“Grande raccordo criminale”, al vertice del gruppo c’era ‘Diabolik’

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28 novembre 2019

C’è anche Fabrizio Piscitelli, ai più noto come ‘Diabolik’, nell’indagine “Grande raccordo Criminale” della Dda capitolina e del Gico della Gdf, che ha portato all’arresto di 51 persone tra Lazio, Calabria e Sicilia, tutti appartenenti a un gruppo criminale dedito al traffico di droga e che riforniva le piazze di spaccio della Capitale. Secondo gli inquirenti, l’ex capo ultras della Lazio, ucciso il 7 agosto scorso a Roma, e Fabrizio Fabietti, importante broker del narcotraffico capitolino, finito anche lui in manette, erano a capo dell’organizzazione criminale. Dalle indagini è emersa anche l’esistenza di una “batteria di picchiatori”, composta da soggetti appositamente incaricati dell’esecuzione di attività estorsive per il recupero dei crediti maturati con il traffico di droga, con l’uso della violenza e delle armi. All’interno del gruppo operava anche un tecnico informatico, titolare di una società con sede a Dubai (Emirati Arabi Uniti), attiva nel settore del controspionaggio industriale e delle telecomunicazioni, che eseguiva bonifiche sulle autovetture e nelle abitazioni degli associati, forniva sistemi di comunicazione criptati che convogliano i dati presso server ubicati negli Emirati, così da rendere il sistema ancora più impenetrabile agli investigatori.

Il sodalizio criminale aveva costante e immediata disponibilità di rilevanti somme di denaro che permettevano di ottenere condizioni economiche favorevoli nel corso delle trattative promosse con i fornitori della droga. Potendo pagare con la formula “subito e cash”, il prezzo ottenuto era sempre vantaggioso e il “giro” si allargava a dismisura, anche perché si garantiva la consegna “a domicilio”. Nell’ambito delle indagini, svolte nel periodo febbraio-novembre 2018, è stata ricostruita la compravendita di circa 250 kg di cocaina e 4.250 kg di hashish, per un valore complessivo stimato “al dettaglio” di circa 120 milioni di euro. L’attività repressiva nel contempo condotta ha consentito di evitare che parte dello stupefacente (oltre 60 kg di cocaina e circa 3.800 kg di hashish) venisse immessa sul mercato. In occasione dei sequestri operati sono state arrestate, in flagranza di reato, 18 persone tra corrieri e fiancheggiatori. L’associazione poteva contare su un flusso costante di droga proveniente dal Sud America (cocaina da Colombia e Brasile) e dal Nord Africa (hashish dal Marocco), garantito dai fornitori abituali. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma.

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