Mio figlio non mangia, che fare?

10 marzo 2014

L’avversione di molti bambini verso alcuni tipi di alimenti, in genere frutta e verdura, se troppo accentuata puo’ portare a forme di obesita’ anche gravi. Al tempo stesso, selettivita’ (scelta mirata di alcuni alimenti da mangiare) e neofobia (paura di entrare in contatto con nuovi cibi), possono innescare disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia. Lo sottolineano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ che ha promosso un incontro dedicato alle famiglie di bambini con difficolta’ nell’alimentazione dal titolo ”Mio figlio non mangia: come posso fare?”, per presentare un decalogo di consigli pratici per gestire il problema. Per garantire ai bambini una alimentazione varia e completa che contenga tutti i nutrienti necessari all’organismo, selettivita’ e neofobia verso gli alimenti dovranno essere vinte attraverso un approccio educativo che permetta di assaggiare e scoprire nuovi sapori senza paura.

Ecco come: 1) Tutta la famiglia deve cercare di avere lo stesso tipo di alimentazione: Il bambino e’ influenzato a livello sociale nella scelta degli alimenti e tende a mangiare per imitazione. In questo ambito la famiglia ricopre un ruolo cruciale come modello.

2) Gli alimenti devono essere riproposti piu’ volte: Il consumo ripetuto di un alimento aumenta il gusto del bambino per l’alimento stesso. E’ importante non presentare lo stesso piatto in maniera continuativa, ma farlo a distanza di tempo per non generare noia. Sulla tavola devono essere proposti sempre tutti gli alimenti, compresi quelli non graditi dal piccolo, cucinati in maniera differente.

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3) Gli adulti non devono costringere il bambino ad assaggiare un alimento con forza: L’assaggio forzato puo’ accrescere l’avversione del piccolo. Anche proporre un premio a seguito dell’azione (es: ”mangia tutte le verdure nel piatto e poi avrai il gelato”) non porta il bambino a consumare volontariamente il cibo, piuttosto a sovralimentarsi solo per ottenere il premio.

4) L’orario del pasto deve essere rispettato: Il pasto deve essere un momento ben preciso della giornata: e’ opportuno che tutta la famiglia mangi alla stessa ora e alla stessa tavola.

5) No giochi, no TV: Il pasto e’ un momento importante, non sono concesse distrazioni. Occorre invitare il piccolo a spegnere la televisione e ad allontanare i giochi. Quindi lasciarlo libero di sperimentare e conoscere gli alimenti presenti sulla tavola.

6) Organizzare un percorso di familiarizzazione col cibo: Il rifiuto di alcuni alimenti si accompagna spesso al rifiuto ad assaggiare; per portare i ragazzi a provare il sapore di un cibo e’ necessario stimolarne la curiosita’ attraverso i sensi: dalla conoscenza alla sperimentazione.

7) Portarlo a fare la spesa: Mamma e papa’ possono lasciarsi aiutare dal proprio figlio nella scelta degli alimenti da acquistare. Rendere partecipe il bambino nel momento della spesa lo fara’ sentire padrone delle proprie scelte.

8) Coinvolgere il bambino mentre si cucina: Il bambino deve poter prendere confidenza con cio’ che ha scelto al supermercato attraverso i 5 sensi in un percorso di ”amicizia” con il ”nuovo”: lavare, sbucciare, tagliare e inventare ricette insieme a mamma e papa’ per essere invogliato a gustare le proprie ”creazioni”.

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9) L’ultimo passo, assaggiare insieme: Dopo aver preparato insieme il piatto, mangiare qualcosa che il bambino ha visto nascere e che ha conosciuto in tutte le fasi di preparazione, puo’ rassicurarlo e fargli vincere la neofobia. Se cio’ non accade, non forzarlo nell’assaggio, ma riproporre nel tempo e piu’ volte il cibo non amato, in modalita’ diverse. 10) La cucina diventa una festa: Prendere un cappellino da chef e rendere partecipe il bambino. Il tempo giochera’ a favore di tutta la famiglia. (Asca)

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