Consulta boccia referendum, ma non tutti i giudici sono convinti. Verso il proporzionale. Maggioranza plaude, ira Lega

Consulta boccia referendum, ma non tutti i giudici sono convinti. Verso il proporzionale. Maggioranza plaude, ira Lega
16 gennaio 2020

Con il fiato sospeso, sin da ieri, in attesa della decisione della Corte costituzionale sul referendum che riguardava la legge elettorale, la politica stasera prende atto: il quesito e’ stato dichiarato inammissibile. E, aspettando le motivazioni della Consulta, e’ subito un effluvio di dichiarazioni, a partire da Matteo Salvini, leader della Lega, il partito che ha promosso l’iniziativa. “E’ una vergogna, e’ il vecchio sistema che si difende: Pd e 5stelle sono e restano attaccati alle poltrone. Ci dispiace che non si lasci decidere il popolo: cosi’ e’ il ritorno alla preistoria della peggiore politica italica”, tuona il ‘capitano’. Anche Forza Italia, con Maurizio Gasparri, non ‘benedice’ il pronunciamento della Corte: “La Corte Costituzionale continua a sfornare decisioni politiche, il diritto cede il passo alla restaurazione della sinistra, inquietante conferma referendum”, scrive, infatti, il presidente della Giunta per le immunita’ del Senato.

Mentre Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini colgono l’occasione per invocare una proposta unitaria del centro destra sulla legge elettorale. “Dopo la bocciatura del referendum sul maggioritario all’inglese, il centrodestra deve proporre al piu’ presto una proposta unitaria in grado di tutelare il principio della rappresentanza, ma anche di garantire la governabilita’ che e’ il presupposto basilare per garantire il funzionamento della democrazia”, scrive, ad esempio Bernini. E aggiunge: “Il ritorno al passato che la maggioranza vorrebbe imporre non puo’ essere la soluzione, che va invece ricercata in un sistema misto maggioritario-proporzionale che incoraggi la formazione di coalizioni politicamente omogenee, senza obbligare il popolo a firmare una delega in bianco ai partiti”. Non cosi’ la maggioranza: parla di “una buona notizia anche per chi non ama il proporzionale”, il commissario per gli Affari economici della Ue, Paolo Gentiloni. “Seguiamo la strada del proporzionale affinche’ tutti i cittadini italiani siano effettivamente rappresentati in Parlamento”, sostiene il capo politico di M5s, Luigi Di Maio. “Anche la Corte Costituzionale boccia le pretese della Lega.

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Inammissibile il referendum chiesto da Salvini per avere la sua legge elettorale ‘fai da te’. E anche per questa volta niente pieni poteri…”, chiosa il questore pentastellato della Camera, Francesco D’Uva. Per il Pd, con Marcucci e Parrini, “il castello di sabbia costruito da Salvini sulla legge elettorale, e’ venuto giu’ con la sentenza della Consulta”. Ora, invitano, “la maggioranza vada spedita verso l’approvazione della proposta depositata alla Camera”. “La Corte Costituzionale ha parlato e ha dichiarato inammissibile il referendum sulla legge elettorale proposto dalla Lega, e Salvini che fa? Attacca la Corte, urla vergogna, accusa Pd e 5S di essere attaccati alle poltrone. Cioe’ un politico, delegato dai suoi elettori al potere legislativo, attacca un supremo e indipendente organo dello Stato, che ha il dovere di giudicare solo in base alla Costituzione. Questa e’ la Lega, attaccare sempre e comunque qualunque potere indipendente di una democrazia liberale che si fonda sull’equilibrio dei poteri”, osserva il dem Emanuele Fiano.

