Bonomi a Conte: “All’Italia serve lo spirito di Zanardi. Basta sussidi”. E su Recovery Fund vietato fallire

Bonomi a Conte: “All’Italia serve lo spirito di Zanardi. Basta sussidi”. E su Recovery Fund vietato fallire
Carlo Bonomi
30 settembre 2020

Forte apertura del Governo alla richiesta di Confindustria di un Patto per l’Italia per tornare a crescere e utilizzare al meglio le risorse europee. Ma sul Recovery Fund è vietato fallire. E’ chiaro e diretto il messaggio che il presidente degli industriali, Carlo Bonomi, lancia al premier Giuseppe Conte, alla vigilia della presentazione del Recovery Plan nazionale. L’occasione per il faccia a faccia è il debutto di Bonomi all’assemblea annuale di Confindustria, tradizionale appuntamento rinviato quest’anno, da maggio a settembre, a causa dell’emergenza sanitaria. E dal palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, Bonomi torna a chiedere “un nuovo grande Patto per l’Italia” da scrivere con tutte le parti sociali. Una sfida subito accolta, prima dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, poi dallo stesso Conte. “C’è stata un’apertura molto forte che non avevamo registrato fino ad oggi”, dice al termine dell’assemblea sottolineando che a cambiare è stata la linea del Governo e non quella di Confindustria.

Nella sua prima relazione da presidente, Bonomi si rivolge direttamente al premier Conte chiedendo “scelte per l’Italia del futuro, scelte anche controvento”. Serve “il coraggio del futuro” dice più volte il leader di Confindustria invocando con insistenza, nelle 22 pagine d’intervento, “una visione di fondo” che analizzi in profondità i mali italiani e che guardi lontano. Questo “perchè neanche i 200 miliardi” del Recovery Fund possono risolvere i mali italiani se vengono distribuiti a pioggia. E proprio sul Recovery Fund, da Bonomi arriva il monito più forte al capo dell’esecutivo: “Presidente, due settimane e ancora pochi giorni fa, lei ha detto: ‘se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa. No, signor Presidente, non è così. Se si fallisce nel compito che abbiamo di fronte, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla precisa definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti”. In caso di fallimento “il danno per il Paese sarebbe immenso e lo pagheremmo tutti. Per anni a venire. Semplicemente non ce lo possiamo permettere. E’ tempo di azione comune oppure non sarà un’azione efficace”. Al Paese serve “una rotta precisa” e “un approdo sicuro”.

Le priorità da affrontare sono molte, considerando che il Pil quest’anno, secondo le stime del Centro Studi di Confindustria, crollerà tra il 9 e l’11% e che sarà difficile un recupero prima di due anni. E anche sul versante del lavoro, con 600mila occupati in meno ad oggi, il 2021 sarà molto complicato. Basta, allora, alla politica dei sussidi che “non sono per sempre” perchè non bisogna trasformare l’Italia in “un Sussidistan”, dice senza mezzi termini. In primis, dopo aver definito ancora una volta un “errore” prorogare il blocco dei licenziamenti, Bonomi chiede una “profonda riforma degli ammortizzatori sociali”, criticando il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, per non aver inserito rappresentanti dell’impresa nella task force che sta studiando il dossier. Le politiche attive sono fondamentali e, proprio su questo fronte, il reddito di cittadinanza, a giudizio del presidente di Confindustria, “non funziona”. Fondamentale anche il tema della contrattazione. Ai sindacati Bonomi chiede il rispetto delle regole sottoscritte due anni fa: “Confindustria sta subendo una serie di accuse sindacali, e non solo, sulla nostra presunta contrarietà al rinnovo dei contratti. Nessuno ha mai parlato di blocco della contrattazione. Mi sembra improprio essere considerati nemici dei contratti”.

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A Cgil, Cisl e Uil dice che se le regole non vanno più bene, allora bisogna risedersi ad un tavolo e cambiarle. Quanto alle pensioni, “all’esaurirsi di Quota 100 tra un anno” non bisogna per Bonomi “immaginare nuovi schemi previdenziali basati su meri ritocchi, come leggiamo quando si parla di Quota 101. Cioè nuovi regimi che continuerebbero a gravare sulle spalle dei più giovani”. E proprio giovani e donne, secondo Bonomi, sono stati le vittime più colpite dalla crisi e per loro occorre mettere in campo scelte coraggiose. Sul fronte del fisco, Bonomi lancia la sfida di una tassazione diretta anche per i lavoratori dipendenti. “Perchè passare alla tassazione diretta mensile solo per i 5 milioni di autonomi? Facciamo lo stesso – auspica – per tutti i lavoratori dipendenti, sollevando le imprese dall’onere ingrato di continuare a svolgere la funzione di sostituti d’imposta addetti alla raccolta del gettito erariale e di essere esposti alle connesse responsabilità”. Chiudendo il suo intervento, il leader degli industriali evoca Alex Zanardi per indicare la strada da seguire per il futuro dell’Italia: “Servono scelte difficili, come le sfide affrontate e vinte da un grande sportivo come Alex Zanardi. E’ del suo spirito, che oggi c’è bisogno”.

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