Infantino perde il sostegno di tre continenti, guerra di potere alla Fifa verso le elezioni del 2027

Gianni Infantino

Gianni Infantino

re confederazioni della Fifa accusano Gianni Infantino di tradimento dopo la proposta sulle quote commerciali private. I presidenti di Uefa, Aleksander Ceferin, della Confederazione calcistica asiatica (Afc), Al Khalifa, e della Concacaf, Victor Montagliani, hanno firmato una lettera aperta congiunta per denunciare il piano denominato “Football Forward Enterprise”, volto alla cessione di quote della Fifa a investitori privati. La proposta, successivamente ritirata a seguito delle indiscrezioni pubblicate dalla stampa, ha aperto una spaccatura istituzionale ai vertici del governo del calcio mondiale.

L’accusa sulle quote del Mondiale

I tre vertici continentali imputano al presidente della Fifa una grave mancanza di giudizio istituzionale. “Il tentativo di vendere una quota della Coppa del Mondo Fifa è stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procedurale, ma una fondamentale violazione della fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la Fifa dovrebbe tutelare”, hanno dichiarato Ceferin, Al Khalifa e Montagliani nella nota congiunta. La contestazione attacca la natura stessa dell’iniziativa finanziaria, definita intrinsecamente errata dai rappresentanti di Europa, Asia e Centro-Nord America.

Lo scontro sulle verifiche interne

Al centro della polemica figura la gestione dell’indagine interna successiva al ritiro del progetto finanziario. La Fifa ha comunicato di voler presentare un rapporto al proprio Consiglio, ma le tre confederazioni rifiutano che la procedura sia gestita dall’amministrazione di Zurigo. “L’amministrazione Fifa non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolimento dell’indagine”, hanno precisato i firmatari della lettera. La critica si estende al vertice straordinario organizzato da Infantino in Marocco, riservato unicamente agli alti dirigenti dell’organizzazione e considerato privo dei requisiti di terzietà necessari per chiarire le responsabilità del gruppo dirigenziale.

La risposta del vertice di Zurigo

La replica dell’organismo di Zurigo giunge attraverso una nota ufficiale pubblicata per difendere l’operato della presidenza. L’amministrazione della Fifa descrive le contestazioni come “uno sforzo concertato e continuo da parte di alcuni per indebolire” la governance dell’istituzione e la figura del suo presidente. Infantino non intende dimettersi e mantiene la guida dell’ente, respingendo l’ipotesi di un passo indietro formale di fronte all’offensiva mediatica e politica delle tre confederazioni.

Lo scenario verso le elezioni 2027

L’asse composto da Uefa, Afc e Concacaf lavora all’individuazione di una candidatura alternativa per la guida dell’organismo internazionale. I termini regolamentari fissano al 18 novembre il limite entro cui presentare le candidature per le elezioni presidenziali della Fifa, previste per marzo 2027. Victor Montagliani, alla testa della confederazione centro-nordamericana, figura tra i possibili contendenti sostenuti dal blocco dei dissidenti per la successione ad Infantino.

La mappa degli schieramenti continentali

La geografia politica della Fifa evidenzia una spaccatura tra le sei confederazioni mondiali. Mentre l’asse Europa-Asia-Nord America esprime una contrarietà aperta alla gestione attuale, la Confederazione Africana (Caf) e la Confederazione Sudamericana (Conmebol) mantengono il proprio sostegno alla presidenza in carica. A livello di singole federazioni nazionali, Argentina e Messico hanno confermato il proprio appoggio a Infantino, allineandosi alle posizioni già espresse da Qatar, Egitto e Marocco.