Il Toro spegne la crisi stendendo il Lecce, il Como beffato da Carnesecchi

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Torna a sorridere il Torino, interrompendo una serie di quattro sconfitte consecutive con un sofferto ma meritato 1-0 contro il Lecce al “Grande Torino”. Tre punti d’oro per la squadra di Ivan Jurić, che risale momentaneamente in nona posizione. A Como, invece, finisce in parità una partita dominata dalle emozioni: l’Atalanta esce con un punto (0-0) dal “Sinigaglia” grazie a un portiere eroico, Marco Carnesecchi, che para un calcio di rigore all’ultimo respiro a Nico Paz, lasciato in lacrime sul campo. Una partita segnata dall’espulsione al 7’ dell’attaccante dei lariani, Caleb Ekuban.

Alla ricerca di una reazione dopo il lungo digiuno di vittorie, il Torino è partito subito con le idee chiare. Al’8’, la prima palla gol è granata: sponda di Cesare Casadei per Tijani Adams, di testa, respinta da Wladimiro Falcone. La gara vive di equilibrio, ma è il Lecce a sfiorare il clamoroso vantaggio al 25’ con un potente destro di Ylber Ramadani dalla distanza, che sfiora la traversa. Pochi minuti dopo, però, il Toro trova la via del gol. Al 29’, Nikola Vlasic serve un cross dal limite dell’area, Adams arriva con tempismo e di piatto destro al volo batte Falcone: 1-0. Un vantaggio che galvanizza i padroni di casa, i quali, nel finale di primo tempo, avrebbero anche potuto raddoppiare: respinta corta di Falcone, palla a Valentino Lazaro che di prima intenzione non trova la porta.

Dopo la rete, la resistenza e un palo che trema

La ripresa è un monologo granata in cerca del gol della sicurezza. Il Lecce si arrocca e spera nel contropiede, ma a tenere in vita i salentini è il loro portiere, Falcone, protagonista di due interventi decisivi su Duván Zapata e su Guillermo Maripán. Quelle parate tengono il Lecce attaccato alla gara fino al novantesimo, regalando anche un brivido gelido alla tifoseria granata. A dieci minuti dalla fine, infatti, Lameck Banda si invola sulla sinistra e scocca un destro che si stampa sul palo di Ivan Provedel. L’ultimo assalto leccese viene respinto, e il Torino può finalmente esultare per una vittoria che sa di liberazione.

A Como, la storia della partita viene scritta dopo soli sette minuti, con un’azione al limite del grottesco. Caleb Ekuban, in uno scontro a centrocampo lontano dalla porta, sferra una gomitata in faccia a Matteo Percassi. L’arbitro Francesco Fourneau, dopo la consultazione del VAR, non ha esitazioni: rosso diretto per l’attaccante del Como. Nonostante l’inferiorità numerica, la squadra di Raffaele Palladino non si scompone e anzi, gioca la partita, creando le occasioni migliori della prima frazione.

L’epilogo drammatico: rigore parato e lacrime

L’Atalanta, in evidente difficoltà e con l’unica idea di gestire il possesso, rischia poco. La partita sembra avviarsi verso un pareggio di poco conto, quando al 98’ arriva il colpo di scena. Un cross dal fondo, pallone alto in area, Charles De Ketelaere commette un fallo da manuale su Patrick Cutrone. L’arbitro indica senza dubbi il dischetto. Sul pallone si presenta il giovane argentino Nico Paz, entrato in corso di partita.

Il suo tiro, potente e angolato verso l’incrocio, viene respinto con una superba deviazione in tuffo da Marco Carnesecchi. Un intervento decisivo, che stronca i sogni di vittoria del Como e regala un punto prezioso all’Atalanta. Per Paz è il terzo rigore consecutivo sbagliato in Serie A: il ragazzo scoppia in un pianto dirotto, consolato dai compagni. Il risultato non cambia le posizioni in classifica: il Como rimane sesto a 41 punti, l’Atalanta settima a 36, ma il distacco ora è di soli cinque lunghezze.

La classifica si restringe, la lotta Europa è aperta

Le due partite, apparentemente scollegate, disegnano in realtà un finale di stagione ancora più intrigante per la zona medio-alta della classifica. Il ritorno al successo del Torino, seppur faticoso, riaccende le speranze granata di un aggancio alle posizioni che contano per l’Europa. La solidità difensiva è stata, come spesso accade sotto la gestione Jurić, il punto di partenza. La vittoria, nata da un’azione di qualità e difesa con i denti, può essere la chiave per ritrovare la continuità.

Dall’altra parte, il punto dell’Atalanta, strappato più con il cuore che con il gioco, dimostra una tenuta mentale che potrebbe rivelarsi fondamentale nella caccia al Napoli. Carnesecchi si è candidato, con quel rigore parato, a essere l’uomo-salvezza della stagione. Per il Como, invece, un punto che sa di mezzo fallimento. Aver giocato in dieci per quasi tutta la gara e aver avuto l’occasione per vincere nei secondi di recupero, senza concretizzare, è un’occasione sprecata per allungare sui diretti rivali. La lotta per l’Europa, insomma, è più viva che mai. Con il Torino che rientra prepotentemente nella mischia e con l’Atalanta che resiste, nonostante tutto. La prossima giornata potrebbe riservare nuovi, decisivi colpi di scena.