Coronavirus, a Tokyo contagi record: “Sistema sanitario potrebbe finire sotto stress”

Coronavirus, a Tokyo contagi record: “Sistema sanitario potrebbe finire sotto stress”
16 luglio 2020

La nuova ondata di contagi COVID-19 a Tokyo sta suscitando grande allarme. Anche perché si vedono contagi record per la capitale giapponese. Oggi, secondo quanto ha dichiarato il Governo metropolitano, sono state accertate 286 infezioni. Per la capitale nipponica, che è anche il più grande agglomerato urbano del mondo (14 milioni di abitanti, ma inseriti in una megalopoli di oltre 30 milioni di residenti) si tratta del dato peggiore dall’inizio della pandemia. Precedentemente, il 10 luglio, si era arrivati a 243 infezioni accertate in un giorno. Il numero totale di contagiati dall’inizio dell’epidemia è 8.640.

Le autorità, sulla base di questa situazione, ieri hanno innalzato al massimo il livello di allerta su una scala di quattro gradi recentemente adottata e chiedono alla popolazione di evitare uscite non necessarie, oltre a raccomandare ai datori di lavoro di rispettare rigorosamente le linee guida sanitarie anti-epidemiche. La governatrice recentemente rieletta Yuriko Koike, annunciando oggi che il numero dei contagi sarebbe stato superiore a 280, è apparsa più preoccupata che nei giorni precedenti. “E’ vero che il numero dei nuovi contagiati sta crescendo perché abbiamo incrementato il numero dei test. Tuttavia, se il numero dei contagiati dovesse continuare a crescere di questo passo, naturalmente aumenterebbero anche i ricoveri di persone con sintomi gravi. Di conseguenza, il sistema sanitario finirebbe sotto stress. Dal punto di vista degli operatori sanitari, questo fatto è particolarmente preoccupante”, ha spiegato la governatrice.

“Al momento (la diffusione del virus) è imperniata sui giovani, ma crescono i pazienti 40enni e 50enni. Questa fascia d’età ha molte occasioni di contatto con gli anziani, quindi temiamo che il contagio possa diffondersi nella generazione ad alto rischio. Inoltre sarebbe un peccato se la diffusione non restasse limitata geograficamente a Tokyo e ai suoi dintorni, ma si allargasse a Osaka e alla prefettura di Aichi”, ha continuato. L’arrivo di questa seconda ondata è una pesante tegola sulla testa del Giappone, che ha affrontato con un certo successo la prima con un approccio “light”. Il governo programmava una ripartenza anche in settori particolarmente colpiti come quello del turismo. La campagna “Go to travel” per promuovere i viaggi interni è in partenza dalla prossima settimana, ma a questo punto il primo ministro Shinzo Abe potrebbe decidere di rimandarla. “Stiamo strettamente monitorando l’attuale diffusione delle infezioni”, ha detto oggi.

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Koike ha criticato l’idea di incoraggiare gli spostamenti in Giappone in un momento in cui l’epidemia non appare ancora sotto controllo. Anche se Shigeru Omi, capo del comitato tecnico che fa consulenza al governo su come affrontare l’epidemia, ha detto che il fatto di viaggiare in sé non pone problemi. “Non ci sono state infezioni nello shinkansen”, ha sostenuto in una conferenza, facendo riferimento ai treni veloci giapponesi. Nel mese di agosto in Giappone si celebra una delle festività più importanti dell’anno, il Bon, che solitamente comporta veri e propri esodi all’interno del paese di turisti e persone che tornano nei loro luoghi d’origine. Perdere anche questa occasione potrebbe rivelarsi un colpo mortale per la remunerativa industria del turismo nipponico. askanews

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