Una notte da dimenticare per il Barbera: Palermo eliminato, Catanzaro in finale con una sconfitta che vale oro

Nel ritorno della semifinale playoff di Serie B, i siciliani segnano due volte ma non riescono a recuperare lo svantaggio dell’andata: al triplice fischio tensione in campo e sugli spalti con fumogeni e rissa.

Palermo

Giocatori del Palermo esultano dopo il gol (foto x.com/Palermofficial)

Il copione della serata era scritto prima del fischio d’inizio: al Palermo servivano tre gol per ribaltare il 3-0 incassato in Calabria, impresa riuscita nell’intera storia recente della Serie B soltanto allo Spezia nel 2019-20 contro il Chievo. Trentaduemila tifosi al “Barbera” – in tribuna anche la coreografia della Curva Nord dedicata alla piccola Alessia La Rosa – hanno provato comunque a credere nel miracolo, e per qualche minuto ci hanno creduto davvero.

Al terzo minuto Pohjanpalo incorna sul traversone di Palumbo e porta i rosanero sull’1-0: il Barbera esplode, l’impresa sembra meno impossibile. Ma il Catanzaro non si scompone. Pittarello risponde su Joronen, Iemmello manda di un soffio a lato col destro. I ritmi sono altissimi, l’agonismo spezza il gioco ogni tre minuti. Ranocchia prova dalla distanza senza fortuna, Pontisso impegna seriamente Joronen al quindicesimo. Poi l’infortunio di Peda, sostituito da Magnani, rallenta gli ardori rosanero. Si va all’intervallo sull’1-0: il Palermo è in vantaggio, ma ne servono ancora due.

La ripresa: palo, miracoli e contropiedi

La ripresa si apre con le stesse tensioni. Inzaghi manda dentro Vasic per Le Douaron, Aquilani risponde con Di Francesco al posto di Liberali. Il cambio tattico dei calabresi si rivela subito efficace: Di Francesco innesca il primo pericolo con un destro a giro che Joronen disinnesca in angolo al 63′. Ma prima ancora il Palermo ha sprecato l’occasione più clamorosa: al 48′ Palumbo si gira in area su un’azione sporca, la conclusione in acrobazia centra il palo.

Al 52′ Ranocchia carica una sventola col mancino, Pigliacelli risponde con un intervento che vale da solo il passaggio del turno. All’ora di gioco il portiere ospite mura anche Johnsen a botta sicura. È il momento in cui il Catanzaro capisce di poter sopravvivere. I giallorossi si affacciano in contropiede con Di Francesco che serve Favasuli, il quale però arriva stremato alla conclusione e manda alto. L’occasione del ko sfumata non cambia il verdetto, ma la sveglia suona per i calabresi.

Il 2-0 e il caos finale

All’89’ il Palermo segna il secondo gol con Rui Modesto, entrato nel secondo tempo al posto dell’infortunato Segre: lancio perfetto di Ranocchia, zampata al volo, 2-0. Il “Barbera” si riaccende, sei minuti di recupero alimentano un’ultima illusione. Ma l’epilogo è amaro due volte: nessuna occasione da gol nei minuti finali, e Pierozzi che al 93′ falcia Pittarello rimediando il rosso diretto, lasciando i rosanero in dieci.

Al triplice fischio dell’arbitro Marcenaro la tensione accumulata in novanta minuti esplode. In campo scoppia una rissa, sugli spalti volano fumogeni e petardi. Alcuni tifosi della curva provano a scavalcare per raggiungere il terreno di gioco, bloccati prima di riuscirci. Il Catanzaro viene scortato negli spogliatoi senza poter festeggiare in campo. La qualificazione alla finale contro il Monza è reale, ma la celebrazione dovrà attendere. Per il Palermo resta la delusione di una stagione che si è inceppata all’andata, non al ritorno: due gol al Barbera non bastano mai, se ne hai già presi tre in trasferta.

Inzaghi resta: “Neppure il Real Madrid mi farebbe andare via”

La delusione per l’eliminazione brucia, ma dalle parole di Filippo Inzaghi emerge soprattutto la volontà di ripartire. Dopo il successo per 2-0 contro il US Catanzaro 1929, risultato insufficiente per ribaltare il 3-0 subito all’andata e conquistare la finale play-off per la Serie A, il tecnico del Palermo FC ha scelto di allontanare ogni dubbio sul proprio futuro.

“Non lascio le cose a metà, oggi non andrei neppure al Real Madrid”, ha dichiarato Inzaghi nella conferenza stampa post-partita. “Sono dispiaciuto e triste dentro, ma sono convinto che riusciremo a centrare il nostro obiettivo. Ho un debito di grande riconoscenza per questa gente e cercherò di portarla dove merita”.

