Covid affossa manifatturiero nell’eurozona, Italia ai minimi storici

Covid affossa manifatturiero nell’eurozona, Italia ai minimi storici
4 maggio 2020

Crollo record per la produzione manifatturiera nell’area dell’euro a causa degli effetti sull’economia della pandemia di Covid-19. Ad aprile l’indice Pmi manifatturiero è sceso a 33,4 dal 44,5 di marzo, valore mai registrato dall’inizio della rilevazioni nel 1997. Nessun Paese si salva: in Italia il Pmi manifatturiero è crollato lo scorso mese a 31,1, nuovo minimo storico. Nuovo minimo storico anche per la Francia (31,5). In Germania l’indice è sceso ad aprile a 34,5, in Spagna a 30,8.

In sostanza, l’indicatore dello stato di salute del settore manifatturiero, non solo si allontana ulteriormente dalla soglia dei 50 punti che denota lo spartiacque fra recessione ed espansione, ma si colloca su nuovi minimi storici. “Il crollo della produzione manifatturiera dell’Eurozona ha superato di gran lunga qualsiasi declino osservato durante i quasi 23 anni di storia dell’indagine”, spiega il capo economista di IHS Markit, Chris Williamson, aggiungendo “tutte le nazioni hanno sofferto crolli record della produzione manifatturiera, ma l’Italia è stata la nazione a riportare la contrazione maggiore a causa dell’intensificarsi delle misure di contenimento del coronavirus durante il mese”.

Con l’avvio della Fase 2, l’economista nota che, “escludendo una seconda ondata di infezione, che certamente vanificherebbe ogni ripresa”, nei mesi venturi “dovremmo assistere ad un miglioramento della situazione con la riapertura delle aziende e il ritorno al lavoro di parecchie persone”, anche se si attende una “ripresa estremamente lenta”.

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