Dl Coni, Senato approva fiducia con 214 sì e 32 no

Dl Coni, Senato approva fiducia con 214 sì e 32 no
10 marzo 2021

Il Senato ha approvato in prima lettura il cosiddetto decreto Coni, su cui il governo aveva posto la questione di fiducia. La fiducia, dopo due “chiame” per votazione nominale con appello, ha avuto il via libera di Palazzo Madama con 214 sì e 32 no, mentre 4 senatori si sono astenuti.

Il decreto, che disciplina l’organizzazione e il funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano, era uno degli ultimi varati dal governo `giallorosso` presieduto da Giuseppe Conte mentre il voto di fiducia era il primo chiesto dall’esecutivo guidato dal neo premier Mario Draghi, se si esclude la fiducia ‘tecnica’ posta il 25 febbraio scorso a Palazzo Madama sul decreto Milleproroghe in scadenza dopo pochi giorni. Era stato questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, a porre a nome dell`esecutivo la questione di fiducia sull’approvazione senza modificazioni del ddl n. 2077, di conversione in legge del decreto-legge n. 5, recante “misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Coni”.

Il decreto, come detto, è in prima lettura al Senato e deve essere convertito in legge entro la fine di marzo: ora passa alla Camera per la seconda lettura. Discusso in Aula e varato all’ultimo istante per scongiurare il rischio di veder gareggiare gli atleti italiani senza tricolore e inno nazionale alle prossime olimpiadi di Tokyo, il dl prevede una dotazione organica di 165 dipendenti e una serie di beni immobili per garantire l’autonomia del Coni. Il capo dello sport italiano, Giovanni Malagò, aveva dichiarato che per il Comitato olimpico – di dipendenti – ne occorrevano almeno 230.

Il voto di fiducia ha impedito l’approvazione di tutti gli emendamenti presentati in commissione. Il decreto assegna al Comitato Olimpico Nazionale italiano una propria dotazione organica di 165 unità di personale, di cui fino a 10 di personale dirigenziale. Si torna quindi a una situazione analoga a quella pre 2002, quando il ministro dell’epoca Giulio Tremonti, per migliorare i conti del Coni, in sofferenza, aveva creato una società, la Coni servizi Spa, controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dove erano confluiti tutti i dipendenti (circa 900, all’epoca) del Coni.

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