Verso tavolo al Mise, presenti enti locali

Verso tavolo al Mise, presenti enti locali
18 dicembre 2017

Mancano due giorni al vertice al Mise sull’Ilva di Taranto. Non si trattera’ di un nuovo incontro tra Am Investco, sindacati metalmeccanici e Governo. Stavolta, infatti, insieme a questi soggetti, ci saranno anche i ministeri dell’Ambiente e della Salute, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto e i Comuni di Taranto, Statte, Massafra, Montemesola e Crispiano che fanno parte dell’area di crisi di Taranto. E’ la prima volta che gli enti locali, in particolar modo Regione Puglia e Comune di Taranto, si approcciano al tavolo dell’Ilva con Am Investco – la societa’ che si e’ aggiudicata la gara per gli asset del gruppo dell’acciaio – per discutere del piano ambientale della nuova societa’, di quello industriale e delle sue ricadute nei territori. L’incontro e’ stato messo in calendario a fine novembre dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e poi formalizzato. Il tavolo per Taranto e’ il primo a partire. Ne sono previsti poi altri. Uno per Genova e un altro per i siti minori. Sul vertice del 20, pero’, pesa un incognita non da poco ed e’ rappresentata dai ricorsi che Comune di Taranto e Regione Puglia hanno presentato nei giorni scorsi al Tar di Lecce contro il piano ambientale di Am Investco, ritenuto inadeguato, carente e con una tempistica di attuazione dilatata rispetto alle necessita’ da affrontare. Malgrado l’atto al Tar, Calenda ha confermato l’appuntamento del 20 dicembre ma chiede che Regione Puglia e Comune di Taranto ritirino il ricorso. Stessa richiesta viene anche dai sindacati metalmeccanici e confederali.

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Ma sia dal Comune che dalla Regione nessun passo avanti in questa direzione e’ sinora venuto e quindi se i due enti dovessero mantenere il ricorso al Tar, questo potrebbe anche ipotecare la loro presenza al tavolo. La riunione del 20 e’ confermata, seguiremo la traccia dell’ordine del giorno concordato col sindaco di Taranto, ma al tavolo partecipera’ solo chi e’ animato da propositi costruttivi, ha detto sul punto Calenda, rimarcando ancora una volta la necessita’ di sgomberare l’avvio della discussione dai ricorsi giudiziari. Regione Puglia e Comune di Taranto tengono invece il punto e dicono che i ricorsi saranno ritirati nel momento in cui il negoziato dara’ segnali concreti, dimostrera’ cioe’ che le istanze degli enti locali vengono accolte. Il 20 al Mise si parlera’ di piano ambientale di Am Investco, di Valutazione del danno sanitario correlata all’inquinamento industriale, del fondo per il sostegno sociale all’area di Taranto (30 milioni di euro), delle bonifiche che compete fare ai commissari dell’Ilva con il miliardo di euro ottenuto dalla transazione con i Riva, della crisi dell’indotto siderurgico di Taranto, dove per i mancati pagamenti sono a rischio stipendi e tredicesime del personale, e dell’annunciato, da parte di Mittal, centro di ricerca a Taranto.

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A Taranto, intanto, il sindaco Rinaldo Melucci e il vicesindaco Rocco De Franchi hanno incontrato a Palazzo di Citta’ i sindaci e rappresentanti dei Comuni dell’area di crisi di Taranto (Massafra, Statte, Crispiano e Montemesola), il presidente della Provincia di Taranto. La finalita’ e’ dstata quella di “condividere un approccio costruttivo al primo ordine del giorno assicurato dal ministro Calenda, nell’ottica del superamento delle procedure giudiziali. Inoltre, il tutto al riparo da ogni influenza delle rispettive appartenenze politiche, con l’unico obiettivo della tutela degli interessi sanitari-ambientali e socio-economici del territorio ionico”. Gli amministratori locali, si legge in una nota, “hanno sottolineato la propria soddisfazione per metodo e ordine del giorno della prima convocazione specifica per Taranto, fatti salvi i migliori approfondimenti tecnici che affideranno ad un proprio portavoce all’interno della seduta presso il Mise”. Venendo poi alla presenza del 20 a Roma, tutti gli enti locali in causa “hanno confermato la propria responsabile presenza al tavolo istituzionale, sicuri che Governo e investitori sapranno fornire le opportune garanzie ed evidenze rispetto agli obiettivi ormai ritenuti imprescindibili dai cittadini dell’area di crisi, su tutti ovviamente le tempistiche di attuazione dell’Aia”. Intanto, un emendamento alla manovra presentato dal governo in commissione Bilancio alla Camera prevede una proroga all’integrazione salariale, per i dipendenti dell’Ilva, attraverso il trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per il 2018, nel limite di spesa di 24 milioni di euro. Inoltre, l’emendamento prevede lo stanziamento di 400mila euro destinati agli interventi straordinari alla bonifica di Genova- Cornigliano.

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