Covid-19, i nuovi contagi non si arrestano: più di 26mila nelle ultime 24 ore

Covid-19, i nuovi contagi non si arrestano: più di 26mila nelle ultime 24 ore
16 dicembre 2021

Volano i contagi Covid in Italia, più di 26mila nelle ultime 24 ore di cui 5mila solo in Lombardia, come non succedeva dal 12 marzo scorso. Calano leggermente i morti, che però sono ancora più di 120. Andamento a due facce sul fronte ospedaliero: i ricoveri frenano rispetto ai balzi dei giorni, ma preoccupano le terapie intensive dove oggi si registrano più di 100 ingressi. Tra la stagione invernale, le festività natalizie e la diffusione della variante Omicron siamo in un periodo molto delicato.

E, secondo il presidente di Gimbe Nino Cartabellotta, con la nuova mutazione e l’attuale sistema dei colori per le regioni si rischia “di congestionare silenziosamente gli ospedali”. “Criteri che – rileva Cartabellotta – lasciano alle Regioni la massima autonomia nell’aumentare la disponibilità di posti letto per ridurre i tassi di occupazione e limitare l’accesso alle cure ai pazienti non Covid”. Con i parametri attuali comunque, oltre a Alto Adige, Calabria e Friuli Venezia Giulia, sembrano destinate a trascorrere in zona gialla la settimana di Natale anche Veneto, Trento e Liguria.

Il bollettino

Sono 26.109 i nuovi casi di positività al Covid-19 (ieri 20.677) e 123 i decessi (ieri 129), registrati nelle ultime 24 ore in Italia. È quanto emerge dall’ultimo bollettino del ministero della Salute. I nuovi contagi non sono così alti dal 12 marzo scorso, quando furono 26.824. Dall’inizio dell’epidemia le persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 sono 5.308.180, quelle guarite sono 4.854.949, mentre da febbraio 2020 le vittime totali sono 135.301. Compresi quelli molecolari e gli antigenici, sono stati 718.281 i tamponi processati nelle ultime 24 ore, ovvero 83.643 in più rispetto ai 634.638 di ieri. Rimane stabile il tasso di positività, ieri al 3,65%, oggi pari al 3,6%. Aumentano anche le terapie intensive (+47), per un totale di 917, e i ricoveri (+29).

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Il monitoraggio Gimbe

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 8-14 dicembre 2021, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (124.568 vs 105.771, pari a +17,8%) e decessi (663 vs 558, +18,8%, di cui 21 riferiti a periodi precedenti). In aumento anche i casi attualmente positivi (297.394 vs 240.894, +56.500, pari a +23,5%), le persone in isolamento domiciliare (289.368 vs 234.040, +55.328, pari a +23,6%), i ricoverati con sintomi (7.163 vs 6.078, +1.085, pari a +17,9%) e le terapie intensive (863 vs 776, +87, pari a +11,2%). Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, dichiara che ‘da due mesi continuano ad aumentare i nuovi casi con una media mobile a 7 giorni che passa da 2.456 il 15 ottobre a 17.795 il 14 dicembre’. Incrementano nettamente i rapporti positivi/persone testate (da 3,6% a 23,9%), positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 9,5%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,81%). In tutte le regioni, ad eccezione di Friuli-Venezia Giulia, Molise e provincia autonoma di Bolzano, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 4,4% dell’Abruzzo al 94,8% della Basilicata.

Nonostante l’aumentata pressione sugli ospedali, nelle ultime settimane si è progressivamente ridotta la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi. In particolare, per l’area medica la media mobile a 7 giorni è scesa dal 3,47% del 7 novembre al 2,41% del 14 dicembre e per le terapie intensive dallo 0,47% del 21 ottobre allo 0,30% del 14 dicembre. Cartabellotta spiega che ‘a fronte di un numero di tamponi sostanzialmente stabile, questo dato è verosimilmente da imputare all’incremento delle terze dosi, che riportano l’efficacia a valori più elevati’. Il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, precisa che ‘sul fronte delle terapie intensive preoccupa tuttavia l’aumento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 70 ingressi/die rispetto ai 59 della settimana precedente’. 

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Nel monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe trova spazio anche il capitolo dedicato alla variante omicron. Lo scorso 26 novembre la variante omicron (B.1.1.529) è stata definita variante di preoccupazione (Variant of Concern – VoC) dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Secondo lo European centre for disease prevention and control (Ecdc) la variante omicron è stata rilevata in 69 paesi e, considerata la sua elevata trasmissibilità, è verosimilmente già presente in molti altri. In Italia, secondo i dati Ecdc, i casi riportati sono 27 e a livello europeo è in aumento l’incidenza dei contagi locali rispetto a quelli ‘importati’ da altri paesi. Sebbene i dati sull’impatto della variante omicron siano ancora limitati, l’Oms il 10 dicembre ha sintetizzato le evidenze preliminari nel report ‘Enhancing readiness for omicron (B.1.1.529): technical brief and priority actions for member states’ e l’Ecdc il 14 dicembre ha pubblicato il report ‘Assessment of the further emergence and potential impact of the SARS-CoV-2 omicron variant of concern in the context of ongoing transmission of the delta variant of concern in the Eu/Eea’.dpc-covid19-ita-scheda-regioni-latest

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