Lavoratori in nero e senza paga, chiuso call center a Taranto

Lavoratori in nero e senza paga, chiuso call center a Taranto
29 gennaio 2018

Un call center di Taranto è stato chiuso dai carabinieri del Nil e dell’Ispettorato del Lavoro dopo una denuncia presentata dalla Slc Cgil, che evidenziava situazioni di sfruttamento e la mancanza di garanzie e tutele in materia di salute e sicurezza o di sorveglianza medico-sanitaria. Lo riferisce la stessa organizzazione sindacale, precisando che “gli operatori venivano pagati in nero e se non chiudevano i contratti non ottenevano alcun compenso”. Il call center, sottolinea in una nota Andrea Lumino, segretario provinciale della Slc Cgil, aveva una partita Iva e la monocommittenza con un importante operatore telefonico. I lavoratori, stando a quanto denunciato dall’organizzazione sindacale, “non avevano alcun contratto, ma un semplice accordo verbale” con il datore di lavoro “che riconosceva a chi chiudeva da 1 a 5 contratti al mese uno ‘stipendio’ di 40 euro lordi; oltre i 6 contratti mensili veniva corrisposto uno stipendio di 500 euro lordi, dal settimo contratto in poi, oltre ai 500 euro, veniva corrisposto un ‘bonus di 20 euro lordi per ogni contratto”. “Quindi – conclude Lumino – per coloro che non riuscivano a chiudere alcun contratto non c’era alcuna retribuzione. Un mese di lavoro donato al padrone”.

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