Coronavirus, allarme da Europarlamento per profughi in Grecia

Coronavirus, allarme da Europarlamento per profughi in Grecia
24 marzo 2020

Juan Fernando López Aguilar (S&D), presidente della commissione europarlamentare per le Libertà civili, ha scritto ieri al commissario europeo Janez Lenarcic, coordinatore per la risposta alle emergenze, chiedendo una “immediata risposta europea” dopo che un primo caso di contagio di coronavirus Covid-19 è stato confermato sull’isola di Lesbo, per “evitare che la crisi umanitaria nelle isole greche” in cui sono ospitati campi profughi con 42.000 persone in totale “diventi un problema di salute pubblica, con il rischio di numerosi decessi”. “Una delle principali questioni da affrontare per evitare la rapida e ampia diffusione di Covid-19 è l’evacuazione preventiva urgente dei campi sovraffollati”, osserva Lopéz Aguilar nella lettera a nome della commissione Libertà civili, ricordando che molte delle persone nei campi si trovano già in una precaria situazione sanitaria e, nonostante le misure adottate dalle autorità greche, il sovraffollamento e le terribili condizioni di vita rendono difficile contenere l’epidemia.

Nei campi, sottolinea la lettera, “non vi è alcuna possibilità di isolamento o distanziamento sociale, né è possibile garantire condizioni igieniche adeguate”. Inoltre, “ci sono solo sei letti di terapia intensiva disponibili sull’isola di Lesbo” e altre attrezzature sanitarie necessarie “non sono attualmente disponibili sulle isole”. Gli eurodeputati della commissione Libertà civili chiedono perciò di lanciare un piano d’azione che dovrebbe includere l’evacuazione preventiva della popolazione ad alto rischio, compresi gli ultra sessantenni e le persone con condizioni respiratorie, diabete o altre malattie; risorse finanziarie aggiuntive per una maggiore capacità di ricovero e terapia intensiva; la continuazione del programma di trasferimento e reinsediamento dei rifugiati, e in particolare dei bambino, che non deve essere sospeso a causa della pandemia.

Un portavoce della Commissione europea, Adalbert Jahnz, ha confermato oggi, durante il briefing quotidiano dell’Esecutivo comunitario teletrasmesso per la stampa, che il commissario Lenarcic ha ricevuto la lettera, e che si sta facendo tutto quello che è possibile per affrontare la situazione. “Siamo pienamente consapevoli delle difficoltà nei campi sovraffollati sulle Isole greche. Siamo in contatto con le autorità greche su questa questione sia a livello tecnico che a livello politico. Stiamo lavorando con loro e li stiamo assistendo per preparare un piano di risposta d’emergenza per fronteggiare una potenziale epidemia di coronavirus nelle Isole”, ha detto il portavoce. “Stiamo anche, in generale, – ha continuato Jahnz – fornendo un sostegno alla Grecia per migliorare le condizioni nelle Isole, anche finanziando l’invio di medici e altro personale sanitario nei centri di accoglienza. E stiamo sostenendo misure per accelerare i trasferimenti dalle Isole verso la terraferma, per affrontare il problema del sovraffollamento”. “Abbiamo anche annunciato – ha aggiunto il portavoce – un’iniziativa specifica per la ricollocazione dei minori e adolescenti non accompagnati dalla Grecia in altri Stati membri, da cui abbiamo già ricevuto offerte per 1.600 trasferimenti. Le discussioni stanno andando avanti sugli aspetti pratici e operativi di questi ricollocamenti, che consideriamo urgenti e che speriamo di vedere completati il più presto possibile”.

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“Secondo le nostre informazioni – ha riferito ancora Jahnz – le autorità greche stanno monitorando la situazione sulle isole come loro responsabilità e hanno anche annunciato una serie di misure per ridurre il rischio che si sviluppi l’epidemia di coronavirus nei centri di accoglienza. E questo include misure come la misurazione obbligatoria della temperatura corporea per i nuovi arrivati, sospensione di tutte le visite, sospensione di alcune attività nei centri, annuncio di misure preventive generali di igiene, con pulizia regolare delle aree comuni interne ed esterne”. In più, “la Grecia sta lavorando per installare delle aree distinte in ciascuno dei centri in cui esaminare i casi sospetti camere di ricovero e aree di quarantena”, ha concluso il portavoce. askanews

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