Lega-M5s, giù età minima per diventare Capo dello Stato

Lega-M5s, giù età minima per diventare Capo dello Stato
7 aprile 2019

In Finlandia, Slovenia e Croazia basta avere 18 anni per diventare presidenti della Repubblica. In Austria, Polonia, Romania, Ungheria, Irlanda e Cipro serve aver spento 35 candeline. Quaranta in Repubblica ceca, Germania, Bulgaria, Slovacchia, Estonia, Lettonia e Lituania. In tutta Europa solo in Italia per ambire al Colle occorre aver superato i cinquanta. Tante volte nel corso delle scorse legislature c’e’ stato il tentativo di abbassare l’eta’ per l’elezione del Capo dello Stato. Ci ha provato il centrodestra con la riforma costituzionale votata a maggioranza e poi bocciata dal referendum popolare del 2006, ma anche in tempi recenti si e’ tentato di modificare la Costituzione: “Puo’ essere eletto – recita l’articolo 84 – presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquant’anni d’eta’”. Ora e’ la maggioranza giallo-verde a tentare di abbassare l’eta’ minima per diventare presidente della Repubblica. Con una proposta di legge depositata dal Movimento 5 stelle e dalla Lega al Senato e assegnato alla Commissione Affari Costituzionali) in sede referente il 19 marzo 2019. Primo firmatario il senatore Perilli, ma a sottoscriverla, tra gli altri, ci sono anche il capogruppo pentastellato Patuanelli e il veterano della Lega a palazzo Madama Calderoli.

Ritoccare la barriera dei 50 anni per lanciare un messaggio anche alle nuove generazioni. L’Italia e’ l’unico paese al mondo nel quale solo chi ha compiuto 25 anni elegge meta’ del Parlamento (i membri del Senato). In alcuni Paesi si vota gia’ dall’eta’ di 16 o 17 anni. Alla Camera dei deputati con il voto del 4 marzo 2018 l’eta’ media si e’ abbassata, arrivando intorno ai 40 anni (di 5 anni rispetto alla passata legislatura), ai 50 al Senato. A palazzo Madama per essere eletto bisogna avere 40 anni. “E siccome la Costituzione dice che in assenza del Capo dello Stato a fare funzioni di presidente della Repubblica deve essere il presidente del Senato abbiamo pensato di abbassare l’eta’ per la carica piu’ alta”, spiega uno dei firmatari della proposta di legge. De Nicola e Segni furono eletti presidenti della Repubblica a 70 anni; Einaudi, Scalfaro e Mattarella a 74, Gronchi e Ciampi a 78, Pertini ad 81. Ma nella storia repubblicana il piu’ anziano al momento dell’elezione e’ stato Napolitano (88 anni all’inizio del suo secondo mandato). Il piu’ giovane? Cossiga a 57 (poi Leone a 63 e Saragat a 66). M5s e Lega negano che ci sia un obiettivo politico, ovvero che ci sia gia’ un candidato.

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“Nessuna dietrologia, non vogliamo favorire nessuno”, il ‘refrain’. L’attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rimarra’ in carica fino al 2022. Evidente che abbassando l’asticella di dieci anni le maglie si allargherebbero ancora di piu’. Una delle ipotesi caldeggiata da tempo dalle forze politiche e’ che possa essere il turno di una donna. I giallo-verdi potrebbero essere sostenuti nella loro battaglia da Fratelli d’Italia che gia’ a maggio presento’ una proposta simile. L’intero gruppo al Senato nel rilanciare l’idea, gia’ illustrata dalla Meloni ai tempi in cui fu ministro della Gioventu’, ha messo nero su bianco che le difficolta’ delle giovani generazioni sono causate anche da “meccanismi che indeboliscono la possibilita’ dei giovani di offrire un’adeguata rappresentanza istituzionale alle proprie aspettative e ai propri interessi”. E dunque largo ai giovani. Basti pensare all’esempio Usa: Obama aveva 47 anni quando e’ stato eletto Presidente degli Stati Uniti, Kennedy 43 anni, Clinton 46. Nessuno di loro in Italia avrebbe potuto diventare la prima carica dello Stato. “Al primo comma dell’articolo 84 della Costituzione, le parole: ‘cinquanta anni di eta” sono sostituite dalle seguenti: ‘quaranta anni di eta””, si legge nella proposta di legge della maggioranza.

“Si tratta – si sottolinea nella relazione – dell’adeguamento dell’eta’ dell’elettorato passivo a quella gia’ prevista dal testo del secondo comma dell’articolo 58 della Costituzione per l’elezione a componente del Senato della Repubblica. Tra l’altro, se ipoteticamente il Presidente del Senato, a quarant’anni, puo’ svolgere le funzioni suppletive del Presidente della Repubblica, non si comprende il perche’ quest’ultimo debba avere almeno cinquant’anni per lo svolgimento delle medesime”. “Siamo al cospetto, dunque, di una piccola riforma, che rende tuttavia chiaro quanto il rischio della ‘gerontocratizzazione’ delle istituzioni sia spesso figlio anche di limitazioni riconducibili alle esigenze di un’altra stagione politica, culturale e sociale del nostro Paese, oggi non piu’ giustificabili, anzi, per un certo verso, ostative al rinnovamento generazionale, che e’ invece necessario per ridare vitalita’ alle istituzioni del nostro Paese”, si aggiunge, “per questi motivi e, a maggior ragione, perche’ si tratta di una modifica puntuale che non sconvolge affatto l’impianto complessivo della Carta costituzionale, si auspica un esame tempestivo del presente disegno di legge costituzionale”.

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