Vaccini, a 35 giorni da prima dose -90% ricoveri e -95% decessi

Vaccini, a 35 giorni da prima dose -90% ricoveri e -95% decessi
15 maggio 2021

Nelle ultime 24 ore, si registrano 136 vittime e 6.659 nuovi casi di Covid-19. E’ quanto emerge dall’odierno bollettino del ministero della Salute. Ieri i nuovi contati sono stati 7.567 e 183 i morti. Il totale dei decessi sale a 124.063. Gli attualmente positivi sono 332.830 (-6.776 rispetto a ieri) con 312.532 pazienti in isolamento domiciliare, 12.493 ricoverati con sintomi (-557 da ieri). Nelle Terapie intensive sono ricoverate 1.805 persone (-55 rispetto a ieri): 63 gli ingressi del giorno.

I dimessi/guariti salgono a 3.696.481, con un incremento di 13.292 persone, mentre il totale dei casi registrati in Italia dall’inizio della pandemia ammonta a 4.153.374. Sul fronte tamponi, ne sono stati effettuati 294.686 contro 298mila di ieri. L’indice di positività scende al 2,25%. Di certo, si respira ottimismo. Da qualche giorno, infatti, i dati che giungono dai bollettini quotidiani sono in miglioramento. L’Italia è quasi tutta in giallo: da lunedì 17 maggio solo la Valle d’Aosta resta in zona arancione.

Vaccini, a 35 giorni da prima dose -90% ricoveri e -95% decessi

Nelle persone vaccinate crolla il rischio di infezione di Sars-CoV-2, di ricovero e di decesso. Questi i risultati principali ottenuti a livello nazionale dall’analisi congiunta dell’anagrafe nazionale vaccini e della sorveglianza integrata Covid-19 contenuti in un report, a cura del Gruppo di lavoro Iss e ministero della Salute ‘Sorveglianza vaccini Covid-19’ in collaborazione con i referenti regionali della sorveglianza integrata Covid-19 e con i Referenti regionali della anagrafe nazionale vaccini. Il report presenta i dati a partire dal 27 dicembre 2020 (giorno di avvio della campagna vaccinale in Italia) al 3 maggio 2021, relativi a 13,7 milioni di persone vaccinate.

Dai dati emerge che il 95% delle persone vaccinate con vaccino Comirnaty o Moderna ha completato il ciclo vaccinale, ricevendo due dosi nei tempi indicati dal calendario vaccinale, mentre per il vaccino AstraZeneca nessuna delle persone incluse nello studio aveva ricevuto il ciclo completo. L’analisi congiunta ha evidenziato che il rischio di infezione da Sars-CoV-2, ricovero e decesso diminuisce progressivamente dopo le prime due settimane. A partire dai 35 giorni dall’inizio del ciclo vaccinale si osserva una riduzione dell’80% delle infezioni, del 90% dei ricoveri e del 95% dei decessi; questi effetti sono simili sia negli uomini che nelle donne e in persone di diverse fasce di eta’. “Questi dati – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro- confermano l’efficacia delle vaccinazioni e della campagna vaccinale, e la necessita’ di raggiungere presto alte coperture in tutta la popolazione per uscire dall’emergenza grazie a questo strumento fondamentale”.

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Via libera ai test salivari per diagnosi

Via libera del ministero della Salute all’uso dei test molecolare e antigenico su saliva “a uso professionale per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2”. In una circolare l’autorita’ sanitaria spiega che l’impiego del test salivare, dunque con campione di saliva, “puo’ essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da Sars-Cov-2 qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei”. La saliva, si legge, puo’ essere utilizzata come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei “preferibilmente entro i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi” perche’ “la sensibilita’ diminuisce dopo i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi”. Per quanto riguarda gli screening di individui asintomatici “il campione di saliva puo’ essere considerato un’opzione per il rilevamento dell’infezione da Sars-Cov-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l’accettabilita’ di test ripetuti, in particolare: se vengono sottoposti a screening individui molto anziani o disabili, in caso di carenza di tamponi”. Sul versante dei test sui bambini, secondo la circolare, “i dati l’uso della saliva in pazienti pediatrici sono limitati, anche se, data la semplificazione della tecnica di prelievo i test salivari possono rappresentare uno strumento utile per il monitoraggio e controllo dell’infezione in ambito scolastico. Alcuni studi pubblicati nel 2020 hanno rilevato sensibilita’ comprese tra il 53 e il 73%”.

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