Falcone, gli interventi della politica (non solo)

23 maggio 2014

Alcuni interventi in ricordo della strage di Capaci.

Il coordinatore regionale di Ncd, Francesco Cascio – “L’assassinio del giudice Falcone è una ferita mai rimarginata. Egli amava profondamente la Sicilia e credeva fermamente nella possibilità di abbattere la mafia. In nome di questo obiettivo si è sacrificato, nella consapevolezza che lui non avrebbe visto i frutti maturi del suo lavoro, ma che altri li avrebbero un giorno raccolti. Così è stato. Grazie al suo coraggio, alle sue innovazioni e alle sue intuizioni si sono rinvenuti metodi investigativi più efficaci di lotta alla criminalità organizzata, che si sono rivelati determinanti per il raggiungimento dei grandi risultati ottenuti successivamente”.

Il segretario Uil Sicilia Claudio Barone -“La lotta alla mafia e alla criminalità organizzata deve essere sempre al primo posto nell’agenda politica. E la Uil Sicilia – nel giorno del ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, le donne e gli uomini delle scorte – dice ancora una volta “No” a chi vuole diffondere terrore e violenza. E’ necessario affermare una cultura di democrazia e legalità coinvolgendo soprattutto i giovani che rappresentano davvero la speranza del cambiamento”.

Il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci “Meno retorica e piu’ legalita’. Questo il modo migliore per ricordare il sacrificio di Giovanni Falcone e delle vittime della strage di Capaci”. Lo dice in una nota . “C’e’ ormai in giro per la Sicilia una diffusa stanchezza: cortei, convegni, premi, Navi della legalita’. Basta, per carita’! Non se ne puo’ piu’. Nell’Isola servono fatti: una concreta presenza dello Stato, piu’ uomini in divisa, piu’ magistrati, ma soprattutto c’e’ bisogno di lavoro, sviluppo, crescita, perche’ la mafia si nutre della disperazione della gente. E le parate della ricorrenza, spesso infarcite da ipocrisia, servono solo a chi le organizza”.

Il deputato di Sel Claudio Fava, vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia -“Dal senatore del Movimento5stelle Michele Giarrusso farneticazioni elettorali”.

Il presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosi Bindi“La mafia e’ il piu’ grande inganno per la crescita del Paese. E’ un luogo comune dire che la mafia avrebbe sostituito lo Stato ed e’ forte perche’ rappresenterebbe una sorta di regolatore sociale. In realta’ la mafia si comporta in modo diverso; qui al Sud trova manovalanza, poi i soldi li investe altrove”.

Don Ciotti – “Questa violenza verbale nell’antimafia e’ una ferita profonda, non ci si puo’ dividere. Stiamo facendo dei grandi regali ai mafiosi e a chi ha scelto l’illegalita’. E’ il noi che vince. Non voglio piu’ sentire parlare di antimafia. Essere contro le mafie dovrebbe essere un fatto di coscienza, non una carta di identita’”.

Cgil – “Sconfiggere la criminalita’ organizzata e onorare la memoria di Falcone e di tutte le vittime della mafia con la lotta alla corruzione e la cultura della legalita’”. Per la Cgil “oltre ai passi avanti necessari sul terreno giudiziario e della cattura dei latitanti, oltre alle iniziative sul piano culturale per sradicare le mentalita’ mafiose, oltre a battaglie, come quella che il sindacato sostiene per il riutilizzo immediato ai fini sociali e produttivi dei beni mafiosi, e’ la lotta alla corruzione l’obiettivo che deve vedere istituzioni, societa’ civile, forze dell’ordine impegnati al massimo. Onorare la memoria delle vittime di mafia – conclude la Cgil – e’ proseguire quotidianamente e senza soste nella battaglia per la quale queste hanno pagato con la vita”.

L’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, figlia di Paolo – “Per me non c’e’ una verita’ storica e una processuale, per me la verita’ e’ verità. Non nascondo il mio limite, che e’ quello di continuare a soffrire – ha aggiunto – momenti come questi mi aiutano a trovare una ragione: nella nostra terra si devono ricostruire le coscienze. Vuol dire che c’era bisogno di questo passaggio storico. Cio’ che ha preceduto queste morti in Sicilia, era la guerra civile; pochi se ne sono accorti. Ancora molti di questi morti sono rimasti senza verita’ – ha concluso -. Riusciro’ a farmi una ragione quando la verita’ sulle stragi sara’ dominio comune. Questa e’ la speranza piu’ grande, oltre a vedere ragazzi formarsi con una nuova coscienza.

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