese e 6 variazioni fra il ceppo di Codogno e quello del turista cinese. Abbiamo dunque osservato una variazione del genoma del virus ‘italiano’ sia rispetto al virus rilevato in Cina, sia a quello del paziente cinese a Roma. E’ come se ci fossero quattro mattoncini diversi all’interno dei 29mila totali. Ed è come se il virus avesse fatto ‘scalo’ in Europa e abbia metaforicamente indossato delle “collane speciali”. Così si traccia il viaggio del coronavirus e da qui si comprende anche che abbia fatto una tappa in Germania prima di arrivare da noi”.

“Il dipartimento scientifico – spiega il direttore – da circa 10 anni è inserito in una rete dei più avanzati laboratori europei che si occupano di biodifesa (tracciamento genetico degli aggressivi biologici e dei virus rari). Il dipartimento del Policlinico Militare dipende dal Comando Logistico dell’Esercito ed è costituito da circa 40 unità (tra medici, biologi, ricercatori e tecnici) di tutte le Forze Armate e alla sue dipendenze vi è anche il neocostituito Centro Veterani della Difesa”. Sono oltre 220 tra medici e infermieri della sanità militare impiegati su disposizione del Ministro della Difesa Lorenzo Guerini nei vari ospedali civili (in particolare in Lombardia) e in alcuni degli ospedali da campo costruiti (Piacenza, Jesi, Crema, Cremona, Bergamo). Inoltre, altro personale sanitario è impiegato nell’ospedale militare del Celio di Roma e nel dipartimento Militare di medicina di Milano.

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