Scoperto cosa genera infiammazione malattie reumatologiche

Scoperto cosa genera infiammazione malattie reumatologiche
2 settembre 2017

Si chiama interferone-gamma la molecola responsabile dell’insorgenza della sindrome da attivazione macrofagica (Mas), una complicanza molto grave e potenzialmente letale di alcune malattie reumatologiche, in particolare dell’artrite idiopatica giovanile sistemica. Sono stati i ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ a scoprire l’esatto meccanismo alla base della pericolosa infiammazione. I risultati dello studio, pubblicati sul Journal of Allergy and Clinical Immunology, aprono la strada a nuove possibilita’ di cura per i bambini che ne sono affetti. La Mas e’ un raro disordine del sistema immunitario che risponde in maniera abnorme ad un agente scatenante. Questa complicanza si presenta nel 10-20 per cento dei bambini colpiti da alcune malattie reumatologiche. A seconda delle forme, puo’ causare la morte nel 10-30 per cento dei casi. Al Bambino Gesu’ vengono seguiti circa 10 piccoli pazienti l’anno. “Avevamo intuito che l’esagerata attivazione di alcune cellule del sistema immunitario fosse la causa della malattia, ma oggi, finalmente, abbiamo individuato i precisi processi molecolari coinvolti nella sua comparsa”, ha spiegato Fabrizio De Benedetti, responsabile di Reumatologia del Bambino Gesu’ e direttore dello studio realizzato da Giusi Prencipe e dai ricercatori del laboratorio di Immuno-Reumatologia.

Leggi anche:
Soyuz, atterraggio ok: dopo 6 mesi sulla Iss tornano 3 astronauti

La ricerca ha preso in esame il ruolo dalla interferone-gamma (IFN-gamma) nell’insorgenza della malattia. Si tratta di una molecola generata dalle cellule del sistema immunitario coinvolta nell’innesco e nella modificazione del processo infiammatorio. Lo studio ha dimostrato che l’interferone-gamma viene prodotto in grande eccesso nel fegato e nella milza, gli organi principalmente coinvolti nella Mas. Inoltre e’ stato dimostrato che negli stessi organi, in risposta all’eccesso di IFN-gamma, vengono prodotte altre due piccole molecole dell’infiammazione che poi filtrano nel sangue, dove possono essere facilmente misurate. Queste piccole molecole, chiamate CXCL9 e CXCL10, sono due nuovi indicatori di malattia. “La loro misurazione, che e’ tecnicamente piuttosto facile – ha detto Prencipe – potrebbe permettere una diagnosi piu’ rapida e un piu’ stretto monitoraggio della gravita’ della Mas”. Sul piano terapeutico, gli esperimenti eseguiti sul modello animale hanno permesso di accertare che il blocco dell’IFN-gamma, mediante l’utilizzo di un particolare farmaco (un anticorpo monoclonale specifico), determina l’aumento della sopravvivenza e il miglioramento dei parametri clinici e di laboratorio. I risultati della ricerca aprono nuove prospettive nella diagnosi rapida, nel monitoraggio di questa malattia potenzialmente mortale, ma anche promettenti strade verso nuove cure. “Ad oggi la Mas viene curata con alte dosi di cortisonici e con immunosoppressione generalizzata, ma i risultati – ha aggiunto De Benedetti – sono tutt’altro che soddisfacenti, con una mortalita’ che permane inaccettabilmente alta. L’applicazione di terapie mirate ad antagonizzare specificamente IFN-gamma potrebbe rivoluzionare il trattamento. Un trial clinico con un nuovo farmaco sperimentale anti-IFN-gamma e’ appena iniziato presso il nostro Ospedale”.

Leggi anche:
Soyuz, atterraggio ok: dopo 6 mesi sulla Iss tornano 3 astronauti

Segui ilfogliettone.it su facebook

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@ilfogliettone.it



Commenti