Calcio, inchiesta sulle pagelle degli arbitri: esposto alla Procura per frode sportiva

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Un esposto inviato alla Procura di Milano e alla Procura Federale ipotizza il reato di frode sportiva nella gestione delle carriere arbitrali. Al centro del caso vi è la dismissione del fischietto di Serie A Federico Dionisi, giudicata l’effetto di un’alterazione pianificata dei punteggi.

L’atto, firmato dal presidente della sezione AIA dell’Aquila Guido Alfonsi, denuncia una condotta fraudolenta consumata durante l’ultima giornata di campionato, in coincidenza con la partita Lazio-Pisa del 23 maggio 2026. Il denunciante ha chiesto al pubblico ministero Ascione il sequestro del portale informatico “Sinfonia 4 you” per verificare la liceità delle operazioni telematiche e tracciare le modifiche apportate ai documenti ufficiali.

La sostituzione dell’osservatore

La contestazione si focalizza sul cambio repentino dell’osservatore incaricato di valutare l’arbitro Maria Sole Ferrieri Caputi per la sfida dello Stadio Olimpico. Il designato Andrea Antonelli è stato sostituito all’ultimo minuto da Sandro Rossomando. Al termine della gara, a fronte di una direzione definita impeccabile, è stato assegnato un voto di 8,40. Secondo l’esposto, questa specifica valutazione era l’unica metrica utile a determinare la retrocessione e la conseguente dismissione di Dionisi dalla massima serie. Alfonsi accusa esplicitamente la Commissione Osservatori Nazionale, diretta da Riccardo Tozzi, e sollecita una revisione immediata della relazione per ripristinare l’equità della graduatoria.

L’ipotesi di reato

Il caso assume rilevanza penale per via degli interessi economici legati alla categoria, ormai equiparata alle società sportive professionistiche. La manipolazione dei voti viene descritta come un ordine indotto dall’alto per escludere determinati direttori di gara.

Alfonsi, che ricopre anche la professione di avvocato, ha confermato all’agenzia AGI l’intenzione di proseguire l’azione giudiziaria fino all’accertamento delle responsabilità, definendo l’attuale gestione una casta priva di credibilità e sollecitando un intervento ispettivo esterno sul sistema di controllo dell’Associazione Italiana Arbitri.