A Torino due morti per spray, 4 condanne a 10 anni

3 agosto 2019

La serata di festa che si trasforma in tragedia. La paura, il caos, il fuggifuggi e, in alcuni casi, anche il sangue. Quello delle rapine con lo spray, la causa della tragedia di Corinaldo per la quale oggi sono stati arrestati sette giovani, e’ un fenomeno diffuso. Il precedente piu’ clamoroso piazza San Carlo, il salotto di Torino, dove il 3 giugno 2017 oltre 1.500 persone rimasero ferite – e due morirono in seguito – nella calca davanti al maxi schermo allestito per la finalissima di Champions tra Juventus e Real Madrid. Per questo disastro due mesi fa quattro giovani di origini marocchine sono stati condannati a dieci anni di carcere. Rapina, lesioni e, soprattutto, omicidio preterintenzionale per la morte di Erika Pioletti e Marisa Amato i reati per i quali sono stati ritenuti colpevoli.

Lo scorso 17 maggio il gup Maria Francesca Abenavoli, nel processo con rito abbreviato, ha accolto la linea dei pm Paolo Scafi e Roberto Sparagna, gia’ per altro avvallata in precedenza da una pronuncia interlocutoria della Cassazione. “Non e’ giustizia, perche’ non ci puo’ essere alcun nesso tra lo spray e la morte di Erika Pioletti e Maria Amato, che furono travolte a centinaia di metri di distanza”, ha dichiarato subito dopo la sentenza Basilio Foti, legale dei quattro giovani, annunciando l’intenzione di presentare ricorso. I suoi assistiti sono rinchiusi nel carcere torinese delle Vallette. Sohaib Bouimadaghen, soprannominato ‘Budino’, Hamza Belghazi e Mohammed Machmachi – di 21, 20 e 21 anni – sono stati condannati a 10 anni, 4 mesi e 20 giorni. Per Aymene El Sahibi, 22 anni, considerato autore di un minor numero di furti, la pena e’ di 10 anni, 3 mesi e 24 giorni.

Secondo l’accusa i quattro giovani facevano parte di una banda di una decina di ragazzi che vedevano nei concerti e nei grandi eventi un’occasione per compiere razzie, tanto da colpire anche in altre citta’ del Nord Italia e poi in Belgio, Svizzera, persino in Inghilterra. Le cronache sono piene di casi analoghi a quelli di Corinaldo e Piazza San Carlo, anche se dalle conseguenze meno gravi. Accadde nel settembre 2017, per esempio, a Mondovì (Cuneo), durante un concerto del rapper Ghali, e nell’ottobre successivo di nuovo a Torino, durante il concerto di Elisa alle Officine Grandi Riparazioni.

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