Messina, il sindaco lascia anticipatamente: strategia elettorale o fuga dalle responsabilità istituzionali?
Federico Basile annuncia le dimissioni davanti a un’assemblea affollata a palazzo Zanca e si ricandida immediatamente. La mossa consente di votare in primavera evitando sovrapposizioni con altre consultazioni. Opposizioni unite nell’accusa: «Capriccio di De Luca che sacrifica la città».
Federico Basile
Messina perde il sindaco a metà mandato. Non per uno scandalo, non per una crisi improvvisa, ma per calcolo politico. Federico Basile ha rassegnato questa mattina le dimissioni da palazzo Zanca, anticipando di tre anni la scadenza naturale prevista per il giugno 2027. L’annuncio è arrivato davanti a un’assemblea affollata, dopo settimane di voci, smentite e silenzi calibrati. La strategia è chiara: portare i messinesi al voto già in primavera, insieme ad altri sessanta comuni siciliani, per evitare che la consultazione si sovrapponga alle elezioni nazionali e regionali dell’anno prossimo.
Sud Chiama Nord, la formazione civica guidata da Cateno de Luca, teme la concomitanza. I dati elettorali dimostrano che i movimenti locali esprimono la massima forza quando si presentano da soli, mentre perdono consensi quando il confronto si allarga a consultazioni che richiamano le appartenenze ideologiche tradizionali. La sovrapposizione favorisce inevitabilmente i partiti nazionali anche sul piano locale. Per questo il passo indietro di Basile non rappresenta una ritirata, ma una manovra tattica per blindare la città prima di lanciare l’assalto alla Regione.
Il discorso davanti all’assemblea
“Credo di avere sopportato veramente troppo”, ha dichiarato Basile durante la conferenza stampa. “Ho avuto un carico che oggi non mi consente di fare il salto di qualità. La città non merita di essere tenuta sotto scacco dalla politica. Per questo motivo vi comunico che ho appena rassegnato le mie dimissioni da sindaco del Comune di Messina”. Il discorso è stato interrotto più volte dagli applausi. Il sindaco dimissionario ha rivendicato i risultati ottenuti dall’amministrazione sul fronte del risanamento dei conti pubblici, ricordando che quando De Luca arrivò a palazzo Zanca nel 2018 “la città era in dissesto, i debiti ammontavano a 550 milioni. La legge regionale sul risanamento, approvata nel 1990, era lettera morta”.
Secondo Basile, la città che “non faceva nulla” è uscita dall’emergenza e ora necessita di un piano strategico per compiere un salto di qualità. “Ci siamo lasciati alle spalle la fase dell’emergenza e adesso serve un cambio di passo, rilanciare l’azione amministrativa”. Parole che lasciano trasparire anche le tensioni accumulate in Consiglio comunale, dove la maggioranza si è progressivamente assottigliata fino a rendere precario il governo della città.
L’erosione della maggioranza consiliare
Quando Basile venne eletto nel 2022, poteva contare su una maggioranza solida di venti consiglieri su trentadue. Oggi quella maggioranza si è ridotta a tredici seggi. Sette rappresentanti hanno cambiato posizione, alcuni – secondo le parole del sindaco – per “interessi personali”. L’erosione ha minato la solidità necessaria all’azione amministrativa, rendendo complicata l’approvazione dei provvedimenti e trasformando ogni voto in Consiglio in un esercizio di equilibrismo politico.
“Quando nel 2022 sono stato eletto, contavo su una maggioranza di 20 consiglieri su 32. Oggi la maggioranza conta su 13 consiglieri, perché 7 hanno cambiato idee. È venuta meno la solidità che serve all’azione amministrativa”, ha spiegato Basile. Le dimissioni mandano contemporaneamente a casa il Consiglio comunale. Ora arriverà un commissario che reggerà il comune per novanta giorni, forse poco più. Fra maggio e giugno si voterà e Sud Chiama Nord tenterà di conquistare la maggioranza assoluta per blindare la città.
La ricandidatura immediata
Nel medesimo intervento in cui ha annunciato le dimissioni, Basile ha dichiarato l’intenzione di ricandidarsi. “Nel 2022 l’ex sindaco Cateno De Luca ha annunciato la candidatura del semisconosciuto Federico Basile. La città ha dato fiducia alla proposta di De Luca. Oggi è Federico Basile che candida Federico Basile”. Una frase che vuole segnare un passaggio simbolico: da candidato scelto dal leader a figura politica autonoma che si ripresenta agli elettori con una propria identità.
