Draghi “firma” il patto sul gas con l’Algeria, la strategia dell’Italia punta su Africa

Draghi “firma” il patto sul gas con l’Algeria, la strategia dell’Italia punta su Africa
11 aprile 2022

Nove miliardi di metri cubi di gas in più a partire dal prossimo aprile. E’ questo il “bottino” con cui il presidente del Consiglio Mario Draghi rientra questa sera da Algeri, prima tappa di un tour che lo porterà a breve anche in Congo, Angola e Mozambico. Draghi, che ha avuto un lungo incontro con il presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune, era accompagnato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, da quello della Transizione ecologica Roberto Cingolani e dall’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, che ha siglato l’accordo con Toufik Hakkar, numero uno di Sonatrach, il gruppo elettrico algerino. L’intesa prevede l’utilizzo delle capacità disponibili di trasporto del gasdotto TransMed/Enrico Mattei per garantire maggiore flessibilità di forniture energetiche, fornendo gradualmente volumi crescenti di gas a partire dall’autunno 2022, fino a 9 miliardi di metri cubi di gas all`anno nel 2023-24.

Quest’anno, ha precisato Cingolani, la fornitura aggiuntiva sarà di 3 miliardi di metri cubi, a cui se ne aggiungeranno altri 6 il prossimo (3 di gas e 3 di Gnl), che diventeranno costanti o potranno anche crescere. Attualmente l’Algeria è il secondo fornitore di gas dell’Italia dopo la Russia, con 21 miliardi di metri cubi (31% del totale). “Subito dopo l`invasione dell`Ucraina – ha detto Draghi, parlando al termine dell’incontro con Tebboune – avevo annunciato che l`Italia si sarebbe mossa con rapidità per ridurre la dipendenza dal gas russo. Gli accordi di oggi sono una significativa risposta a questo obiettivo strategico, ne seguiranno altre”. Già nelle prossime settimane, a questo proposito, Draghi volerà prima in Comgo e Angola e poi in Mozambico, dove già l’Italia ha importanti rapporti nel settore dell’energia, con l’obiettivo di incrementare ancora le forniture. “Il Governo vuole per difendere i cittadini e le imprese dalle conseguenze del conflitto”, ha assicurato il premier.

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L’accordo Eni-Sonatrach per il gas si inserisce in un più complessivo protocollo di intesa tra i governi, firmato dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio con l’omologo algerino. Un’intesa ad ampio raggio nel settore dell’energia, anche sul fronte del “green” “L`Italia – ha detto ancora Draghi – è pronta a lavorare con l`Algeria per sviluppare energie rinnovabili e idrogeno verde. Vogliamo accelerare la transizione energetica e creare opportunità di sviluppo e occupazione”. Il rafforzamento dei rapporti con l’Algeria rientra in un generale ridisegnamento delle alleanze di Roma. “Il Nord Africa, in particolare l’Algeria e il Mediterraneo – ha sottolineato Draghi – sono strategici molto più che in passato per l’Italia. Quanto avvenuto e sta avvenendo con la Russia ridisegna le interconnessioni oggi per il gas, domani per l’idrogeno, poi per l’energia”.

In un nuovo quadro, dunque, “c’è la concreta possibilità che i Paesi del Mediterraneo possano diventare hub di energia. In Europa oggi si sta riconsiderando il piano di interconnessione che c’è tra i Paesi. Stiamo entrando in una fase strategica delle politiche energetiche completamente diversa”. Draghi in serata cena con Tebboune, ripartendo poi per Roma. Prima, però, in ambasciata, ha incontrato la comunità italiana in Algeria, che conta circa 200 imprese. “Questa – ha detto – è una comunità di persone che hanno affrontato un ambiente nuovo, con una grande capacità di investire sul rischio, siete bravi individualmente, collettivamente diventate comunità. Il compito del governo è farvi sentire importanti come comunità e imprenditori. I vostri interessi sono interesse dell’Italia, è compito del governo proteggerli. Vogliamo farvi sentire che non siete soli: dietro di voi c’è il governo, ci sono i ministri, ci sono io”.

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