Salma Hayek e François-Henri Pinault premiano Julianne Moore: Cannes celebra le donne del cinema
Julianne Moore
Il Women In Motion Award di Kering, giunto all’undicesima edizione, riconosce il percorso artistico e civile dell’attrice americana; Margherita Spampinato vince il riconoscimento per i talenti emergenti del 2026.
È Julianne Moore la protagonista del Women In Motion Award a Cannes 2026. Il premio Kering – che dal 2015 valorizza la presenza femminile nel cinema – ha trovato nella pluripremiata attrice americana la sua testimone ideale. A margine della cerimonia, Salma Hayek l’ha descritta come “una donna intelligentissima e molto attenta al prossimo”. Per Margherita Spampinato, regista di “Gioia mia”, l’Emerging Talent Award.
Un palco di nomi eccellenti
La serata è stata molto più di una semplice premiazione. Accanto ai padroni di casa – François-Henri Pinault, Presidente del Consiglio di amministrazione di Kering, e sua moglie Salma Hayek – hanno sfilato volti che rappresentano decenni di cinema europeo e internazionale. Isabelle Huppert, monumento vivente della recitazione francese. Carla Bruni, la cui presenza trasforma qualsiasi evento in un appuntamento di stile. E il regista sudcoreano Park Chan-wook, autore di opere che hanno ridisegnato i confini del cinema d’autore contemporaneo. Una costellazione di presenze che ha conferito alla cerimonia il peso specifico di un evento culturale, non di una semplice kermesse.
Il Women In Motion Award nasce nel 2015 da una visione precisa: non limitarsi a premiare il talento, ma riconoscere chi lavora attivamente per trasformare le strutture dell’industria. Due i livelli del riconoscimento – le grandi protagoniste affermate e i talenti emergenti – a segnalare una continuità generazionale che il gruppo Kering intende costruire con coerenza.
Moore: carriera e impegno civile
Julianne Moore non ha bisogno di presentazioni, ma i numeri della sua carriera meritano comunque di essere messi in fila. Oscar, Bafta, Emmy, Golden Globe: i premi delle grandi industrie cinematografiche. La Palma d’oro a Cannes e la Coppa Volpi a Venezia: il riconoscimento della critica e dei festival. Un percorso che attraversa quattro decenni di cinema senza cedere alla ripetizione, passando con disinvoltura dal dramma al thriller, dal cinema indipendente alle produzioni di massa.
Ma è la sua dimensione civile a giustificare, forse più di ogni statuetta, la scelta di Kering. Da anni Moore è una voce attiva nel dibattito sulla diversità e sulla rappresentanza femminile nell’industria cinematografica – un impegno che non si esaurisce nelle dichiarazioni pubbliche ma si traduce in scelte professionali concrete. “Io adoro venire al festival di Cannes, sono una grande appassionata di cinema e soprattutto di storie femminili. Per me questo premio ha un valore speciale”, ha dichiarato l’attrice durante la cerimonia.
Salma Hayek, che con il marito Pinault ha accolto gli ospiti della serata, non ha nascosto l’ammirazione: “Da quando recita è stata sempre brillante, è veramente una continua fonte di ispirazione, non perdo mai un suo film, imparo continuamente da lei”. Parole che suonano come una stima tra pari, non come il consueto elogio da red carpet.
L’Emerging Talent Award 2026 è andato invece a Margherita Spampinato, regista del film “Gioia mia”. Una scelta che guarda al futuro del cinema italiano al femminile, riconoscendo in una giovane autrice la capacità di portare una voce originale in un panorama che ne ha sempre più bisogno.
