Il mediatore di Carlo: un avvocato diplomatico per ricucire la frattura tra William e Harry

A Windsor Harry e William insieme a Kate e Meghan

A Windsor Harry e William insieme a Kate e Meghan

William e Harry non si parlano dal settembre 2022. L’ultima volta che i due fratelli si sono scambiati qualcosa di simile a una conversazione – per quanto fredda, protocollare, resa inevitabile dalle circostanze – è stato nel settembre 2022, ai funerali di Elisabetta II. Da allora, nessun contatto diretto. Gli esperti di monarchia britannica concordano nel giudicare la frattura in uno stadio avanzato: non più una tensione gestibile, ma una sospensione prolungata dei rapporti che inizia a pesare sull’immagine della Corona.

Il mediatore di Buckingham Palace

Il tentativo di ricomposizione passa ora per Theo Roycroft, nuovo vicesegretario privato del re, scelto per la sua familiarità con entrambe le parti. Harry avrebbe già segnalato disponibilità al dialogo; William resta fermo nelle sue resistenze. Gli Invictus Games di luglio potrebbero segnare una svolta.

Re Carlo non ha mai nascosto il desiderio di vedere i propri figli riappacificati. Il progetto di una famiglia reale riunita – con Harry, Meghan e i nipoti riavvicinati a Palazzo – è una costante della sua agenda privata. Ma le buone intenzioni, finora, non hanno prodotto risultati. Serve un intermediario. E la scelta è caduta su Theo Roycroft.

Roycroft è il nuovo vicesegretario privato del sovrano. Avvocato di formazione, diplomatico per carriera, conosce William da vicino: quando era in servizio a Parigi ha lavorato a più riprese con il Principe di Galles, arrivando a coordinare il viaggio ufficiale per la riapertura della cattedrale di Notre-Dame. Non è un nome casuale. È un professionista del dialogo difficile, abituato a gestire situazioni in cui le parti non vogliono incontrarsi ma devono farlo.

Il suo mandato, secondo le indiscrezioni raccolte dagli ambienti vicini a Buckingham Palace, comprende anche – e forse soprattutto – il tentativo di ricucire il rapporto tra i due principi. Un compito che gli stessi osservatori interni definiscono “difficilissimo”. Roycroft avrebbe già valutato la situazione con la convinzione che una soluzione sia non solo possibile ma urgente.

Il nodo “Spare” e le resistenze di William

Il problema non è la volontà di Harry. Il Duca del Sussex avrebbe segnalato in più occasioni la sua disponibilità a un confronto. Il blocco è dall’altra parte. William non ha ancora metabolizzato quanto scritto nel memoir autobiografico “Spare”, pubblicato nel gennaio 2023: le rivelazioni, le accuse velate, la ricostruzione di episodi privati trasformati in materiale editoriale. Per il Principe di Galles, futuro re, quella pubblicazione ha rappresentato una violazione difficile da archiviare.

Re Carlo, tuttavia, fa pressioni sul primogenito. L’argomento non è solo affettivo. La gestione del rapporto con il fratello minore – spesso imprevedibile, capace di tornare a fare notizia nel momento meno opportuno – è anche un test di maturità istituzionale. Un sovrano deve saper trattenere il risentimento personale e agire secondo criteri diplomatici. L’incapacità di farlo avrebbe un costo di immagine che Carlo non intende pagare.

Luglio, gli Invictus Games e l’occasione attesa

L’agenda dei prossimi mesi offre almeno una finestra concreta. A luglio Harry sarà in Inghilterra per gli Invictus Games, la competizione sportiva dedicata ai veterani di guerra che lui stesso ha fondato. Un incontro con Re Carlo è dato per scontato. Più incerta, ma non impossibile, la presenza di William nello stesso spazio fisico e nello stesso clima di disponibilità al dialogo.

Molto dipenderà dal lavoro preparatorio di Roycroft. Se il mediatore riuscirà a creare le condizioni minime – un terreno neutro, aspettative ridotte, nessuna richiesta pubblica di gesti simbolici – luglio potrebbe segnare almeno una prima apertura. Non una riconciliazione, probabilmente. Ma la fine del silenzio assoluto sarebbe già un risultato che Buckingham Palace, e Re Carlo, attendono da troppo tempo.