Damien Comolli ridisegna la Juve senza Champions: patto con Spalletti per il futuro
Damien Comolli
Comolli rivendica la continuità del progetto, esclude dimissioni, ricostruisce le fasi critiche della stagione e definisce priorità tecniche e gestionali per riportare la Juventus a un livello competitivo nel breve periodo.
Riorganizzazione interna e responsabilità tecniche
Il ceo della Juventus analizza la stagione partendo da un punto fermo: l’obiettivo non cambia. “Abbiamo un solo piano, riportare al successo la Juventus”, afferma, precisando che la mancata qualificazione alla Champions League non modifica ambizioni e metodo.
Comolli si assume la responsabilità dei risultati, ma chiarisce di non aver mai valutato l’ipotesi di lasciare l’incarico. La linea resta condivisa con la dirigenza, che ha avallato un percorso di revisione dei processi interni: dalla collaborazione tra area tecnica e management alla riorganizzazione dei flussi medici e dello scouting.
Il dirigente ricostruisce anche la dinamica che ha segnato la stagione. La squadra, sostiene, era vicina agli obiettivi prima della serie negativa che ha compromesso il finale. “È frustrante pensare che eravamo vicini ad arrivare dove volevamo. Dopo la gara con il Lecce sembrava tutto sotto controllo, poi è arrivata la sconfitta con la Fiorentina”. Una sequenza che ha imposto una riflessione più ampia sulla tenuta tecnica e mentale del gruppo.
Rapporto con Spalletti e criteri di mercato
Comolli interviene anche sulle ricostruzioni circolate negli ultimi giorni riguardo al rapporto con Luciano Spalletti. “Sono state dette falsità, la comunicazione e la collaborazione sono costanti”, afferma, precisando che piani, nomi e strategie sono stati condivisi.
L’allenatore, aggiunge, è coinvolto nella definizione dei profili necessari per aumentare personalità e carattere della squadra. Il lavoro comprende strumenti di analisi avanzata, utilizzati per valutare anche la componente comportamentale dei giocatori: “Per giocare alla Juventus serve qualcosa di speciale”.
Il mercato resta un nodo centrale. Comolli conferma la necessità di alcune cessioni, ma esclude la partenza di Kenan Yildiz: “Yildiz non si muove, non c’è alcun rischio di cessione”. Più complessa la posizione di Dusan Vlahovic, con un confronto aperto tra club, attaccante ed entourage per definire le prossime mosse. L’obiettivo è intervenire su reparti specifici, aggiungendo elementi funzionali a una crescita immediata.
Dialogo con la proprietà e prospettive europee
Il dirigente ribadisce il confronto costante con la proprietà. “Parlo con John Elkann tutte le settimane, il dialogo è costante”, afferma, collocando l’analisi della stagione in un orizzonte di medio periodo: “Il periodo giusto per fare un bilancio è tra i tre e i cinque anni”.
Sul piano economico e regolamentare, conferma la trattativa con la Uefa per un accordo transattivo relativo ai criteri costi/ricavi delle ultime tre stagioni.
La Juventus affronterà la prossima Europa League con un’impostazione dichiarata: ambizione e necessità di risultati immediati. Comolli chiude indicando la direzione del lavoro: rendere la squadra competitiva subito, in campionato e in Europa. “Dobbiamo mettere la squadra nella condizione di vincere, non tra cinque anni ma nel futuro immediato”.
