Mose, arriva il nuovo commissario straordinario a Venezia

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14 novembre 2019

Elisabetta Spitz, classe 1953, ex moglie dell’ex segretario Udc Marco Follini ed ex direttore generale dell’Agenzia del Demanio, e’ il nuovo commissario straordinario per il Mose. L’indicazione della sua nomina e’ arrivata oggi dal ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Paola De Micheli. Dopo la marea che ha colpito e messo in ginocchio il 12 novembre la citta’ di Venezia, si contano i danni a monumenti abitazioni e alberghi e intanto si riaccendono i fari sul Mose (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), il sistema di paratie ideato per proteggere Venezia proprio dall’acqua alta. La complessa opera ingegneristica che separa la laguna di Venezia dal Mare Adriatico per scongiurare le alluvioni durante l’alta marea, e’ iniziata nel 2003 e avrebbe dovuto vedere la luce cinque anni fa. Burocrazia, lungaggini, maxi inchieste per corruzione e commissariamento ne hanno poi interrotto l’avanzamento.

Elisabetta Spitz

E’ a questo punto che entra in gioco il supercommissario Spitz, esperta urbanista e perfetta conoscitrice del territorio veneziano e della macchina dello Stato. “Adesso e’ il momento di partire perche’ il Mose non puo’ aspettare altri trent’anni dalla posa della prima pietra. L’acqua fa il suo corso, noi siamo lenti”, ha detto il presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. “Io l’ho sempre detto – ha aggiunto- l’Italia ha un terreno fragile. E’ fragile il terreno ma sono fragili i suoi abitanti, bisogna avere delle precauzioni particolarissime”. E’ responsabile anche politica? “Ognuno – ha risposto – si faccia il suo esame di coscienza”.

Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che si e’ recato a Venezia “per vedere di persona la situazione”, ha evidenziato che “il governo deve assicurare ai cittadini di Venezia che portera’ immediatamente a termine tutti i lavori del Mose”. “Deve essere messo in funzione quando la marea si innalza e provoca i danni di cui oggi vediamo tracce molto evidenti. Venezia – ha proseguito l’ex premier – e’ una delle citta’ italiane piu’ conosciute nel mondo, un gioiello che emoziona ogni volta che la si vede e che abbiamo il dovere di sostenere e tutelare. Mi sono messo a disposizione del presidente Luca Zaia e del sindaco Luigi Brugnaro per fare cio’ che serve. Non e’ il momento delle polemiche, ma e’ il momento di collaborare tutti per aiutare questa straordinaria citta’. Io – ha concluso Berlusconi – mi sono gia’ impegnato a chiedere il sostegno dell’Europa e del Partito popolare europeo”.

Il sindaco di Venezia ha sottolineato che “tutti siamo corresponsabili” del disastro che ha colpito la città veneta. Luigi Brugnaro, ha puntato il dito sulla “gestione romana, burocratica, in qualche caso e’ stata delinquenziale pero’ certamente c’e’ una grande opera di ingegneria, hanno lavorato molti lavoratori. Dicono che sia finita al 95%, noi chiediamo di vedere i progetti, di partecipare, per capire effettivamente come dovra’ essere l’ organizzazione di quest’opera”. Brugnaro, tuttavia, ha affermato che ” fino ad adesso sono stato totalmente escluso e non ho intenzione come altri di scaricare le colpe sul passato, sanno i giudici e la storia a giudicare, per quanto mi riguarda voglio lavorare perche’ l’opera debba essere finita e sia utile a difendere le acque eccezionale che a Venezia ci stanno facendo tribolare” sottolinea riferendosi al Mose i cui lavori dovrebbero terminare nel 2021.

Il premier Giuseppe Conte, dopo la riunione in Prefettura a Venezia, ha parlato di due fasi per il ristoro dei danni. “La prima – ha sottolineato – ci consentira’ di indennizzare i privati e gli esercenti commerciali sino ad un limite per i primi di 5mila euro e per i secondi di 20mila euro”. Conte ha assicurato che questi soldi “potranno arrivare subito”. “Poi, per chi ha danni piu’ consistenti ovviamente li quantificheremo con piu’ calma e dietro istruttoria tecnica potranno essere liquidati”, ha aggiunto. Sul fronte emergenza, proseguono i test alle paratoie del Mose, in particolare per verificare la conformazione delle condutture lungo cui passa l’aria compressa che solleva le dighe mobili e che alcune settimane fa avevano portato alla sospensione delle prove alla Bocca di porto di Malamocco. Oggi le squadre del Consorzio Venezia Nuova, con il commissario Francesco Ossola, stanno operando per l’innalzamento di due paratoie alla Bocca di porto di Chioggia, per la raccolta dei dati e i controlli dinamici del manufatto. Per quanto riguarda la ripresa dei sollevamenti completi delle barriere, sono in corso i contatti con le autorita’ del Porto e della Guardia Costiera, allo scopo di trovare le “finestre” nelle prossime settimane, compatibili con l’attivita’ dello scalo e il transito delle navi. Intanto, il Codacons, ha presentato alla Procura della Repubblica di Venezia e alla Corte dei Conti del Veneto un esposto sugli allagamenti che nelle ultime ore hanno devastato la città.

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