Barbera in delirio, Pohjanpalo gela l’Empoli: il Palermo vince in rimonta e vola

Il finlandese ribalta tutto dal dischetto e regala la vittoria numero undici consecutiva ai rosanero. Inzaghi sorride, la corsa al vertice continua

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(foto x.com/Palermofficial)

Di certo non se l’aspettavano così, allo stadio “Renzo Barbera”. Il Palermo che torna a casa dopo due trasferte e si ritrova subito sotto di un gol, beffato al 5′ da Guarino su calcio d’angolo. Ma è proprio nei momenti di difficoltà che si vedono le squadre vere, quelle che hanno fame e carattere da vendere. E i rosanero di Filippo Inzaghi hanno dimostrato di averne in abbondanza, ribaltando l’Empoli con una prestazione di sostanza e portando a undici la striscia di risultati utili consecutivi. Un rullo compressore che non si ferma più.

Primo tempo: Guarino gela il Barbera, Gyasi pareggia

La partita si accende subito. Al 2′ il Palermo cerca di imporre il proprio gioco: Ceccaroni imbecca Gyasi in area, ma il trequartista rosanero viene fermato per fuorigioco. È solo un’illusione, perché tre minuti dopo arriva la doccia fredda. Primo calcio d’angolo della partita per l’Empoli e rete immediata: Guarino svetta più in alto di tutti e batte Joronen. Il “Barbera” ammutolisce, i toscani esultano. Non è certo l’inizio che i quindicimila del Barbera si aspettavano.

La reazione del Palermo non si fa attendere. Al 9′ Candela impegna la difesa rosanero con un traversone insidioso che non trova però la deviazione vincente. L’Empoli gioca con personalità e al 16′ Degli Innocenti ci prova dalla distanza, trovando la respinta provvidenziale di Peda. Due minuti dopo, ancora toscani pericolosi: Nasti si presenta sulla lunetta dell’area e scarica un mancino velenoso, ma Joronen è reattivo e si distende in tuffo per salvare il risultato.

Il Palermo accusa il colpo ma non molla. Al 19′ arriva una splendida palla verticale di Shpendi che libera Ghion in area: l’inserimento del centrocampista impensierisce Joronen, ma la difesa empolese salva in extremis. Passano cinque minuti e i rosanero sciupano una grande occasione: cross di Nasti, Candela si ritrova davanti a Joronen ma perde l’attimo giusto per calciare.

La partita si innervosisce. Al 33′ Bani spende un giallo tattico per fermare Shpendi lanciato sulla trequarti. Il Palermo aumenta la pressione e al 36′ rischia grosso: un cross di Lovato si trasforma in una traiettoria insidiosa diretta verso la porta rosanero, Joronen salva in tuffo evitando il peggio. Ma al 38′ è l’Empoli a perdere un uomo per ammonizione: Lovato stende Gyasi e l’arbitro Tremolada estrae il cartellino giallo.

Il forcing del Palermo viene premiato al 24′. Cross teso dalla sinistra di Le Douaron, Gyasi si avventa sul pallone con il timing perfetto e insacca alle spalle del portiere. Il “Barbera” esplode, la squadra di Inzaghi ha trovato il pareggio meritato. L’Empoli prova a reagire: al 44′ Degli Innocenti tenta la conclusione dalla lunga distanza, ma la palla si perde alta sopra la traversa.

Il primo tempo si chiude nel peggiore dei modi per il Palermo. Al 45′ Ceccaroni interviene in modo scomposto su Magnino e si prende un’ammonizione che peserà nelle scelte di Inzaghi per la ripresa. Si va negli spogliatoi sull’1-1, con i rosanero che hanno saputo reagire allo svantaggio iniziale ma devono fare i conti con il cartellino giallo del difensore.

Secondo tempo: il Palermo soffre, poi esplode

Inzaghi non ci pensa due volte: fuori Ceccaroni ammonito, dentro Giangiacomo Magnani. L’ex difensore dell’Hellas Verona viene accolto dagli applausi scroscianti del “Barbera”, che lo abbraccia come un figlio che torna a casa. E la ripresa si apre con un brivido che fa tremare lo stadio: al 47′ cross dalla sinistra, Peda colpisce di testa, la palla si stampa sulla traversa e poi tocca la linea di porta. Il Palermo ad un passo dal vantaggio, il pubblico col fiato sospeso.

Al 52′ l’Empoli risponde con Elia, che prova il rasoterra sul primo palo: Joronen è attento e blocca senza problemi. Dionisi capisce che serve una scossa e al 56′ opera il primo cambio: fuori Nasti, dentro Fila. Inzaghi risponde immediatamente: ecco l’esordio in rosanero di Johnsen, l’ultimo arrivato del mercato, che prende il posto di Gyasi tra gli applausi del pubblico.

