Trasporti nel caos: tre giorni di agitazioni paralizzano aerei, treni e autobus in tutta Italia
Piloti, assistenti di volo e macchinisti incrociano le braccia da giovedì a sabato: trecento voli soppressi, ferrovie a rischio nel fine settimana, disagi anche a Bari e Torino per i servizi urbani.
L’Italia dei trasporti entra in una settimana di agitazioni a catena. Da giovedì a sabato, aerei, treni e mezzi pubblici locali sono investiti da una sequenza di scioperi proclamati da sigle diverse, in settori diversi, con calendari che si sovrappongono con geometrica precisione. Il risultato è una pressione sostenuta sulla mobilità di milioni di persone, in un momento in cui le grandi manifestazioni sportive invernali hanno appena allentato la morsa sui calendari istituzionali.
Lo sciopero del comparto aereo è scattato alla mezzanotte di giovedì, oggi, e durerà fino alle 23:59 dello stesso giorno. L’astensione, proclamata da Cub Trasporti, riguarda i lavoratori del settore aereo, aeroportuale e dell’indotto. Il bersaglio principale sono i piloti e gli assistenti di volo di Ita Airways ed Easyjet. I numeri sono netti: circa trecento voli cancellati a livello nazionale, di cui duecento imputabili a Ita Airways e cento a Easyjet. Al solo scalo di Fiumicino, le soppressioni tra arrivi e partenze ammontano a centoventi.
L’adesione allo sciopero si attesta intorno all’87 per cento, dato comunicato dalle stesse fonti sindacali. Un livello di partecipazione che non sorprende chi segue le relazioni industriali del settore: le tensioni contrattuali nel trasporto aereo italiano sono irrisolte da mesi, e la precettazione ministeriale di febbraio non ha fatto che spostare in avanti una resa dei conti che si annunciava inevitabile.
La precettazione di Salvini e il rinvio olimpico
La storia di questo sciopero comincia il 16 febbraio scorso. Quella data era stata scelta da un fronte sindacale ampio — Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Uglta, Anpac e Anp — per un’astensione di 24 ore nel comparto aereo. L’intervento del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, aveva però bloccato tutto. La precettazione era stata motivata con la coincidenza tra lo sciopero e lo svolgimento delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: un argomento di ordine pubblico e di immagine internazionale difficile da contestare sul piano formale.
Il rinvio non ha dissolto la vertenza. L’ha semplicemente congelata. E oggi quel ghiaccio si scioglie, con un’agitazione che porta in sé la doppia energia di chi protestava a febbraio e di chi ha dovuto attendere. Le fasce di garanzia restano tutelate, come previsto dalla normativa sugli scioperi nei servizi essenziali: chi viaggia nelle ore protette troverà collegamenti assicurati. Per gli altri, la compagnia aerea ha anticipato le cancellazioni nei giorni precedenti. Dalle fonti aeroportuali di Fiumicino emerge un quadro relativamente ordinato: nessuna fila anomala, impatto definito “minimo” sull’operatività dello scalo. I passeggeri, avvisati in anticipo, hanno ridistribuito i propri spostamenti.
Venerdì sera sui binari, sabato il nodo ferroviario
Quando l’agitazione aerea si concluderà, il testimone passerà al trasporto su rotaia. Dalle ore 21 di venerdì fino alle 20:59 di sabato, il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane — Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord — sarà in sciopero nazionale. A proclamarlo, una pluralità di sigle sindacali. In parallelo, l’Assemblea nazionale PDM/PDB del Gruppo FSI ha indetto la propria astensione per il personale di macchina e di bordo, con la medesima finestra oraria.
Le garanzie previste dalla legge assicurano una quota di treni a media e lunga percorrenza. Per il trasporto regionale di Trenitalia e Trenitalia Tper, i servizi essenziali saranno garantiti nelle fasce di punta mattutina — dalle sei alle nove — e serale, dalle diciotto alle ventuno. Al di fuori di queste ore, il quadro è incerto. Chi ha in programma spostamenti tra venerdì sera e sabato sera farebbe bene a verificare lo stato del proprio treno con largo anticipo e a valutare percorsi alternativi.
Bari e Torino, la dimensione locale dell’agitazione
La dimensione locale della crisi si manifesta venerdì anche a Bari e Torino. Faisa Cisal, Filt Cgil, Uiltrasporti e Fit Cisl hanno proclamato uno sciopero di quattro ore che coinvolgerà gli operatori di esercizio delle Ferrovie Sud Est nel capoluogo pugliese e di Arriva Italia in quello piemontese. Due città distanti per geografia e profilo economico, accomunate da una stessa difficoltà: quella di garantire la mobilità urbana in una giornata già segnata dall’agitazione ferroviaria nazionale.
Il calendario complessivo — aerei giovedì, treni venerdì sera e sabato, autobus locali venerdì — disegna una mappa del disagio che attraversa il Paese da nord a sud. Non si tratta di un’emergenza imprevedibile: le date erano note, le cancellazioni comunicate, i percorsi alternativi praticabili. Ciò che resta, al netto della gestione operativa, è una domanda sullo stato delle relazioni tra vettori e lavoratori in un settore che non ha ancora trovato un equilibrio stabile dopo le turbolenze degli ultimi anni.
