Nuovo catasto, altra stangata. Ma Draghi rassicura

Nuovo catasto, altra stangata. Ma Draghi rassicura
Mario Draghi
11 ottobre 2021

Fino a tutto il 2015, nessuno dovrebbe pagare un euro in più di imposte catastali rispetto a quanto sborsa finora. Poi si vedrà. Parola del premier Mario Draghi. Ma già circolano le prime stime di quanto la riforma del catasto dovrebbe pesare sui bilanci delle famiglie italiane. Una riforma che dovrà rivalutare le attuali rendite ai prezzi di mercato ai fini Imu e di conseguenza Tari e Isee. Uno studio della Uil-Servizio Lavoro, Coesione e Territorio ha prodotto le prime indicazioni sull’impatto che la revisione catastale avrà sulle tasche degli italiani.

In estrema sintesi, in merito a estimi e Imu, si registra un aumento medio del 128,3%. Se volessimo tradurre questo incremento in una simulazione del costo annuale dell’imposta municipale unica per le seconde case (sulle prime non si paga più dal 2016), si passerebbe dagli attuali 896 euro medi a 2.046 euro con una differenza in valore assoluto equivalente ad un aumento di 1.150 euro per unità abitativa, corrispondente appunto ad un incremento in termini di imposta versata, che vale oltre il doppio. Emerge anche un Isee, mediamente, più che triplicato (+318%) e un concreto aumento della Tari, la tariffa sui rifiuti.

L’elaborato, si può pure sintetizzare così: la rivalutazione delle vecchie rendite ai valori di mercato, se venisse poi adottata come base per il calcolo delle imposte, picchierebbe duro sui centri, meno in periferia e con l’unica certezza che nessuno pagherebbe meno di quanto versa oggi al Fisco. In dettaglio, a livello nazionale, con i nuovi valori catastali mediamente le rendite aumenteranno del 128,3%, come detto, con punte del 189% a Trento, 183% a Roma, 164% a Palermo, 155% a Venezia, 123% a Milano. Più sereni dovrebbero stare gli abitanti di Ancona, città che riporta il più basso incremento della rendita catastale, 5%. Segue Genova 6% e Trieste 7%, per restare a una cifra.

Poi si passa a Torino col 19%, Bologna 24%, Firenze 22%. Mentre a sud, c’è Cagliari e Catanzaro con un incremento della rendita catastale pari al 71%. Circa l’impatto dei nuovi valori sull’Imu sulle seconde case, invece, vede a Roma, per esempio, un rincaro dell’imposta municipale unica del 183,1%, pari a 3.648 euro, passando dagli attuali 1.992 euro a 5.640 euro; a Trento del +189,3%, in soldoni 1.333 euro; a Venezia +154,8% pari a 2.341 euro; a Milano +123% pari a 2.260 euro e a Napoli del 75,4% pari a 958 euro. Mentre, una prima casa ai fini del calcolo dell’Isee aumenterà mediamente di 75 mila euro con punte di 213 mila euro a Roma, di 142 mila euro a Milano e Venezia, 99 mila euro a Trento, 76 mila euro a Palermo.

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Uno scenario che se si materializzasse oggi porterebbe molte famiglie a perdere una serie di agevolazioni (sconti sulle mense scolastiche, rette degli asili, tasse universitarie, bonus affitti, bonus bollette e via dicendo), tanti altri italiani, invece, non potrebbero godere più di programmi di sostegno alla povertà, come il Reddito di cittadinanza. Un fatto è certo: nel nostro Paese c’è un problema con il sistema del catasto. Basti pensare che, secondo l’Istat, sono circa 1,2 milioni gli immobili di cui non vi è traccia sulla mappa catastale con l’inevitabile danaro mancante nelle casse dello Stato. Cifre che andrebbero ad aggiungersi all’attuale patrimonio censito al catasto e che conta 35 milioni di immobili appartenenti a 25 milioni di proprietari.

Per non parlare dell’annoso capitolo sull’abusivismo che vede, tra l’altro, una grande disparità tra Nord, Centro e Sud. Una disparità, secondo il rapporto del Sustainable Developments Goals, segnata al Nord con il 6,1% di abusivismo su ogni 100 nuove costruzioni; al Centro col 17,8%, al Sud col 45,6%. In pratica, una media nazionale pari al 17,7%. Da qui, prima o poi, qualcuno doveva mettere mano alla revisione degli estimi catastali, dato che l’ultima riforma risale al 1989. E così, Draghi, ora sembra fare sul serio. Sarà di fatto una modernizzazione della mappatura degli immobili che porrà anche le basi di una riforma del catasto, ma che nella delega presentata dal governo non viene troppo specificata. Staremo a vedere.

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