Miami incorona Antonelli: record storico in F1, Leclerc crolla nel finale tra gomme distrutte e lamiere ammaccate

Il giovane talento della Mercedes compie un’impresa mai vista nella storia del circus, mentre il pilota di Maranello paga con posizioni e punti un attacco disperato andato male.

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Andrea Kimi Antonelli

Nessuno come lui. Andrea Kimi Antonelli vince il Gran Premio di Miami e riscrive la storia della Formula 1. Tre vittorie consecutive all’inizio della carriera, tre doppiette pole-gara: un primato assoluto che nemmeno i campioni più celebrati della massima serie erano riusciti a stabilire.

Il bolognese della Mercedes lo fa prima di compiere vent’anni, con una disinvoltura che lascia interdetti i colleghi e gli addetti ai lavori. La classifica mondiale si fa sempre più netta. Dal lato opposto, la Ferrari esce da Miami con i cocci di un finale mal gestito e i punti di Leclerc ceduti a Russell e Verstappen negli ultimi giri.

Partenza caotica, Verstappen in testacoda

Il via del Gran Premio è complicato dalle condizioni atmosferiche. Nuvole minacciose, rischio fulmini, la normativa statunitense in materia di sicurezza che incombe sugli organizzatori con la prospettiva concreta di un’interruzione anticipata. La FIA aveva già adottato modifiche al regolamento per scongiurare problemi analoghi a quelli del recente passato, ma il caos allo spegnimento dei semafori è uguale a quello di molte altre gare.

Antonelli reagisce bene e si avvolge subito in un duello serrato con Max Verstappen. Leclerc, invece, sceglie la posizione: blocca le ruote in frenata ma è posizionato nel posto giusto per capitalizzare i lunghi delle vetture che lo precedono. La scena più spettacolare è quella dell’olandese: un testacoda clamoroso lo fa precipitare dalla seconda alla nona posizione nel giro di due tornate. Una catastrofe che, di fatto, ridisegna la gara.

Antonelli amministra, Mercedes non sbaglia

Con Verstappen neutralizzato nelle retrovie, Antonelli gestisce la corsa con una maturità che stona con l’anagrafe. La Mercedes lavora bene ai box: la strategia al pit stop è pulita, il cambio gomme tempestivo e la monoposto risponde con continuità. Nessuno dei rivali riesce ad avvicinarsi con reale minaccia. Il bolognese porta a casa la vittoria senza mai sembrare in difficoltà.

È la terza di fila, la terza in altrettante gare disputate in carriera. Un fatto inedito nella storia del circus: nemmeno Michael Schumacher, nemmeno Ayrton Senna, nemmeno Lewis Hamilton avevano aperto la propria avventura in Formula 1 con una sequenza simile. Mercedes festeggia anche il primo successo stagionale sul tracciato di Miami.

Leclerc: dal protagonismo al disastro

La Ferrari aveva corso una gran gara. Leclerc era rimasto in corsa per il podio per la gran parte del Gran Premio, dimostrando un passo competitivo che aveva tenuto vive le speranze di Maranello. Poi le gomme hanno ceduto. Nel finale, la SF-26 del monegasco era già provata, ma Leclerc ha insistito nel tentativo di recuperare la terza posizione su Piastri.

Un attacco di troppo: il monegasco perde il controllo della vettura, tocca il muretto dei box e danneggia l’anteriore sinistra. Gli ultimi giri diventano un calvario. Russell e Verstappen, a quel punto, non faticano a superarlo. Fuori dal podio, punti preziosi perduti e un finale che cancella la prestazione di sostanza mostrata per buona parte della corsa.