Usa, Covid-19 fa strage fra afroamericani. L’immunologo: stretta di mano un ricordo

Usa, Covid-19 fa strage fra afroamericani. L’immunologo: stretta di mano un ricordo
9 aprile 2020

Negli Stati Uniti il malato di Covid-19 ha un identikit preciso: maschio e nero. I dati sono parziali, non tutti gli Stati raccolgono i dettagli dei positivi, ma quelli censiti dai media statunitensi secondo gli esperti evidenziano che c’è una tendenza chiara: gli afroamericani si ammalano e muoiono più dei bianchi. Secondo i dati raccolti da Washington Post e New York Times, le contee in cui c’è una maggioranza di afroamericani hanno tre volte il tasso di contagi e sei volte quello dei decessi rispetto a luoghi in cui i bianchi sono la maggior parte della popolazione. Le percentuali raccolte in alcuni singoli Stati sono ancora più illuminanti: in Michigan gli afroamericani sono il 14% della popolazione, eppure rappresentano il 33% dei casi e il 40% delle morti; in Louisiana il 70% delle vittime da Covid 19 è nero, eppure sono il 32% della popolazione.

A New York, la città più colpita, i focolai peggiori sono nei quartieri più popolari: il Bronx, Brooklyn e Queens, da dove arrivano queste immagini che mostrano il caos all’interno di un ospedale, diffuse da Francesca di Matteo, fondatrice e ceo di Strategica Communication. Ma perché? Un intreccio di fattori. Le comunità nere sono più povere, hanno minor accesso alle cure in un Paese in cui non esiste sanità pubblica. Per questo contano molte più persone con problemi di cuore, respiratori o di diabete. Tutte patologie che aumentano di molto la mortalità per i malati Covid 19. Inoltre in molti fanno lavori a contatto col pubblico, sono quei lavoratori sottopagati e sfruttati ora considerati necessari perché stanno reggendo quel poco di Paese che ancora è in attività, come in Italia: dai trasporti pubblici, alla sanità, a chi lavora nella catena alimentare, magazzinieri, commessi, chi lavora nei campi. Soluzioni a breve termine non ce ne sono, ha ammesso Anthony Stephen Fauci, l’immunologo che guida la taskforce Usa contro il coronavirus.

“La crisi sta facendo luce su quanto siano inaccettabili queste disparità – ha detto – non c’è niente che possiamo fare in questo momento se non provare a dare agli afroamericani le migliori cure per evitare complicazioni”. Una prima azione concreta è stata la promessa di Trump di pagare le cure anche per i malati Covid che non hanno l’assicurazione sanitaria, rimborsando gli ospedali. Intanto, secondo l’ultimo conteggio della Johns Hopkins University, sono 423.135 i casi di coronavirus negli Stati Uniti e almeno 14.390 persone sono morte a causa della malattia. Il totale comprende casi da tutti i 50 Stati, nonché tutti i contagiati rimpatriati. Il Wyoming è l’unico Stato che non ha ancora segnalato morti per coronavirus. E anche negli Usa, il coronavirus cambierà la vita delle persone. Ne è convinto Anthony Fauci, l’immunologo statunitense di origini italiane, il più grande esperto di malattie infettive della nazione, affermando che la stretta di mano, un consueto saluto americano, potrebbe diventare un ricordo del passato mentre la pandemia di coronavirus continua a diffondersi negli Stati Uniti. “Dobbiamo rompere quell’usanza – ha sottolineato Fauci – perché, di fatto, questo è davvero uno dei modi principali in cui puoi trasmettere una malattia respiratoria”.

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