Da Leu, con il capogruppo alla Camera, Federico Fornaro, si sottolinea che la Corte “ha fatto una scelta giusta. Leu e’ stato l’unico gruppo parlamentare a costituirsi contro l’iniziativa referendaria e non possiamo quindi non nascondere la nostra soddisfazione per la decisione della Consulta. Un sistema elettorale fondato sul maggioritario modello inglese, infatti, avrebbe prodotto effetti devastanti nell’edificio costituzionale della nostra democrazia. Adesso c’e’ piu’ tempo per approvare una nuova legge elettorale che persegua l’obiettivo di garantire un corretto equilibrio costituzionale tra la rappresentanza e la necessaria stabilita’ delle istituzioni”, viene notato. Nel dibattito interviene anche il ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D’Inca’: “Dopo il pronunciamento della Corte Costituzionale, noi continuiamo ad andare avanti per superare il Rosatellum e dare al Paese una Legge elettorale proporzionale con soglia alta che garantisca un sistema politico piu’ coeso, Camere piu’ rappresentative e governi piu’ stabili”.

Dopo la decisione della Consulta interviene il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Un altro bluff di Salvini e’ caduto. Ora avanti per cambiare davvero l’Italia”. E Luigi Di Maio, per M5s, insiste: “Seguiamo la strada del proporzionale affinche’ tutti i cittadini italiani siano effettivamente rappresentati in Parlamento”. “Tutti dovrebbero rispettare la decisione della Corte Costituzionale e, invece di attaccare i giudici della Consulta, dovrebbero chiedere scusa per aver tentato una spallata alla Costituzione”, nota il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa. Per la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone “la Consulta ha smascherato il bluff della Lega. Ora riformiamo la legge elettorale in Parlamento, seguendo la strada di un proporzionale corretto che possa garantire piena rappresentativita’ e al tempo stesso la governabilita’ del Paese”, sottolinea.

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Italia viva, per parte sua, sottolinea la necessita’ di modificare il testo della riforma elettorale depositato alla Camera: “La pronuncia della Consulta sul referendum proposto dalla Lega, sul quale abbiamo sempre nutrito perplessita’ – spiega – deve servire di stimolo al Parlamento per proseguire nel lavoro avviato per dotare il Paese di un sistema elettorale equilibrato, rispettoso dei paletti fissati dalla Costituzione e dalle precedenti sentenze e capace di assicurare, anche alla luce della riduzione del numero dei parlamentari, la rappresentanza dei territori e delle forze politiche”, sottolinea Marco Di Maio. E spiega Italia Viva “continuera’ a impegnarsi in questa direzione, partendo dal testo presentato dal presidente della commissione Affari costituzionali al quale riteniamo vadano apportati necessari correttivi, a partire dalla rimozione del cosiddetto ‘diritto di tribuna’ che e’ in contraddizione con l’individuazione di una soglia di sbarramento nazionale”.

Ma sul no al proporzionale c’e’ chi, nell’opposizione, insiste, come il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “La bocciatura del referendum per il maggioritario era prevedibile sia per l’aspetto politico non gradito alla sinistra e quindi sgradito alla maggioranza della Consulta, sia per la natura tecnica del quesito a nostro avviso corretto ma obiettivamente al limite del consentito”, dichiara. “Ottima l’intenzione ma quasi inevitabile l’esito tecnico-politico. Il centrodestra deve rilanciare subito con una proposta unitaria che dica no al tentativo dei rossi-gialli di farci tornare col proporzionale agli anni della Prima Repubblica quando, alla faccia dei cittadini, decidevano tutto i partiti che allora avevano almeno uomini, regole e strutture oggi assenti”, aggiunge.

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E sottolinea: “Occorre una legge con ampia quota maggioritaria che assegni alla coalizione vincente la certezza di poter governare. Il modello potrebbe essere il Mattarellum ma, se si volesse fare subito e bene, basterebbe aggiungere alla normativa vigente un premio di maggioranza di entita’ e caratteristiche gia’ considerate ammissibili dalla Corte Costituzionale per offrire agli italiani la certezza di avere la sera stessa delle elezioni, una maggioranza coesa scelta da loro”. Anche i Radicali si schierano: “Ci auguriamo che la bocciatura della Consulta non acceleri il ritorno a un sistema proporzionale inadeguato a garantire la stabilita’ e la rappresentanza territoriale. La priorita’ di chi ne promuove l’applicazione e’ quella di ostacolare gli avversari, a scapito del potere di scelta degli elettori, che risultera’ ancora piu’ limitato”, dichiara Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali italiani.

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