Con Messina già riconquistata e le mani libere, Cateno de Luca potrà lanciare ufficialmente la sua campagna elettorale per le regionali, che in realtà è già partita e attende il prossimo passaggio il 18 gennaio. La strategia appare evidente: consolidare prima la base territoriale più importante, poi puntare all’obiettivo regionale senza il rischio di dispersione del consenso.
L’attacco compatto del centrodestra
La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere. Le segreterie regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini premier, Grande Sicilia – Mpa, Noi Moderati e Democrazia cristiana hanno diffuso una nota durissima. “Le inopinate e assurde dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile sono motivate solo da un capriccio politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca, e dei desiderata di quest’ultimo. Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della Città c’è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica”.
Il centrodestra sottolinea l’assurdità di una nuova fase commissariale proprio all’indomani dell’emergenza provocata dal ciclone Harry. Le dimissioni di Basile lasceranno vuota anche la presidenza della Città metropolitana, che svolge un ruolo fondamentale nella gestione della fase di ricostruzione nell’intera fascia dei comuni ionici. “Siamo davanti ad un colpo di scena di cui qualcuno si deve assumere l’onere davanti ai cittadini di Messina”, conclude la nota. Il centrodestra si dichiara pronto a rispondere unito con una candidatura autorevole per la guida della città.
Le accuse del Partito Democratico
Anche il Partito Democratico ha espresso una valutazione fortemente critica. Il segretario provinciale messinese, Armando Hyerace, ha dichiarato: “Proprio con le sue dimissioni, il sindaco Basile certifica che Messina è ostaggio della politica e, nello specifico, delle dinamiche, dei capricci e delle strategie del suo leader politico di riferimento”. Dopo oltre due mesi di incertezze, rinvii e ambiguità, le motivazioni addotte appaiono “francamente inconsistenti e risibili”.
Hyerace ha ricordato che altri sindaci, espressione di esperienze civiche, hanno governato anche senza una maggioranza consiliare. Nel caso di Basile, “non solo non si è assistito a una reale assenza di maggioranza, ma non risultano neppure particolari difficoltà: anche a un osservatore distratto non può essere sfuggito che, al netto degli abbandoni formali, non si ricordano provvedimenti proposti dalla giunta che non siano stati, di fatto, sostenuti dalla stessa maggioranza uscita dalle scorse elezioni”. Per il segretario del Pd, questa scelta segna una resa politica e istituzionale, ma apre la possibilità di un cambio di rotta. “Serve una visione chiara, non subordinata ai destini personali di qualcuno né alle convenienze tattiche di un movimento politico”.
Le critiche dell’assessore regionale Amata
Dura anche la posizione dell’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, esponente di Fratelli d’Italia. “Le dimissioni annunciate dal sindaco di Messina, che scelgono la via dell’interruzione anticipata del mandato per mero calcolo di opportunità politica, rappresentano una scelta che va oltre la normale dialettica e pone seri dubbi sulla responsabilità istituzionale verso i cittadini”. Secondo Amata, Messina non è un terreno di gioco da strumentalizzare per strategie politiche contingenti. I messinesi meritano continuità, impegno e coerenza, elementi che “evidentemente Basile così come il suo predecessore sconoscono”.
Lasciare la guida della città senza una giusta motivazione per correre immediatamente ad elezioni anticipate, facendo entrare un commissario che gestirà per novanta giorni l’ordinaria amministrazione, significa privare la comunità di una leadership responsabile nei momenti in cui sicurezza, servizi e sviluppo urbano richiedono stabilità e visione. L’assessore regionale ha inoltre sottolineato che il sindaco di Messina ricopre anche il ruolo di vertice della Città metropolitana. Con le criticità emerse durante la recente emergenza legata al ciclone Harry, la priorità dovrebbe essere governare e tutelare i cittadini, non aprire una campagna elettorale. “Il ruolo di chi governa non può limitarsi alla semplice ricerca di consenso o al gioco delle poltrone: deve guardare alla città in modo serio e responsabile. Il centrodestra unito ha le carte in regola per governare al meglio”.
