È morto a 92 anni il fotografo Franco Fontana, pioniere internazionale del colore
L’artista che s’è spento a Modena ha rivoluzionato il linguaggio visivo del Novecento trasformando il paesaggio in geometria e campiture sature.
Franco Fontana
La fotografia italiana perde uno dei suoi interpreti più influenti e riconosciuti nel mondo. Si è spento a Modena all’età di 92 anni Franco Fontana, l’artista che ha scardinato la tradizione del bianco e nero documentario per imporre il colore saturo e la composizione geometrica come linguaggio d’avanguardia nei principali musei internazionali. La notizia del decesso è stata diffusa dal Giornale dell’Arte.
Nato a Cognento, frazione del comune di Modena, il 9 dicembre 1933, Fontana ha avviato la propria ricerca visiva negli anni Sessanta, in un contesto dominato dal neorealismo e dalla prevalenza del bianco e nero. La sua intuizione ha ribaltato il paradigma estetico dell’epoca, trattando il colore non come un semplice elemento decorativo o descrittivo, ma come struttura portante dell’immagine.
L’estetica della forma e del colore
L’opera di Fontana si è distinta per l’eliminazione del dettaglio aneddotico a favore dell’astrazione geometrica. Attraverso l’uso di campiture di colore puro, denso e saturo, il fotografo ha trasformato i paesaggi rurali dell’Emilia, le architetture urbane e le linee delle coste marittime in composizioni cromatiche che dialogano direttamente con la pittura astratta e il minimalismo.
La tecnica di Fontana non cercava la rappresentazione fedele del soggetto, bensì la sua sintesi visiva. La luce solare, le ombre nette e i contrasti cromatici sono diventati strumenti per isolare le forme dalla loro funzione reale, restituendo un’inquadratura in cui lo spazio perde la prospettiva classica per farsi campitura bidimensionale.
L’ingresso nelle collezioni museali internazionali
Il valore pionieristico di questa ricerca ha consentito a Fontana di superare i confini nazionali già dagli anni Settanta, inserendo la fotografia d’arte italiana nei circuiti espositivi più prestigiosi. Le sue opere sono entrate in modo permanente nelle collezioni di istituzioni quali il Museum of Modern Art di New York, il Metropolitan Museum, il Museum of Fine Arts di Boston, il Musée d’Art Moderne di Parigi e la National Gallery di Pechino.
L’impatto del suo lavoro ha valicato la dimensione strettamente espositiva, influenzando la fotografia pubblicitaria, l’editoria d’arte e il design visivo. La sua capacità di sintesi ha stabilito un nuovo standard per la fotografia di paesaggio, definendo quello che la critica ha successivamente codificato come “paesaggio geometrico” o “linea Fontana”.
Il riconoscimento della critica e del mercato
“Fontana aveva la peculiarità dei grandissimi, ricomponeva il mondo, la realtà era per lui materia da trasformare in immagine”, ha ricordato il Giornale dell’Arte nel dare l’annuncio della scomparsa dell’artista. Il commento sintetizza la natura dell’operazione concettuale condotta dal fotografo modenese nel corso di oltre mezzo secolo di attività.
Non sono stati ancora resi noti i dettagli relativi al luogo e alla data delle esequie, né le eventuali disposizioni della famiglia per la camera ardente. La città di Modena e le istituzioni culturali emiliane si preparano a programmare le prime iniziative commemorative per celebrare l’eredità artistica del maestro.