“La squadra ha riconquistato la propria gente”

L’allenatore rosanero ha parlato con orgoglio della prestazione offerta dai suoi giocatori, sottolineando il carattere mostrato in campo nonostante l’eliminazione.

“Sono orgoglioso di questa squadra e di questi tifosi. I ragazzi hanno dato l’anima, meritavano di andare avanti. Purtroppo la gara d’andata ci è costata l’eliminazione, ma è stato un anno straordinario”, ha spiegato. “Rimarrò per cercare di regalare a questa gente il traguardo che si merita. Complimenti al Catanzaro, adesso ci rimbocchiamo le maniche e ripartiremo il prossimo anno ancora più forte”.

Nel bilancio della stagione, Inzaghi ha evidenziato soprattutto il rapporto ritrovato tra squadra e tifoseria. “Oggi devo chiudere un cerchio. Sono molto felice, la squadra ha un’anima, ha riconquistato la propria gente. Sta diventando al livello della nostra società e dei nostri tifosi, che sono sicuramente da Champions League”.

“Partita memorabile, ma non è bastato”

Il tecnico ha poi analizzato la gara del “Barbera”, definendola una delle migliori prove della stagione. “Un sacco di tiri, pali, parate. La squadra ha fatto una partita encomiabile. Però dobbiamo fare i complimenti anche al Catanzaro. Purtroppo tutto quello che abbiamo fatto non è servito”.

Secondo Inzaghi, il Palermo ha pagato soprattutto il pesante passivo accumulato nella sfida d’andata. “I 72 punti in campionato sono una cifra importante, ma non è bastato. Non è bastato neanche stasera fare, penso, una partita memorabile. Vedere quei leoni combattere su ogni palla… avrebbero meritato di giocarsi la finale”.

Parole che il pubblico rosanero ha accompagnato con una lunga ovazione finale, riconoscendo alla squadra l’impegno mostrato fino all’ultimo minuto.

“Questa è la strada giusta”

Nonostante l’amarezza, Inzaghi guarda già alla prossima stagione. “Me la porterò dentro, ci deve servire per l’anno prossimo, per ripartire ancora più forti. Probabilmente quest’anno non eravamo ancora pronti per fare il grande salto, ma questa è la strada giusta”.

Infine, il messaggio più netto sul proprio futuro: “Ho un debito con questa gente, con questa società, con i miei giocatori che mi hanno seguito e dato un affetto incredibile dal primo giorno. Chi mi conosce sa che finché non raggiungo un traguardo ci darò sempre dentro ai massimi livelli. Sono sicuro che arriveremo dove meritiamo”.

 

Rissa in tribuna d’onore

La semifinale di ritorno del “Renzo Barbera” si chiude nel peggiore dei modi: non per il risultato sportivo, ma per i gravissimi incidenti scoppiati in Tribuna d’Onore durante l’intervallo, che hanno visto il direttore sportivo giallorosso Ciro Polito e i familiari del tecnico Alberto Aquilani finire nel mirino di un’aggressione.

Secondo le prime ricostruzioni fornite da fonti vicine alla società calabrese, la scintilla è scoccata al termine del primo tempo, quando un gruppo di tifosi palermitani è venuto a contatto con il DS del Catanzaro, Ciro Polito. Ad avere la peggio nello scontro ravvicinato sono stati la moglie e il figlio del dirigente, aggrediti insieme ad altri tesserati del club ospite. Lo stesso Polito è stato costretto ad abbandonare lo stadio per accompagnare i familiari in ospedale per i necessari accertamenti medici.

Il clima di totale tensione ha travolto anche i genitori dell’allenatore del Catanzaro, Alberto Aquilani: la madre dell’ex centrocampista è scoppiata in un pianto di dirotto, visibilmente sotto shock per le scene di violenza consumatesi a pochi passi da lei.

 
Serie B · Tabellino
Palermo
2 – 0
Catanzaro
⚽ 2′ Pohjanpalo · 89′ Modesto
PALERMO (4-2-3-1)
Joronen
Pierozzi
Peda (16′ Magnani)
Ceccaroni (76′ Corona)
Augello
Segre (50′ Modesto)
Ranocchia
Johnsen (75′ Gyasi)
Palumbo
Le Douaron (46′ Vasic)
Pohjanpalo
All. Inzaghi
CATANZARO (3-4-2-1)
Pigliacelli
Cassandro
Antonini
Brighenti
Favasuli (87′ Bashi)
Petriccione (78′ Rispoli)
Pontisso
Alesi (78′ Frosinini)
Liberali (46′ Di Francesco)
Pittarello
Iemmello (61′ Pompetti)
All. Aquilani
Arbitro
Marcenaro
Ammoniti
Johnsen, Segre, Vasic (P) · Pittarello, Pontisso, Di Francesco (C)
Espulso
93′ Pierozzi (P)