Circoncisione rituale in casa: muore bimbo, altro è grave. Arrestato l’uomo che ha operato

Circoncisione rituale in casa: muore bimbo, altro è grave. Arrestato l’uomo che ha operato
23 dicembre 2018

Una pratica religiosa, una circoncisione rituale su due gemelli di origine nigeriana di due anni, finita in tragedia: uno e’ morto per un’emorragia, l’altro e’ ricoverato in gravi condizioni nell’ospedale romano Sant’Andrea. Il fatto e’ avvenuto a Monterotondo, alle porte di Roma, in una casa gestita dall’Arci con l’amministrazione comunale. L’uomo ritenuto responsabile degli interventi di circoncisione su due gemellini nigeriani è stato arrestato da agenti della Polizia di Stato su disposizione della procura di Tivoli per i reati di omicidio preterintenzionale, lesioni gravissime ed esercizio abusivo della professione medica. Si tratta di un 66enne cittadino statunitense di origine libiche. L’autopsia accertera’ le cause della morte del bimbo.

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In una nota della procura di Tivoli e’ quindi ricostruita la vicenda, e il procuratore capo Francesco Menditto sottolinea che “anche per il risalto dato dai mezzi di informazione, non posso esimermi dal fornire alcune informazioni essenziali, pur essendo ancora in corso indagini”. La ricostruzione dice quindi che oggi agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma hanno arrestato e trasferito nel carcere di Rebibbia, il 66enne E.F., in quanto ritenuto responsabile di aver praticato un’operazione di circoncisione su due fratellini nigeriani di due anni praticata all’interno di un appartamento dello SPRAL di Monterotondo. Uno dei due bambini, trasportato presso l’ospedale S. Andrea di Roma, e’ deceduto per complicanze ancora da accertare, mentre l’altro e’ attualmente ricoverato in prognosi riservata.

La nota aggiunge che per accertare ogni dettaglio di questo tragico evento e le responsabilita’ delle persone coinvolte la Squadra Mobile di Roma, su direzione della Procura di Tivoli (vale a dire il pm di turno e il pm specializzato in reati di violenza di genere ai danni dei minori), ha svolto nell’intera giornata e sta svolgendo “serrate indagini”. Nel corso della perquisizione presso l’abitazione dell’uomo arrestato sono state sequestrati oggetti “da cui si desume l’abitualita’ della condotta contestata”. Il pm conferira’ domani l’incarico al medico legale per effettuare l’autopsia e accertare, con precisione, le cause della morte del bambino. Nel frattempo e’ in corso di redazione la richiesta di convalida e di emissione di misura cautelare al gip del Tribunale di Tivoli.

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La procura della Repubblica, “con la collaborazione della Squadra Mobile di Roma, svolgera’ tutte le indagini per accertare ogni dettaglio della vicenda”. Il procuratore Menditto dice inoltre di aver deciso per la diffusione di informazioni stampa “relative al grave e doloroso episodio” al fine di assicurare, nel rispetto del segreto investigativo, “il diritto di cronaca costituzionalmente garantito”. Disperata la mamma dei due bimbi. Piange e non si da’ pace dopo che ha visto morire tra le sue braccia uno dei gemellini. Prima di arrivare nell’appartamento di Monterotondo la donna era stata ospite per oltre un anno di un Centro di accoglienza straordinario (Cas) a Rieti e sembra che in quel periodo avesse chiesto alla pediatra informazioni sulla possibilita’ di sottoporre i figli alla circoncisione.

Dopo il rifiuto del medico non c’erano stati seguiti. Ai responsabili dello Sprar di Monterotondo dell’Arci di Roma non aveva mai fatto cenno di volere fare circoncidere i bambini. Gli operatori che hanno avuto contatti con la donna la descrivono ipersensibile, attentissima ai propri figli, che aveva regolarmente vaccinato ed accompagnava all’asilo sempre puntuale. “E’ una tragedia che lascia senza parole e attendiamo con ansia dai medici notizie del secondo bambino”, fa sapere l’Arci di Roma confermando che i bimbi erano ospiti insieme alla madre in un centro di accoglienza che l’associazione gestisce con il Comune di Monterotondo dal 2009. I due bambini sono nati a Latina nel 2017 e con la mamma erano giunti a Monterotondo nel novembre scorso. La donna in Nigeria ha altri cinque figli ed e’ titolare di un permesso per protezione umanitaria perche’ vittima di tratta.

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Gli operatori la descrivono come “tranquilla ed educata” e nulla faceva presagire che avrebbe voluto sottoporre i gemelli a circoncisione. La donna frequentava anche un corso di italiano. Anche il sindaco di Monterotondo, Antonino Lupi, parla di una “tragedia assurda”. “La mamma dei due bimbi era integrata, era arrivata dal Cas di Rieti il 15 novembre, aveva fatto un percorso di alfabetizzazione -spiega il sindaco – nella struttura non possono entrare persone estranee ai nuclei familiari. Evidentemente la mamma deve aver preso l’iniziativa senza avvisare nessuno, altrimenti non sarebbe stato assolutamente consentito”. “Aspettiamo che gli inquirenti accertino la verita’ -aggiungono dall’Arci spiegando che l’associazione “intende costituirsi parte civile laddove fossero accertate responsabilita’ di persone che hanno provocato la morte del bambino”.

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