La partita si riaccende al 57′. Cross millimetrico di Augello dalla sinistra, spizzata di testa di Pierozzi e inserimento perfetto di Pohjanpalo che di testa batte il portiere avversario. Il “Barbera” esplode in un boato assordante: 2-1 Palermo, i rosanero sono in vantaggio per la prima volta nella partita. Il finlandese esulta sotto la curva, Inzaghi urla dalla panchina. La rimonta sembra compiuta.

Ma l’Empoli non ci sta. Subito pericoloso al 59′ con Degli Innocenti che calcia a giro dal limite dell’area: Joronen vola e para in tuffo. Al 66′ Obaretin stende Le Douaron e si becca il cartellino giallo. Un minuto dopo, Ranocchia calcia una punizione dal limite: palla che si perde sopra la traversa.

Dionisi gioca le sue carte: al 70′ doppio cambio con dentro Ebuhei e Ceesay al posto di Candela ed Elia. E la mossa del tecnico toscano si rivela vincente. Al 72′ arriva il gol del pareggio: Fila sviluppa sulla destra, cross al centro e Ebuhei, entrato da appena due minuti, si coordina di destro e batte Joronen. Doccia gelata per il Palermo, esultanza liberatoria per l’Empoli. 2-2, si ricomincia da capo.

Al 80′ brivido per i rosanero: possibile tocco di mano di Bani su un cross di Ebuhei in area. L’arbitro Tremolada viene richiamato dal Var per il check, il Barbera trattiene il fiato. Dopo una lunga revisione, l’arbitro decide: non è rigore. Proteste veementi dell’Empoli, sospiro di sollievo per il Palermo.

Inzaghi si gioca il tutto per tutto: all’81’ dentro Vasic e Gomes, fuori Le Douaron e Segre. SuperPippo vuole vincerla e lo dice chiaro con i cambi offensivi. E al 83′ arriva l’episodio che può cambiare la partita. Augello si libera sulla sinistra con una grande giocata e calcia: Fulignati para, ma sulla ribattuta Bani stende un avversario in area. Rigore netto, il Barbera esplode.

Sul dischetto si presenta Joel Pohjanpalo. Il bomber finlandese, glaciale come suo solito, fissa la palla, prende la rincorsa e scarica un sinistro potente che si infila nell’angolino. 3-2 all’84’, il Palermo è di nuovo in vantaggio. Il “Barbera” trema di emozione, Pohjanpalo si fa abbracciare dai compagni.

Finale thrilling: 8 minuti di sofferenza

L’arbitro concede otto minuti di recupero e sono minuti di pura sofferenza. L’Empoli si getta in avanti disperatamente. All’87’ Dionisi si gioca le ultime carte: fuori Degli Innocenti e Shpendi, dentro Popov e Ignacchiti. Al 90′ Magnino calcia forte dalla distanza, Joronen blocca senza problemi.

Al 91′ Inzaghi inserisce Blin al posto di Ranocchia per rinforzare il centrocampo e difendere il prezioso vantaggio. Ma al 93′ arriva il brivido finale: Ignacchiti si coordina dal limite dell’area e scarica un tiro potentissimo diretto all’incrocio dei pali. Joronen compie un autentico miracolo, volando a deviare in corner. Il “Barbera” esplode in un applauso liberatorio per il portiere rosanero.

L’arbitro fischia tre volte: è finita. Il Palermo vince 3-2 in rimonta, conquista l’undicesima vittoria consecutiva e continua la sua marcia verso le zone alte della classifica. Inzaghi abbraccia il suo staff, i giocatori si buttano sotto la curva per festeggiare con i tifosi. Il sogno Serie A è sempre più vicino, il “Barbera” ci crede.

Inzaghi: “Forse la nostra migliore partita”

“Una grande serata”. Così Filippo Inzaghi definisce la vittoria del suo Palermo contro l’Empoli, partita decisa al Renzo Barbera con una rimonta che ha certificato non soltanto i tre punti, ma anche e soprattutto il carattere di una squadra costruita per tornare in Serie A. “Le partite in Serie B sono tutte difficilissime”, ripete il tecnico piacentino in conferenza stampa, e quella contro i toscani non faceva eccezione. “L’Empoli ha giocatori forti, di gamba, potevamo soffrirli”. Eppure i rosanero hanno saputo reagire, ribaltare lo svantaggio iniziale e chiudere la pratica con lucidità.

