Inizia l’avventura, Mancini: “Io non sono un mago, ci vuole tempo”

Inizia l’avventura, Mancini: “Io non sono un mago, ci vuole tempo”
Roberto Mancini
24 maggio 2018

È iniziata l`avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale. Il neo Ct ha diretto questa mattina a Coverciano la sua prima seduta di allenamento in vista delle amichevoli con Arabia Saudita (28 maggio a San Gallo), Francia (1° giugno a Nizza) e Olanda (4 giugno a Torino). Sorridente, in maglietta e pantaloncini e con gli scarpini ai piedi, Mancini ha partecipato attivamente all`allenamento, correndo sul campo insieme ai giocatori come fosse uno di loro: “In questo primo giorno abbiamo fatto un po` di conoscenza – ha detto – Non sono un mago, non ho la bacchetta magica per risolvere tutto in una, tre o cinque partite. Ci vuole tempo”. Detto che il commissariamento della FIGC non può e non deve rappresentare un alibi, anzi (“l’ultimo Mondiale è stato vinto con il commissario, spero sia di buon auspicio”), il modello di riferimento è l`Italia di Bearzot che riuscì a vincere il Mundial `82: “È la Nazionale a cui sono più legato, che era partita con problemi e polemiche e che unì il Paese in modo straordinario”. A chi gli fa notare che qualche anno fa la Nazionale poteva attingere da un serbatoio molto più ampio rispetto ad oggi replica così: “Prima c’erano tantissimi talenti e tutti insieme, c’era un’abbondanza incredibile. Il lavoro sarà più faticoso del passato, ma la Nazionale è sempre riuscita a far diventare i giocatori più bravi. E le vittorie sono arrivate quando nessuno se le aspettava. Tante nazionali avevano problemi e poi nel giro di qualche anno sono diventate di alto livello”.

Porte aperte per Buffon e Daniele De Rossi: “Con Gigi ho parlato al telefono – dichiara il Ct – e mi ha spiegato la sua intenzione, che vuol continuare a giocare. Tutti quelli che giocheranno e si dimostreranno i migliori possono essere chiamati in Nazionale”. Lo sa bene Mario Balotelli, tornato a indossare la maglia azzurra quattro anni dopo il Mondiale brasiliano: “Cosa mi ha detto? Per ora mi ha detto soltanto `buongiorno mister` – scherza Mancini, simulando il timbro vocale dell`attaccante del Nizza e scatenando le risate dei giornalisti presenti in sala – ma avremo tempo di parlare in questi giorni. L’ultima volta che ci siamo visti è stata quattro anni fa, ora penso che sia diventato più maturo, ha due bambini e credo che questo lo aiuti. Ho fiducia perché negli ultimi due anni ha fatto bene, dipenderà molto da lui”. Sugli infortuni dice: “Ora vediamo le condizioni di Immobile e Zaza, se c`è qualcuno che non sta bene non voglio correre il rischio di perderlo per infortunio. Forse chiameremo qualche ragazzo dall`Under 21, anche perché i più giovani devono giocare partite di livello come queste. Non conta che siano amichevoli, siamo l`Italia e dobbiamo provare a vincere ogni partita, cercando di giocare bene. Il campionato è finito e abbiamo giocatori abbastanza stanchi – avverte Mancini – in queste tre partite la rotazione sarà totale”. Anche tra i pali Donnarumma, Perin e Sirigu avranno la loro chance per mettersi in mostra, senza nessuna gerarchia già decisa: “Abbiamo tre ottimi portieri e devo conoscerli bene. Ci aspettano tre partite e giocheranno tutti e tre”.

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