Riforma Curia e Ior, quinto round. Papa riunito con il C8

1 luglio 2014

Venerdì si riunisce il nuovo consiglio per l’Economia

Nuovo round di riforma della Curia romana. Questa settimana il Papa si riunisce per la quinta volta, da domani a venerdì, con i suoi cardinali consiglieri, il cosiddetto C8, per analizzare le prospettive di accorpamento e razionalizzazione dei dicasteri. Venerdì, peraltro, si riunisce il nuovo Consiglio per l’Economia. La settimana del Papa è particolarmente densa. Oggi, prima dell’udienza ai nuovi re della Spagna, Felipe VI e Letizia, Jorge Mario Bergoglio ha concesso udienza al cardinale Gerhard Ludwig Mueller, prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, ai nunzi in Egitto (Gobel), Zimbabwe (Zalewski), Sudan e Eritrea (Van Megen), al vescovo di Montevideo (Uruguay) Daniel Fernando Sturla Berhouet, e agli ambasciatori del Belgio e della Costa Rica in visita di congedo.

Dopo la settimana di riunione con il Consiglio dei Cardinali che lo coadiuvano nel governo della Chiesa e nella riforma della Curia romana, il cosiddetto “C8”, al quale prende ormai stabilmente parte il segretario di Stato Pietro Parolin, il Papa argentino, sabato, si reca in visita in Molise, dove lo accoglie il vescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini. Domenica in Vaticano, poi, si riunisce, per una riunione informale di lavoro, la neonata commissione per la tutela dei minori e lunedì accompagna alla messa mattutina del Papa a casa Santa Marta un gruppo di vittime di preti pedofili.

Un’agenda serrata che segue una settimana, quella passata, conclusa con l’annullamento della visita all’ospedale Gemelli per una “improvvisa indisposizione”, venerdì scorso. Notizia che ha innescato illazioni sulla salute di Bergoglio. Il Papa “è in ottima forma a dispetto delle voci sulla sua salute”, ha scritto ieri la vaticanista Franca Giansoldati pubblicando sul Messaggero un’intervista al Papa che spazia dai mali di Roma al comunismo (“Io dico solo che i comunisti ci hanno derubato la bandiera”) al ruolo delle donne nella Chiesa (“Le donne sono la cosa più bella che Dio ha fatto. La Chiesa è donna”). “Il suo darsi senza misura, di cui si è parlato tanto anche in questi giorni, non è perciò eroismo, stacanovismo o tenacia d’idealista che si spende in spregio dei suoi limiti”, ha scritto da parte sua Stefania Falasca in un corsivo su Avvenire intitolato “Anzitutto la carità”.

Al centro della settimana del Papa c’è la riforma della Curia. Il C8 affronterà, questa volta, le proposte di riordino di congregazioni e pontifici consigli. Il “C8” si è già giunito il 1-3 ottobre 2013, il 3-5 dicembre 2013, il 17-19 febbraio 2014, e il 28-20 aprile. Una nuova costituzione apostolica, che sostituisce la vigente “Pastor Bonus”, non dovrebbe vedere la luce prima del 2015. Nel corso dei mesi si è già andato definendo, a grandi linee, un organigramma che concentra, rispetto al passato anche recente, meno potere nel segretario di Stato. Tre, sinora, le “gambe” del Vaticano di Jorge Mario Bergoglio: il segretario di Stato (Pietro Parolin), maggiormente focalizzato sulla diplomazia, la politica estera, i rapporti con gli Stati e le Chiese dei diversi paesi, e meno sulla gestione interna della Curia; il segretario del Sinodo (Lorenzo Baldisseri), motore del doppio sinodo sulla famiglia che si svolgerà nel 2014-2015 e, più in generale, del maggior coinvolgimento (sinodalità) delle conferenze episcopali nazionali nelle decisioni importanti della Chiesa; e infine il segretario per l’Economia (George Pell), che gestisce tutte le strutture economiche e amministrative del Vaticano.

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I cardinali consiglieri del Papa si dovrebbero ora concentrare sulla possibilità di accorpare, snellire, razionalizzare l’insieme di dicasteri vaticani. Molte le voci circolate in questi mesi (diversi pontifici consigli, come Laici, Giustizia e Pace, Migranti, Sanità convergerebbero in un’unica congregazione per il Popolo di Dio, mentre le congregazioni che hanno maggiormente a che fare con gli episcopati nazionali – Vescovi, Clero, Religiosi – sarebbero maggiormente coordinati) che riecheggiano ipotesi al vaglio dei cardinali consiglieri e del Papa. Venerdì, infine, si riunisce il Consiglio per l’Economia. Si tratta di un dicastero di indirizzo guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx e destinato a lavorare in stretto coordinamento con la segreteria per l’Economia del cardinale Pell. Sostituisce un preesistente consiglio di 15 cardinali che fu creato da Giovanni Paolo II per approvare i bilanci, preventivi e consuntivi, del Vaticano. Ma Jorge Mario Bergoglio lo ha rifondato ex novo. Ha nominato otto cardinali e sette laici. Dopo i profondi rivolgimenti di quest’anno, è improbabile che sia in grado di approvare già venerdì il bilancio vaticano. Più probabile che inizi a disegnare nei dettagli il nuovo organigramma economico-finanziario del Vaticano.

Non è ancora stato nominato il nuovo Revisore generale, che prenderà il posto della prefettura degli Affari economici (attualmente guidata dal cardinale Giuseppe Versaldi), l’Amministrazione per il patrimonio della Sede apostolica (Apsa, attualmente guidata dal cardinale Domenico Calcagno) dovrà definire il suo ruolo di “banca centrale” del Vaticano e stabilire nuove strategie di investimento del suo ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, andrà chiarito come gestire la “cassaforte” di Propaganda Fide e, in questo quadro, anche lo statuto e la struttura dello Ior dovranno essere ridefiniti. Dopo i molti scandali degli anni passati, una nuova leva di professionisti, spesso laici, non di rado vicini al mondo statunitense e tedesco, sta sostituendo, tra molte resistenze della vecchia guardia cardinalizia italiana, il management vaticano. Nello Stato pontificio sono arrivati anche alcuni italiani, di alto profilo, come il “bazoliano” Franco Della Sega e mons. Mauro Rivella all’Apsa. Il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, pur discretamente, prende parte alle decisioni, il cardinale Giuseppe Bertello, molto stimato da Bergoglio, è ancora Governatore vaticano. Altri italiani di vertice sarebbero invece in uscita. I vertici, più in generale, sono ormai internazionali: Pell alla segreteria per l’Economia, Marx al consiglio, lo svizzero René Bruelhart all’authority finanziaria, il tedesco Ernst von Freyberg, pur con molti nemici, ancora alla guida dello Ior. Oltre a sette cardinali (è rimasto solo un italiano, Agostino Vallini), sono quasi tutti non italiani i sette membri laici del consiglio per l’Economia che si riunisce venerdì: il maltese Joseph F.X. Zahra (vice-coordinatore e presidente della Cosea), il canadese John Kyle, lo spagnolo Enrique Llano Cueto, il tedesco Jochen Messemer, il singaporese George Yeo, Francesco Vermiglio, unico italiano e, molto stimato da Pell, il francese Jean-Baptiste de Franssu. Tra di loro potrebbero esserci personalità in grado di assumere maggiori incarichi. (TMNews)

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