Il risultato del Frosinone, sconfitto in casa dal Venezia per 1-2, ha smosso gli animi. “Ci ha smosso un po’”, ammette lo stesso Inzaghi. La notizia è circolata negli spogliatoi, i giocatori hanno seguito l’andamento della partita dei ciociari e hanno capito che quella serata rappresentava un’occasione irripetibile per accorciare in classifica. “Comunque la squadra ha reagito”. Partire sotto di un gol, rimontare fino al 2-2 e poi trovare la rete del definitivo 3-2 ha richiesto personalità, mentalità, quella capacità di non smarrirsi che distingue le squadre ambiziose dalle compagini di mezza classifica. “La vittoria vale più dei tre punti, la strada è segnata”.

Il carattere vale quanto i punti

Inzaghi non ha dubbi: probabilmente questa è stata la migliore partita del Palermo da quando siede sulla panchina rosanero. “Sono d’accordo, forse non abbiamo mai vinto in rimonta”, spiega. Non tanto per la qualità del gioco, quanto per la capacità di reazione mostrata in un momento delicato. “I giocatori guardavano la partita del Frosinone negli spogliatoi, sapevamo che un risultato favorevole del Venezia ci avrebbe fatto accorciare”. Il tecnico ricostruisce la serata con lucidità: “Partendo con quel gol e andando sotto, fino al 2-2, da questo punto di vista per il carattere e la reazione, probabilmente è stata la migliore”.

“Oggi era il momento di accorciare e dare continuità a questi risultati positivi”, aggiunge. Non vincere questa gara sarebbe stato faticoso mentalmente, ammette. “Sarebbe stato faticoso mentalmente non vincere questa gara. Forse averla vinta così può darci quello slancio per continuare a crescere”. Il Palermo è una squadra forte, costruita con criterio dalla società. “Siamo una squadra forte, la società è stata straordinaria con gli acquisti fatti”.

Gli innesti di gennaio cambiano gli equilibri

“Magnani e Johnsen in Serie B spostano”. La sintesi di Inzaghi è netta. Sono giocatori di categoria superiore, capaci di fare la differenza in una competizione dove i dettagli decidono le partite. “La società ha fatto un grande sacrificio e la ringrazio”. Rui Modesto, altro volto nuovo, modificherà alcune caratteristiche della squadra. “Ci farà cambiare alcune caratteristiche”. Porterà soluzioni tattiche diverse, maggiore profondità, possibilità di variare l’assetto in corso d’opera.

Ma non sono soltanto i titolari a fare la differenza. “Anche i subentrati oggi hanno fatto bene, significa avere mentalità”. Il gruppo ha assorbito i principi del tecnico, la panchina è lunga, nessuno si sente escluso o sacrificato. Inzaghi confessa: “Ho ringraziato la squadra prima della gara, per il rispetto che hanno per me e il mio staff. Sono molto orgoglioso di essere il loro allenatore”. Parole che rivelano un rapporto solido, fondato sulla stima reciproca.

“Mi sembrava che questa squadra avesse un’anima, oggi mi hanno dato ragione”. E si capisce: il Palermo ha una identità riconoscibile. La vittoria contro l’Empoli non è un punto di arrivo. È una tappa, forse la più significativa finora, di un percorso che punta dritto alla promozione. Il Frosinone resta avanti, ma la distanza si è accorciata. E soprattutto il Palermo ha dimostrato di possedere gli strumenti tecnici e mentali per competere fino alla fine. La strada è lunga, le insidie numerose. Ma la serata del Barbera ha chiarito una cosa: questa squadra crede nella Serie A. E ha il carattere per provarci davvero.

Il tabellino di Palermo-Empoli

PALERMO (3-4-2-1) : Joronen; Peda, Bani, Ceccaroni (46′ Magnani); Pierozzi, Segre (82′ Gomes), Ranocchia (91′ Blin), Augello; Gyasi (56′ Johnesen), Le Douaron (82′ Vasic); Pohjampalo. All. Inzaghi.

EMPOLI (3-5-2): Fulignati; Guarino, Lovato, Obaretin; Candela (71′ Ceesay), Degli Innocenti (88′ Ignacchiti), Magnino, Ghion, Elia (70′ Ebuehi); Shpendi (88′ Popov), Nasti (56′ Fila). All. Dionisi.

RETI: 5′ Guarino (E), 24′ Autogol Fulignati(P) 57′ Pohjampalo (P). 72′ Ebuehi (E), 84′ Pohjampalo (P).
NOTE: Ammoniti: Bani (P), Lovato (E), Ceccaroni (P), Obaretin (E), Fulignati (E), Magnino (E).