Prescrizione, ‘lodo Conte’ non sarà nel Milleproroghe

11 febbraio 2020

Il “lodo Conte” che recepisce l’intesa M5s-Pd-LeU sulla riforma della prescrizione raggiunta al vertice di maggioranza e non sottoscritta da Italia Viva non è stata recepita come preannunciato fra gli emendamenti deposiati in commissione alla Camera su cui si è da poco iniziato a votare. L’articolo 8 del milleproroghe sdu cui era previsto l’arrivo dell’emendamento Conte inviso a Iv è previsto questo pomeriggio. Al momento è prevista una maratona in commissione sulle votazioni milleproroghe fino a giovedì compreso. Con approdo e votazioni in aula alla Camera l’intera giornata di venerdì. Il decreto milleproroghe dovrà poi passare all’esame del Senato. La sua conversione in legge deve avvenire entro il 29 febbraio a pena decadenza. Il leader di Italia Viva aveva minacciato una mozione di sfiducia contro il Ministro della Giustizia Bonafede (M5S) se l’accordo sul “Lodo Conte bis” per bloccare la prescrizione fosse stato inserito nel Milleproroghe. Ora il ripensamento da parte dell’esecutivo.

Anche il Pd aveva “blindato” il lodo Conte, ma alla fine anche i dem hanno ceduto. “Sono diventati estremisti che frammentano il nostro campo e fanno un favore a Salvini” dichiarava Nicola Zingaretti, riferendosi ai renziani, ore prime che il governo ritirasse dal Milleproroghe il lodo Conte sulla prescrizione, aggiungendo, sempre in riferimento a Italia Viva, che “della sconfitta della destra, del lavoro, della crescita non si parla più”. “Solo polemiche create ad arte per nascondere la loro crisi. Salvini, Meloni e Berlusconi brindano. Complimenti”, commentava il segretario Pd. Poi le cosiddette ultime parole famose. “E’ un punto di principio: questa riforma è sbagliata, lede i diritti dei cittadini. E noi vogliamo cambiarla”, puntellava Zingaretti difendendo l’intesa raggiunta fra dem M5s e LeU per modificare le norme vigenti che portano il nome del Guardasigilli. Ma così non è andata.

IL MINISTRO

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“Non ho commenti da fare su queste dichiarazioni. Molestare ogni giorno i cittadini con minacce e risse è sbagliato”. Così il ministro della giustizia Alfonso Bonafede risponde in merito ad alcune dichiarazioni. “Ciascuno è libero di decidere se stare in maggioranza od all’opposizione. Io continuo il mio lavoro con la riforma del processo penale che questa settimana dovrebbe andare in consiglio dei ministri”, ha continuato rispetto alle posizioni sulla prescrizione.

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